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Lotteria a rischio infarto: le montagne russe degli investimenti come i bitcoin non sono adatte ai nervi fragili.
#NOISIAMOILFUTURO
06.04.2021 - 06:000

Salvare l’ambiente con fondi sostenibili

Capriole in borsa ed eccessi da bitcoin sono sempre più titoli da prima pagina.

Gli investimenti sostenibili possono tuttavia essere altrettanto remunerativi e hanno anche un altro importante vantaggio. Ce lo spiega l’esperto di Raiffeisen, Erol Bilecen, in questa intervista.

Quando a fine gennaio il valore delle azioni di Gamestop è stato portato alle stelle dai piccoli investitori tramite l’app Robinhood, sembrava che il mondo della borsa fosse finito nel caos più totale. Le capriole in borsa le fa anche la valuta digitale bitcoin: regolarmente schizza ad altezze vertiginose per poi precipitare di nuovo verso il basso. Se si preferisce investire il proprio denaro senza rischiare l’infarto, esistono settori di investimento che offrono grandi vantaggi non solo per il portafogli ma anche per l’ambiente: i fondi d’investimento sostenibili.

Erol Bilecen, esperto in investimenti sostenibili di Raiffeisen, spiega in questa intervista a quali elementi occorre prestare attenzione.

Erol Bilecen, cosa sono esattamente gli investimenti sostenibili o verdi?
Gli investimenti sostenibili si basano su tre pilastri: l’ecologia, la sostenibilità sociale e il principio di buona gestione dell’impresa, in breve ESG. Non riguardano quindi solo la protezione del clima nonostante questo sia uno dei temi principali.

Investimenti sostenibili e risultati remunerativi non si escludono a vicenda?
Molti studi scientifici hanno dimostrato che gli investimenti che si fondano sui pilastri ESG portano ad un valore aggiunto finanziario. Investendo in modo sostenibile si evitano inoltre i contraccolpi.

Può farci un esempio?
Alcuni fornitori di prodotti di investimento sostenibili non avevano investito in VW e quando è scoppiato lo scandalo del diesel, i loro investimenti non sono rimasti coinvolti. Questo tipo di investimento è stato inoltre meno interessato dalla crisi del mercato finanziario del 2008 poiché i fondi erano investiti in titoli di valore qualitativamente maggiore.

Gli investimenti sostenibili sono quindi più sicuri?
Per le azioni sostenibili vale la regola che vale per tutte le azioni: le chance di guadagno sono più elevate ma lo sono anche i rischi di perdita poiché le imprese possono fallire. Al giorno d’oggi, chi investe nel settore del petrolio e del gas naturale punta fondamentalmente su un settore economico senza futuro.

Diciamo che voglio investire 20 000 franchi. A cosa devo prestare attenzione?
Devo essenzialmente riflettere su quali rischi posso permettermi di correre e quale orizzonte temporale mi prefiggo. Se non ho bisogno di questi 20 000 franchi per i prossimi dieci anni, le azioni possono essere un investimento sensato. In ogni caso, è sempre meglio investire in almeno 25 imprese. Poiché ciò è difficile con 20 000 franchi, è meglio investire il denaro in un fondo di investimento. I fondi sono generalmente meno costosi anche per quanto riguarda l’aspetto fiscale.

Come posso trovare fondi di investimento sostenibili?
Ci sono molti offerenti e concetti sul mercato. Un indizio sulla sostenibilità dei fondi lo danno ad esempio le designazioni come «sustainable» o «ESG». Nelle banche dati di nachhaltiges-investment.org e yoursri.ch è possibile trovare numerosi prodotti, tra cui anche azioni e indici.

Gli investitori possono motivare le imprese in modo mirato verso la sostenibilità?
Ci sono due possibili strategie. La prima si chiama «Engagement». In questo caso, il gestore del fondo utilizza il suo diritto di voto all’interno dell’impresa e cerca attivamente il dialogo con la direzione. La seconda strategia si chiama «Impact». Questo fondo investe miratamente in imprese con chiari obiettivi ecologici e sociali.

È già successo che un’impresa cambiasse il proprio settore produttivo a causa di questa spinta verde?
Ci sono effettivamente imprese che lo fanno. Un esempio interessante è sicuramente Ørsted. Questa impresa danese sfruttava inizialmente i giacimenti di petrolio e gas naturale nel Mare del Nord. Otto anni fa si è reinventata completamente e oggi Ørsted è il maggiore gestore di parchi eolici offshore.

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