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CHIASSO

I canguri di Monk, parte prima

Apertura del Festival Jazz di Chiasso
Pietro Tonolo - Foto tio
I canguri di Monk, parte prima
Apertura del Festival Jazz di Chiasso
Nuova sede e nuovo look per il Festival Jazz che si è aperto giovedì sera al Cinema Teatro di Chiasso. L'atmosfera della serata in questa nuova collocazione (dopo l'esperienza biennale nei magazzini ferroviari della stazione) è st...
Nuova sede e nuovo look per il Festival Jazz che si è aperto giovedì sera al Cinema Teatro di Chiasso. L'atmosfera della serata in questa nuova collocazione (dopo l'esperienza biennale nei magazzini ferroviari della stazione) è stata decisamente meno 'casual' ed informale. La bellissima sala del teatro, le luci e le scenografie davvero affascinanti che decorano il palco alle spalle dei musicisti evidenziano un lavoro di preparazione e di cura dei dettagli davvero pregevole. Tutto questo però sembra avere leggeremente irrigidito l'approccio alla musica, trasformando le esibizioni della "Lidyan Sound Orchestra" di Riccardo Brazzale e del Thomas Stancko Quartet in due momenti di jazz molto 'classico', accademico.

Brazzale con il suo gruppo ha riproposto al pubblico una riedizione integrale di un famoso concerto tenuto da Thelonius Monk alla Town Hall di New York nel 1958. Il grande pianista (a cui è dedicata la rassegna chiassese di quest'anno) in quella occasione aveva arrangiato per un ensemble di una decina di elementi alcune proprie composizioni. La "Lidyan Sound Orchestra" ripropone quegli arrangiamenti originali, con lievi modifiche e revisioni, operando di fatto una operazione di archeologia-jazz interessante e in, un certo senso, persino curiosa. Ottimo, comunque, il loro concerto e particolarmente suggestivo nella scenografia 'newyorkese' proiettata sul fondale del palco.

Il quartetto del trombettista polacco Thomas Stancko, composto da Marcin Wasilewski pianoforte, Slawomir Kurkiewicz contrabbasso, Michal Miskiewicz batteria, ha proposto un concerto raffinatisimo e stilisticamente perfetto, in cui si sono messi in particolare evidenza i tre giovanissimi accompagnatori. Di fatto Stancko ha suonato relativamente poco, lasciando loro il massimo spazio espressivo. Spesso si è limitato al'esecuzione dei temi delle sue composizioni e solo di rado si è lanciato in qualche fulminea e saettante improvvisazione.

Chiusura di serata al Jazz-garage, lo spazio 'after hour' ricavato nello stabile industriale prospiciente al Teatro. Qui si è respirata di nuovo l'aria informale che caratterizzava il magazzino ferroviario e qui si è potuto ascoltare il primo degli after che caratterizzeranno le tarde serate del festival: il trio composto da Marco Cortesi, Hilaria Kramer e Eros Minichiello "Lui, lei e il DJ". Accompagnato dalla proiezione di un ipnotico montaggio di spezzoni video realizzato da Federico Caprara , il concerto è stato caratterizzato da una base ritmica elettronica a cui si sovrappongono i temi e le improvvisazione dei due bravi solisti. Temi, come ci ha abituato Cortesi, spesso particolarmente intricati e virtuosisitici.

Non molto il pubblico in sala, anche perché una selezione naturale è stata operata dalla contemporanea proiezione presso il Cinema Teatro del primo lungometraggio di Polanski "Il coltello nell’acqua". L'abbinamento cinema-jazz, una delle caratteristiche tipiche del festival di Chiasso, si deve quest'anno in particolare ad una collaborazione con il Festival di Locarno.

Stasera, venerdì, è in programma la serata forse più intrigante di questa quattro giorni: si inizia con un omaggio a Monk dello scrittore italiano Stefano Benni, che reciterà alcune poesie accompagnato da Umberto Petrin. Sarà poi la volta dei "BassDrumBone" di Ray Anderson, gruppo dal sound pieno di 'verve' e di humor. A mezzanotte (circa...?) sono in programma in contemporanea la proiezione di un interessante documentario su Thelonious Monk “Straight No Chaser”, di Charlotte Zwerin (1989), e al Jazzgarage l'impatto energetico dei DOM, gruppo svizzero che miscela jazz, hard-rock, drum'n bass con grande disinvoltura e con grande bravura.

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