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25.11.2019 - 06:010
Aggiornamento : 29.11.2019 - 17:24

Pio e Amedeo: «A Lugano faremo nomi e cognomi»

Il duo al Palazzo dei Congressi il 27 dicembre con uno spettacolo tutto nuovo: «La Svizzera? Severa ma... non troppo»

LUGANO - Sono gli scrocconi più famosi della televisione e stanno vivendo un momento di popolarità incredibile: «È un sogno ad occhi aperti», ci raccontano proprio loro, Pio e Amedeo.

I due comici foggiani il 27 dicembre prossimo saranno al Palazzo dei Congressi di Lugano con il loro spettacolo "La classe non è qua" che ha riempito il Teatro antico di Taormina e l'Arena di Verona: «È stato un po' come fare un concerto rock in una cattedrale», scherzano i due.

Parliamo di Svizzera, ci siete già stati con gli "Emigratis", come l'avete trovata?

Francamente? Molto meglio di quanto ce la imaginavamo (ridono). Eravamo venuti a fare la posta a Mina e abbiamo intasato il traffico sul lungolago di Lugano con la nostra apecar. Ci aspettavamo un intervento delle forze dell'ordine più repentino, insomma, pensavamo che ci avrebbero castigati e invece... gli agenti ci hanno riconosciuti, seguivano la nostra trasmissione! Sono stati gentilissimi e... ce la siamo cavata!

Scrocco e Confederazione, due mondi completamente agli antipodi... 

Appunto, ma è proprio questo il bello. Sono queste contraddizioni a darci le maggiori soddisfazioni, è un po' il concetto alla base della nostra comicità: usare il paradossale per far riflettere, denunciare e sensibilizzare.

E un po' come con gli “Emigratis”: prendere lo stereotipo dell'italiano all'estero, quello cafone e scroccone, per far vedere che in realtà non è così. Che là fuori c'è un "made in Italy" meraviglioso e che la gente, nel mondo, ci vuole un sacco di bene.

Oggi come oggi mi sembra che tutti si offendano molto facilmente, è una cosa che mette il freno alla vostra comicità?

Mah, ti dirò, noi siamo fortunati in questo senso. Un qualche modo abbiamo una sorta di "patente" che ci permette di dire un po' quello che ci pare e la gente, diciamo, ce lo perdona. Forse perché dentro siamo dei buoni? In ogni caso per noi la provocazione è una chiave per andare oltre.

Durante "Emigratis" c'è qualcuno che avete fatto davvero arrabbiare?

Alla fine nessuno si è mai veramente incavolato. Magari lì per lì un pochino sì, ma poi capivano l'ironia e tutto si appianava. Un esempio su tutti? Gianluca Vacchi, inizialmente il nostro: «Tu non fai un ca**o e guadagni un sacco di soldi» non l'aveva preso benissimo, ma poi...

Parliamo dello spettacolo di Lugano, cosa devono aspettarsi i ticinesi?

Innanzitutto uno spettacolo lungo, durerà quasi tre ore! Quindi prenotate la baby sitter già da adesso (ridono). Lungo non vuol dire noioso, eh... Innanzitutto sarà ci saranno diverse cose nuove, apposta per Lugano, poi alcuni estratti da “Emigratis” - anche video - e alcune parti da "Tutto fa Broadway". 

In ogni caso non è che ci tireremo indietro perché siamo dal vivo, anzi! Faremo nomi e cognomi, gli spettatori non crederanno alle loro orecchie! Non ci risparmieremo nei confronti delle cose che non ci piacciono proprio: i peripatetici di oggi, le macchiette da social e gli “acchiappalike”.

"La classe non è qua" è stato un successo strepitoso, come l'avete vissuto?

Siamo felicissimi, che dire di più? All'Arena di Verona ci siamo guardati e ci siamo detti «Ma te lo saresti mai immaginato?», risposta: «Io? No!». È stato incredibile: tutta questa gente per due comici pugliesi, pensa te... 

E non è evidente: per chi viene a vederci è un impegno: i biglietti, la trasferta pensate per una famiglia... Per questo è anche una grande responsabilità. Oggi c'è molta voglia di ridere ma, purtroppo, c'è carenza di comici.

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