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Innovazione & energiaSenza plastica

05.05.23 - 11:00
Presto avremo nylon prodotto con mais e canna da zucchero
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Senza plastica
Presto avremo nylon prodotto con mais e canna da zucchero

Quando il nylon è stato scoperto nel 1935, ha scatenato una vera e propria rivoluzione: finalmente i collant non erano più così delicati come quelli in seta. Inoltre, il nylon è leggero e lucido, flessibile e robusto.

Oggi il nylon è la base di un‘industria da 22 miliardi di dollari e viene impiegato in un’enorme varietà di prodotti: dai rifinimenti interni delle auto, alle vele fino all’abbigliamento sportivo.

Il problema? Il nylon viene prodotto con il petrolio e non è quindi nient’altro che plastica. Finora non esistevano alternative sostenibili al nylon ma il tempo del cambiamento è vicino. Di recente, il «plant-based nylon-6» è entrato nella prima fase di produzione: si tratta della prima alternativa a base vegetale al classico nylon.

 

Il problema: ecco perché il nylon è dannoso per l‘ambiente

Ci sono numerosi motivi per cui il nylon e gli altri tessili a base di petrolio sono dannosi per l’ambiente. La materia prima stessa non è sostenibile: il petrolio è una risorsa limitata e la sua estrazione è legata a numerose pratiche nocive per l’ambiente.

Inoltre, per la produzione del nylon vengono utilizzate molte sostanze chimiche. Il processo di produzione libera ossido di diazoto: si tratta di un gas serra 300 volte più dannoso del biossido di carbonio per il surriscaldamento climatico.

Una volta venduto, il nylon continua a danneggiare l‘ambiente: questo materiale non è biodegradabile e a ogni lavaggio libera microplastiche che, con il ciclo dell’acqua, finiscono in laghi e fiumi e quindi anche nel corpo umano.

 

La soluzione: nylon a base vegetale

Di recente, sono ben due le imprese che hanno presentato la loro versione di nylon a base vegetale.

Per sviluppare un’alternativa sostenibile, le due imprese tessili Geno e Aquafil hanno deciso di unirsi. L'obiettivo è niente di meno che ribaltare l’industria classica del nylon per sostituirlo con un’alternativa vegetale. Il loro «plant-based nylon-6» è composto da canna da zucchero.

L’impresa tessile giapponese Toray punta invece su olio di ricino e mais come materie prime. La fibra di nylon così prodotta potrà essere utilizzata per creare abbigliamento outdoor e da sport e forse anche biancheria intima visto che il materiale è molto sottile. I volumi di produzione del nylon a base vegetale in Giappone sono ancora ridotti ma cresceranno passo dopo passo.

 

C’è un però: quanto è davvero sostenibile il nylon a base vegetale?

Il nuovo tessuto non è compostabile ma, potenzialmente, è riciclabile. Questo dipenderà dagli sviluppi futuri, spiegano i responsabili. Il nylon a base vegetale viene inoltre prodotto nello stesso modo del classico nylon. Cambiano solo le materie prime.

Nemmeno gli esperti sono concordi sulla questione se il nylon vegetale sia davvero più sostenibile. La piattaforma di moda sostenibile Fashion Changers scrive: «è complicato.» Per poter emettere una sentenza definitiva, occorre maggiore trasparenza e più risposte da parte dei produttori alle domande: da dove proviene la canna da zucchero utilizzata per la produzione? Come viene coltivata? Come sono le condizioni di lavoro? Per coltivare la canna da zucchero è stata ridotta la superficie dedicata agli alimenti?

Una cosa è chiara: sostituire i materiali dannosi utilizzati per alimentare la Fast Fashion e il consumo smodato non risolverà tutti i problemi. Bisogna però sottolineare che la domanda di alternative sostenibili nel settore della moda è elevata e, in fin dei conti, un piccolo miglioramento è meglio di niente.

 

E ora: quando arriverà sul mercato il nylon vegetale?

La prima collaborazione commerciale tra un produttore innovativo di «plant-based nylon-6» e un’impresa per la produzione di abiti è già realtà: il marchio canadese Lululemon presenta due t-shirt in nylon vegetale sul mercato (che tra l’altro sono disponibili anche in Svizzera). I partner dichiarano che è solo l‘inizio. Entro il 2030, Lululemon vuole produrre tutti i suoi capi con materiali sostenibili e quindi esclusivamente con nylon riciclato o a base vegetale. Altre imprese dovrebbero presto seguire l’esempio.

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COMMENTI
 

comp61 1 anno fa su tio
ogni soluzione produttiva ha in se stessa una intrinseca base di non sostenibilità

curiuus 1 anno fa su tio
Chi ha scelto la foto? Sembra la pubblicità di ben altro...

Durden 1 anno fa su tio
Risposta a curiuus
di Ben Affleck