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INTERVISTA: E' in arrivo in Ticino il primo festival svizzero di boogie-woogie

Ce ne parla Silvan Zingg, il musicista ticinese che ne è ideatore ed organizzatore
Locandina del festival
INTERVISTA: E' in arrivo in Ticino il primo festival svizzero di boogie-woogie
Ce ne parla Silvan Zingg, il musicista ticinese che ne è ideatore ed organizzatore
Silvan Zingg, giovane pianista di boogie-woogie, è conosciuto alle nostre latitudini per le numerose serate che lo hanno visto come interprete di grande classe ed energia. Ma nelle prossime settimane il pubblico ti...
Silvan Zingg, giovane pianista di boogie-woogie, è conosciuto alle nostre latitudini per le numerose serate che lo hanno visto come interprete di grande classe ed energia. Ma nelle prossime settimane il pubblico ticinese avrà occasione di apprezzare anche le sue qualità di impresario: Zingg ha infatti deciso di organizzare una rassegna musicale completamente dedicata al suo genere preferito.

Il festival si terrà nella Sala Aragonite di Manno il 19 e 20 aprile 2002 e vedrà alternarsi sul palco cinque pianisti provenienti da tutto il mondo, oltre naturalmente allo stesso Zingg. Un programma intenso e veramente unico che attirerà l'interesse degli appassionati ma saprà soddisfare le aspettative di ogni amante della buona musica.

Abbiamo chiesto allo stesso Silvan di parlarcene e di illustrarcene il contenuto.

Il "Boogie-Woogie Festival" è la prima manifestazione internazionale dedicata a questo genere musicale organizzata in Svizzera. I pianisti che vi parteciperanno sono quasi tutti professionisti attivi da anni a livello internazionale e sono, tra l'altro, quasi tutti organizzatori di analoghe rassegne. Li ho conosciuti perché ad alcune di esse ho partecipato anch'io. L'idea del festival mi è venuta proprio così. Una delle più interessanti si tiene in Francia e vi partecipano una dozzina pianisti sull'arco di 4 giorni; è una bellissima festa che richiama migliaia di spettatori ogni anno. Io per il primo anno mi accontenterò di molto meno, visto che la Sala Aragonite tiene circa trecento persone. Ma spero proprio che da questo inizio poi possa svilupparsi anche da noi l'interesse per un genere musicale così piacevole come il boogie.

Il boogie-woogie è una musica molto coinvolgente e affascinante.

Il boogie ha innanzitutto una sua storia molto particolare; nasce dal ragtime e dal blues all’inizio del 1900 come musica da intrattenimento e da ballo nei “juke joints”, bar di allora dove la gente nera andava a bere e divertirsi. E' quindi una musica allegra e comunicativa per definizione. Dalla fine degli anni trenta anche i bianchi si sono interessati al ritmo del boogie woogie, e il suo stile ha influenzato prima lo swing, poi il rock’n’roll.

Parlaci degli artisti che hai invitato

Per quanto riguarda i musicisti che parteciperanno al festival, Axel Zwingenberger viene dalla Germania ed è uno di coloro che si è dedicato in particolare alla riscoperta del boogie classico. Il suo repertorio comprende brani come "Pinetop boogie woogie", il pezzo da cui è nato il nome stesso del genere.Ricky Nye è l'unico ospite americano ed arriva espressamente dagli USA per il festival di Manno. Anche lui organizza ogni anno una rassegna dedicata al boogie da cui di cui poi pubblica un cd. Negli ultimi anni, Nye, si è sempre piazzato primo negli awards dell'Ohio come miglior pianista. Jean-Paul Amouroux viene da Parigi ed è un po' il 'papa' del b-w in Francia. Lui suona secondo lo stile dei vecchi padri fondatori, Pete Johnson, Albert Ammons e Meade Lux Lewis. Il suo approccio è molto serio, quando suona si mette persino frac e farfallino (l’ha fatto mettere persino a me, quando mi ha invitato alla sua rassegna...). Martijn Schok è olandese, l'ho conosciuto al festival di Rotterdam; ci scambiamo concerti regolarmente ed abbiamo registrato insieme due CD. Uno per l'etichetta Oldie Blues l’altro dal vivo in Svizzera.Stefano Franco invece l'ho incontrato a "Piazza Blues". Siamo gli unici pianisti di boogie woogie in area italofona. Come me, Stefano ama variare i suoi concerti inserendo nel repertorio qualche standard del jazz.

E tu, come sei arrivato al boogie?

Mi sono avvicinato al b-w da bambino. Mio padre suonava in diversi gruppi Dixieland e New Orleans ed aveva molti dischi, quindi fin da piccolo ascoltavo molto jazz e strimpellavo il pianoforte. Verso i dieci anni ho iniziato a prendere lezioni, ma facevo disperare la maestra, suonando "Per Elisa" a ritmo di boogie... Alla fine proprio lei mi ha consigliato di continuare con il jazz. … dopo due anni di jazz, mi sono poi dedicato al 100% al Boogie Woogie.

Adesso oltre a gestire una carriera da musicista ti ritrovi nei panni dell'impresario...

Organizzare la rassegna è una cosa complessa che affronto per la prima volta. Tutto comporta un lavoro enorme e devo dire che di questi tempi quasi quasi sono stato più al telefono e al computer che al pianoforte. È stato difficile in particolare trovare sponsors che sostenessero il progetto, ma ora grazie al sostegno di Coop tutto sta andando in porto e sono molto soddisfatto. Spero che il pubblico apprezzerà il festival, e, se ci sarà un buon riscontro, l'anno prossimo potrei pensare persino ad una manifestazione più ampia. Ma per ora va bene così...

Altre informazioni sul festival sono disponibili all'indirizzo: http://www.boogiegroove.ch/festival

Alessandro Zanoli

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