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Innovazione & energiaGli accumulatori frenano la svolta energetica?

25.11.22 - 08:00
La società dovrebbe adeguarsi al ritmo del sole, spiega l’autore dello studio.
Getty Images/Westend61
Gli accumulatori frenano la svolta energetica?
La società dovrebbe adeguarsi al ritmo del sole, spiega l’autore dello studio.
Un’analisi dell’Empa ha rivelato che la produzione di accumulatori di elettricità minaccia il raggiungimento degli obiettivi climatici.

Per molti, lo sfruttamento dell’energia solare va di pari passo con l’installazione di accumulatori di elettricità. Spesso la corrente è più necessaria quando la luce solare è scarsa o assente: di notte o in inverno. Se vogliamo sfruttare al meglio l’energia solare, l’elettricità ottenuta deve quindi essere immagazzinata da qualche parte. Questo ci aiuterà a raggiungere per tempo gli obiettivi climatici. O almeno così credevamo.

Si tratta infatti di una falsa credenza, come dimostrato da uno studio dell’istituto di ricerca Empa. Harald Desing, uno degli autori dell’analisi, ha calcolato l’impatto degli accumulatori di elettricità sul raggiungimento degli obiettivi climatici.

Con gli accumulatori sarà impossibile raggiungere gli obiettivi

I risultati sono sconfortanti: gli accumulatori non contribuiscono a raggiungere in modo più rapido la neutralità climatica. Al contrario: la costruzione e la messa in funzione di accumulatori a batteria, centrali ad accumulazione con impianto di pompaggio e impianti per la produzione di carburanti sintetici e idrogeno necessitano di così tanta energia fossile supplementare che molto probabilmente non permetteranno di raggiungere l’obiettivo di limitazione del riscaldamento globale a 1,5°C entro il 2050. Conclusione: meno accumulatori utilizziamo, più velocemente potremo rinunciare all’uso delle energie fossili.

Ma se gli accumulatori non sono la soluzione, allora come possiamo fare? Harald Desing si esprime a favore di una riorganizzazione totale dell’economia e della società verso una «Sunflower Society». Questa «società-girasole» adatta il proprio consumo di elettricità a seconda della disponibilità di energia solare.

L’idea: quando c’è tanta elettricità disponibile, questa verrà sfruttata al massimo nei processi di produzione. Ad esempio, verranno prodotti materiali di isolamento per gli edifici che permetteranno di trattenere il calore all’interno durante l’inverno. In questo modo, il riscaldamento durante l’inverno necessiterà di meno energia o non sarà addirittura necessario. Quando invece il sole non splende, la produzione si arresta.

Flessibilizzazione della società

Lo stesso principio varrebbe per tutti i consumatori: per il traffico, per le istituzioni pubbliche e per le famiglie. «Dovremmo ad esempio adattare i nostri spostamenti alla disponibilità di energia», spiega. I biglietti per gli spostamenti durante il giorno potrebbero essere più convenienti di quelli durante la notte.

È necessaria una maggiore flessibilità della società a tutti i livelli. Desing cita ad esempio le Filippine dove la vita segue il ritmo del sole e l’attività inizia all’alba, alle sei del mattino, per terminare al tramonto. «La necessità di adattamento è urgente soprattutto nei Paesi del Nord del mondo in cui siamo abituati ad avere una grande disponibilità di energia a qualsiasi ora del giorno e della notte», spiega.

Per l’attuazione sono necessari incentivi di regolamentazione e un controllo sui costi. «L’elettricità deve essere molto, molto più costosa durante la notte», spiega. A causa dei prezzi elevati dell’elettricità della rete pubblica, possiamo vedere già oggi i primi segni di cambiamento. I possessori di un impianto solare adattano il loro consumo di elettricità grazie a un’app. Desing: «Anche le imprese si orientano verso la disponibilità della propria energia solare.»

Desing sa bene che non è possibile attuare in modo rapido cambiamenti radicali nella società. Tuttavia: «cose che fino a ieri sembravano irrealistiche sono invece possibili al giorno d’oggi», spiega. Anche questa svolta potrebbe quindi avvenire in modo fulmineo.

COMMENTI
 
gruzi 6 gior fa su tio
A livello globale gli obbiettivi non potranno mai essere raggiunti. Siamo già oltre la mezzanotte ed il processo è ormai irreversibile. Buona fortuna ai giovani, ai giovanissimi ed ai loro figli. Game over.
andrea28 1 sett fa su tio
Condivido che bisognerà rallentare i ritmi. La riorganizzazione dovrebbe essere però a livello mondiale. Se più persone lavorano possono farlo quando c'é più energia a disposizione. Però dire che la costruzione di accumulatori richieda più energia fossile non mi convince. Negli ultimi mesi in Francia diverse centrali atomiche sono state messe fuori uso per manutenzione mentre altre di nuova costruzione sono previste in tutto il mondo. Non per forza bisognerà usare dunque energia fossile per produrre gli accumulatori. Non so...
Sarà 1 sett fa su tio
Geni986 sono d'accordo. La mobilità individuale non può crescere a dismisura, anche le auto elettriche hanno bisogno di strade e non possiamo ricoprire d'asfalto l'intero territorio. Molti giovani non hanno più un grande interesse per le automobili, e non le ritengono più uno status symbol, com'era il caso delle generazioni passate. Molti guardano maggiormente alla qualità di vita e sono disposti a guadagnare meno per avere più tempo libero, dall'altra parte ci sono datori di lavoro che nella ricerca di personale mettono in evidenza questa possibilità. Certo, bisogna creare le condizioni perché questo sia possibile ma mio figlio, vivendo a Zurigo, non ha bisogno di un'auto ed in un'offerta di lavoro che ha ricevuto offrivano orari flessibili e 7 settimane di ferie.
Mattiatr 1 sett fa su tio
@Geni986 per poter sostenere l'AVS dobbiamo aumentare o di numero o di produttività, altrimenti non potremo pagare le pensioni. In entrambi i casi è richiesto un consumo d'energia maggiore. Il voler cambiare la società, nemmeno sapendo come, non significa che sia fattibile. Gli usi e costumi di una massa elevata di persone come può esser una nazione non sono modificabili a piacimento, salvo dittatura (anche perché comprendono fattori ingovernabili come per esempio l'innovazione). Dici che non dovremmo dare per scontato che consumeremo più energia elettrica, bé sbagli, è come esser sotto a una valanga, girarsi e dirsi che in realtà non esiste, perché se dici che non esiste, evidentemente non verrai travolto.¶ 1) la mobilità privata progressivamente cambierà vettore energetico, da fossile a elettrico 2) per come è fatto il nostro welfare abbiamo bisogno di una popolazione in aumento o di aumentare la produttività 3) la riduzione dei consumi elettrici è data dal progresso tecnologico, cambiare abitudini di milioni di persone è pressoché impossibile. In sintesi puoi anche dirti che il mondo funziona esattamente come lo sogni la notte, però è necessario esser realisti e cercare di capire come non distruggere la nazione solo per crogiolarci nelle nostre fantasie.
Geni986 1 sett fa su tio
Premetto che è bello avere un interlocutore di un certo livello e ringrazio per l'interessante discussione, che a me piacerebbe di più affrontare di persona (io sono Eugenio Bossi, cercami sul libro delle facce...). Tanta, troppa disillusione nel tuo pensiero. In fondo ad averci portato al welfare che viviamo oggi sono Personaggi (con la P maiuscola) che hanno avuto delle visioni. Senza visioni e un pizzico di utopia allora sì che siamo finiti! Allora punto per punto: voler cambiare la società non sapendo nemmeno come: falso. Comunque è un processo già in corso e sarà più rapido di quanto io stesso mi aspetti; i giovani non sono stupi*i. 1) la mobilità privata è il problema, non il vettore energetico. Vi sono già città-prototipo dove gli abitanti potrebbero potenzialmente mai dover utilizzare un mezzo di mobilità individuale nella loro vita; solo gambe e trasporto pubblico. 2) aumentare la produttività per chi se la gente non ha i soldi per acquistare prodotti voluttuari? I ricchi sono sempre più ricchi e minori in numero: quando tutti i loro sfizi (quando si saranno costruiti la loro biosfera su Marte, sulla quale avranno pieno potere). Chi consumerà tutta la produzione? Bisogna semplicemente rallentare... "Abbiamo bisogno una popolazione in aumento": no, ce la possiamo fare! Se le famiglie torneranno ad avere il tempo di occuparsi dei loro anziani e, in generale, ci sarà più serenità nell'aria l'AVS che non si finanzia sarà meno un problema. 3) il grande tema è l'isolamento termico delle abitazioni e, se la politica andrà avanti a sovvenzionare, siamo sulla buona strada! Infine: non mi crogiolo in fantasie; ogni giorno penso ai problemi dell'umanità e tento di distribuire semi di consapevolezza... Apri un po' le tue visioni e tenta di non perdere la speranza! 🙏
Mattiatr 1 sett fa su tio
Sì, sono molto disilluso e deluso, sopra tutto in periodi elettorali come questo. Mi sto pian piano stancando delle uscite di certi politici, in particolare di Sirica, Quadri, Pronzini, ma di recente pure Pamini, Gyisin, ... Col tempo mi sono imposto di cercare di guardare dati e numeri e rifiuto sempre più la retorica ideologica politica (mi sono stufato del teatrino destra vs sinistra). Valuta che ho 23 anni quindi non è che sia portatore di chissà che conoscenza, uso fonti reperibili da chiunque.¶ Bom introduzione smielata fatta. In Svizzera nel 2009 c'è stata una liberalizzazione parziale del mercato elettrico. Non vorrei sbagliare, ma entro qualche anno dovrebbe venir liberalizzato completamente, non ne sono sicuro quindi prendetelo con le pinze. Malgrado ciò l'attuale crisi energetica non scaturisce da un difetto del mercato ma da uno shock d'offerta, con un mix di panico e di parità della domanda abbiamo l'attuale risultato. È una crisi reale, non finanziaria, quindi ne consegue che non possiamo risolverla abbassando artificialmente il prezzo o mantenendo la domanda costante (ergo consumare meno). Il vettore maggiormente coinvolto è il gas, visto che la Germania ci campa noi subiamo le conseguenze indirettamente pure sul mercato elettrico nazionale (esportiamo e importiamo a cicli variabili, quindi malgrado un settore idroelettrico forte subiamo lo stesso le conseguenze, questo perché la nostra capacità d'immagazzinamento è ovviamente limitata e pure per una questione di convenienza economica). Non è quindi propriamente vero che le ditte svizzere si stanno arricchendo con l'export a scapito dei poveri svizzeri, per esempio l'anno scorso abbiamo avuto un surplus d'import di 2.4 mia di kwh (su un consumo totale di 58.1 mia KWh possiamo dire che 1/30 del nostro consumo elettrico è arrivato dall'estero). Inoltre le dinamiche di mercato ci sono sempre, non solo nei momenti di crisi, quindi direi che il problema non scaturisce da lì, ma da un problema a livello di struttura della produzione elettrica a livello continentale oltre che svizzero. Per i carburanti invece il problema può esser addirittura peggiore, perché in Europa abbiamo scarsa capacità di raffinazione del greggio, a favore di Russia, Cina e altri stati esteri (poco simpatici tra l'altro). Questa situazione è una derivazione delle politiche fatte a sentimento in maniera ideologica su dei temi che dovrebbero esser prevalentemente tecnici, per questo cerco di non farmi illudere da facili sigle e facili soluzioni perfette. Purtroppo il nostro è un mondo complicato, non abbiamo il privilegio di trattar tutto con sufficienza.¶ Per la ricchezza e la produttività invece rimango franco. In primis la sproporzione della distribuzione di ricchezza non è proprio in aumento (salvo fluttuazioni annuali che onestamente sono trascurabili, questa va letta sul lungo periodo). Esistono dei meccanismi di scalata sociale, poi sta all'individuo volerli cogliere, sopra tutto al giorno d'oggi con l'informatica che permette di far molto con poco.¶ Infine il nostro sistema di welfare è strutturato su 3 pilastri di cui uno redistributivo, ergo gli attivi mantengono i pensionati e gli inattivi. Questo per sua stessa costituzione richiede o un saldo naturale positivo, o un saldo migratorio positivo, o una mole d'assistenza ridotta (ergo meno pensionati, quindi pensione più in là), o un aumento di produttività degli attivi (in pratica il mio lavoro vale di più rispetto a ieri). In genere questi servono tutti assieme, solo che certi sono divenuti tabù (vai a dire a un 60enne che dovrà lavorare vino ai 70 oppure che dovrà rinunciare a metà pensione). Banalmente per stare a casa a curare i miei genitori occorrerà che il restante tempo di lavoro mi permetta di mantenere il livello di ricchezza precedente. L'aumento di produttività passa da formazione e innovazione, gente di valore in ditte di valore. La Svizzera è ben messa, il Ticino pensa al turismo e al negozietto, non è proprio il massimo.
Sarà 1 sett fa su tio
E' vero, la liberalizzazione del mercato dell'elettricità dovrebbe essere estesa a tutti, ma a questo punto credo che ci saranno dei ripensamenti, anche da parte dei grandi consumatori. . Alla borsa di Amsterdam il prezzo del Kw è indicizzato al prezzo dell'elettricità prodotta con il gas , quindi salendo il prezzo del gas sono saliti anche i prezzi dell'idroelettrico e del nucleare. Quello che mi sto chiedendo ora, il costo di produzione dell'idroelettrico e del nucleare non è aumentato, quindi, in teoria, le aziende ticinesi quando vendono idroelettrico dovrebbero guadagnare parecchio, e questo dovrebbe compensare l'eventuale acquisto dall'estero, o sbaglio?
Mattiatr 1 sett fa su tio
A dire il vero per dire qualcosa che non sia imprecisa dovrei leggere il bilancio di tutte le aziende idroelettriche svizzere e onestamente non so nemmeno se siano pubblici. Da me per esempio assieme alla fattura ricevo pure un grafico con indicate la provenienza della corrente, di cui nel mio caso sopra il 90% idroelettrico. Non ho visto un grande aumento, quindi mi vien da dire che dipende tutto dalle singole aziende, da come si sono gestiti durante l'accumulo estivo e via dicendo. Dovrei chiedere a qualcuno che ne sappia un po' di più.
Sarà 1 sett fa su tio
Probabilmente non riusciremo a compensare i consumi con le energie rinnovabili ma inun futuro magari più prossimo di quel che pensiamo dovrebbero arrivare dei reattori a fusione nucleare, meno pericolosi e meno problematici per quanto riguarda le scorie, o, addirittura, dei reattori al torio con acceleratore di particelle che, a quanto sembra, potrebbero aiutare nello smaltimento delle scorie già esistenti. https://www.swissinfo.ch/ita/economia/energia-nucleare-torio-reattore-uranio-scorie/47275394
Mattiatr 1 sett fa su tio
Vero, dal 2017 ad oggi hanno fatto importanti passi avanti, pensa te che si sono inventati i reattori veloci per riciclare il materiale esausto. Sarebbe buona cosa iniziare un percorso prima informativo e poi legislativo per rivedere la scelta del 2017 visto che chiaramente non è né economicamente, né ecologicamente sostenibile rinunciare alla fissione nucleare (per la fusione mi pare manchino ancora un po' di decenni, non è una tecnologia matura). Chi dice che il popolo ha scelto e che non è opportuno riprendere il tema ricordo che nel 2014 si è votato proprio su questo tema, per poi ripetere il quesito solo 3 anni dopo, quindi è un ''non argomento''.
vulpus 1 sett fa su tio
Parzialmente concordo con questo ingegnere, sul fatto dell'inutilità di questi accumulatori, che in effetti hanno un costo elevatissimo, problemi di produzione a causa delle materie prime necessarie, e poi smaltimento. La logica dice che l'accumulo di energia esiste ed è già organizzata: molto semplicemente quando la fotovoltaica è prodotta, non si consuma quella accumulata nei bacini, che viene poi sfruttata quando il sole è assente. Bisogna fare attenzione a questa radicalizzazione di solre ed eolica. Non è semplicemente spingere al massimo per non produrre con il fossile o il nucleare, che si va verso l'energia pulita.
Geni986 1 sett fa su tio
Giusto! Ed è davvero vergognoso l'andamento dei livelli dei nostri bacini idroelettrici: già sotto la metà prima dell'estate e non parliamo di dove sono andati a finire con la siccità. A decidere quando turbinare dovrebbe tornare ad essere il buonsenso e non la finanza...
Mattiatr 1 sett fa su tio
In Svizzera siamo avvantaggiati dal territorio, abbiamo maggiori possibilità di accumulare elettricità rispetto per esempio a Italia, Germanie e Francia. Nel 2017 quando ci sono state le votazioni sul tema il 34% della produzione elettrica federale era rappresentato da impianti ad accumulazione idrica (dighe), poi il 33.5% nucleare. Da allora la situazione è cambiata leggermente è apparso qualche impianto idroelettrico, di cui una grande diga in Vallese ed è stata chiusa una centrale a fissione nucleare. Così a spanne direi che le centrali nucleari possono esser sostituite unicamente da centrali ad accumulo idroelettrico visto che sono le sole a poter garantire elettricità in inverno e con una costanza tutto sommato decente, il problema ulteriore è che l'acqua nelle dighe va pompata quindi l'energia va prodotta. Quindi a occhio mi sento di poter dire che solo per compensare la dimissione delle centrali nucleari sarà necessario raddoppiare le dighe, poi considerando che all'epoca il 75% era energia importata, bé l'impresa si fa ulteriormente più importante. In pratica per poterci ritenere una nazione sufficientemente indipendente dovremmo quantomeno triplicare la produzione elettrica nazionale, di cui dobbiamo già raddoppiare le centrali idroelettriche per compensare il nucleare (quindi il risultato è che 2x3=6 ergo costruire 6 volte le dighe già presenti oggi), il tutto non considerando che in futuro consumeremo di più rispetto ad oggi. Ah ovviamente come già detto dovremo pensare a sistemi per produrre energia, che siano impianti ad acqua fluente, eolici, fotovoltaici, ... Onestamente più ci penso e meno mi pare possibile, se vogliamo ottemperare agli impegni climatici dovremmo rivedere la strategia energetica dalle basi, cercando di smetterla di raccontarci favolette come è stato fatto e come si continua a fare.
Geni986 1 sett fa su tio
Tutte molto sensate e condivisibili le tue considerazioni, tranne una:"in futuro consumeremo di più". No!!! La società DEVE cambiare, a prescindere dai vettori di approvvigionamento energetico. Almeno il non dare per scontato che avremo bisogno di sempre più energia sarebbe un buon inizio...
Emib5 1 sett fa su tio
@Mattiatr Dove hai trovato il 34% di idroelettrico? A me risulta più del 60 %, dati della confederazione.
Mattiatr 1 sett fa su tio
Ah faccio una puntualizzazione, il 75% d'energia importata è composta dai vettori fossili (carburanti, combustibili fossili, gas, ...). Il 25% prodotto e consumato in Svizzera è derivante proprio dall'elettricità. La previsione della necessità di aumentare la produzione elettrica è data dal processo di elettrificazione che abbiamo avviato, in particolare nella mobilità e in alcuni settori industriali. Per questo ho detto che dobbiamo aumentare la produzione elettrica in funzione di riduzione di una dipendenza estera. Spero di non aver creato confusione. Se caso date un'occhiata alla Scheda informativa «approvvigionamento energetico della Svizzera e sviluppo internazionale»
vulpus 1 sett fa su tio
Interessante queste puntualizzazioni. Non si capisce però se è stata tenuta in debita considerazione la scellerata liberazione del mercato, dove i nostri produttori si sono concentrati nella vendita all'estero di energia , con contratti a lungo termine. Oggi avremmo sicuramente meno preoccupazioni, se il mandato fosse quello di servire internamente prima di esportare.Oggi queste aziende accumulano guadagni stratosferici, senza riversarne gli utili ai residenti. Anzi: il caro energia lo recuperano applicando tariffe scandalose.
Sarà 1 sett fa su tio
@Vulpus esatto, dirò di più, ad un certo punto sul mercato libero vendevano sottocosto e le perdite erano caricate sulle nostre bollette. Gli unici che ne hanno avuto un tornaconto per anni sono stati i grossi consumatori e i broker della borsa di Amsterdam.
Mattiatr 1 sett fa su tio
34@Emib5 Il 34% è impianto idroelettrico ad accumulo, per intenderci la diga della Verzasca ne fa parte, poi c'è un ca. 25-26% rappresentato dagli impianti sempre idroelettrici ma ad acqua fluente (presa, condotta, turbina e rilascio nel fiume). Sono conteggiati assieme come idroelettrico, però hanno funzioni diverse, una è più una riserva, l'altra è pura produzione. Li trovi facilmente cercando su google, erano in uno studio sempre della confederazione in ambito strategia energetica 2050, quindi del 2017.¶ Diciamo che io considero l'unico sostituto plausibile per una centrale nucleare è un impianto di stoccaggio idroelettrico con pompe e turbine, questo perché consente la produzione tutto l'anno e durante l'arco di tutta la giornata. Il problema è che se con una centrale nucleare produci x, devi sostituirlo con almeno 2-3x in fotovoltaico, perché devi produrre di giorno per la notte e d'estate per l'inverno + la dispersione di energia data dalla differenza fra il consumo durante il pompaggio e la produzione durante la turbinazione (nella diga) e + la dispersione data dal sito di stoccaggio sulle alpi alle regioni svizzere dell'altipiano (perché la centrale nucleare la piazzi letteralmente dove vuoi. Diciamo che richiede una mole di materiale non indifferente, sopra tutto se si vuole ridurre la dipendenza dall'estero e ridurre la nostra quota d'emissione di CO2, ergo aumentare la produzione. A dirla tutta non sono nemmeno convinto che piazzare pale eoliche, pannelli e dighe per tutta la Svizzera per sostentarci sia effettivamente più ecologico rispetto a 7-8 centrali nucleari (fissione di 3° gen.) piazzate qua e là dove possono servire. Ovviamente senza rinunciare alle altre fonti rinnovabili che sono ovviamente da implementare e aumentare.¶ Comunque sì, 34.7% + 25.2% = 59.9% di produzione idroelettrica.
Geni986 1 sett fa su tio
Io sono d'accordo con quanto afferma l'ingegnere. Anch'io è da un pezzo che "predico" che si debba rallentare, tornare a ritmi più in armonia con la natura, abbassare le nostre esigenze, riscoprire la "misura d'uomo". Unico problema che non viene considerato in questo articolo è che siamo già troppi... Cosa facciamo fare alla gente quando non può "produrre"? Guardare una serie dietro l'altra è anche molto energivoro; un'aumento demografico non ci serve, quindi?
andytt 1 sett fa su tio
Sisì come no ... Saranno tutti d'accordo. Così gli unici felici sono all equatore ma dovranno lavorare 12 ore sempre. Anche in inverno che li non c'è per mantenere gli svedesi che in inverno sono al buio per un mesetto
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