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Innovazione & energia«Continuiamo a provare finché funziona»

28.10.22 - 11:00
Il principio «Cradle to cradle» è la disciplina regina dell’economia circolare: nessuna risorsa va sprecata.
Foto: messa a disposizione/Druckerei Vögeli
«Continuiamo a provare finché funziona»
Il principio «Cradle to cradle» è la disciplina regina dell’economia circolare: nessuna risorsa va sprecata.
Una tipografia dell’Emmental ha cambiato con successo il suo modo di lavorare. La spesa è però stata importante.

Suona come la soluzione a tutti i problemi legati ai rifiuti: «Cradle to cradle», in italiano «dalla culla alla culla». Questa definizione è stata coniata per il titolo del libro del chimico tedesco Michael Braungart e dell’architetto americano William McDonough pubblicato nel 2002.

Nella loro opera, gli autori affermano che i prodotti devono essere costruiti per far sì che sia possibile ottenere nuovamente tutte le materie prime durante la fase di riciclaggio oppure che possano essere compostati senza conseguenze negative di alcun tipo per la natura.

Sulla strada verso l’economia circolare

«Cradle to cradle» descrive quindi una perfetta economia circolare che di conseguenza permetterebbe uno sfruttamento nettamente minore delle risorse naturali. A causa di questo approccio così radicale, non tutti credono però nella fattibilità del «Cradle to cradle». Ne parleremo meglio più avanti.

Renato Vögeli, che insieme a suo fratello gestisce la tipografia Vögeli nell’Emmental, non ha invece mai avuto dubbi sulla bontà del sistema «Cradle to cradle. Nel 2016, i due fratelli hanno deciso che l’impresa di famiglia avrebbe seguito i principi dell’economia circolare.

Non è stata una strada facile: dai colori alle lacche, dai detergenti alla carta fino alle colle, tutti i prodotti dovevano essere privi di sostanze tossiche e completamente riciclabili. Ciò significava per prima cosa trovare i fornitori adatti o convincere i produttori attuali della bontà dei prodotti che cercavano.

Prove ed errori

Loro stessi hanno dovuto sperimentare nuove soluzioni poiché, ad esempio, senza l’aggiunta di determinati additivi, i colori impiegavano più tempo ad asciugare. «Abbiamo semplicemente continuato a provare finché ha funzionato», spiega Vögeli.

Non sempre i nuovi prodotti si sono rivelati all’altezza delle aspettative. «Abbiamo fatto analizzare attentamente tutte le sostanze», spiega Vögeli. Così hanno ad esempio scoperto che una colla per libri per bambini pubblicizzata come priva di sostanze tossiche in realtà ne contenesse parecchie, anche se al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge.

Il principio «Cradle to cradle» non lascia spazio a compromessi, il sistema non riconosce alcun valore limite. Le sostanze che non sono completamente sicure sono assolutamente proibite. E la lista è lunga. «Le copertine laminate e le buste con finestrella sono attualmente impossibili da produrre seguendo il principio cradle to cradle», spiega Vögeli.

Critiche alla fattibilità

Proprio su questo punto si concentrano le critiche al «Cradle to cradle». Il principio è troppo radicale ed è impossibile da attuare: richiederebbe inoltre una completa ricostruzione del sistema economico. Lo sviluppo di nuove sostanze richiede molto tempo e importanti investimenti.

Ma i fratelli Vögeli non si sono lasciati scoraggiare. «La svolta è stata dispendiosa ed è costata parecchio», ammette Renato Vögeli. I costi sono stati assunti dai fratelli. Ma il direttore ora è soddisfatto: la maggior parte dei prodotti di stampa è riciclabile. «Ritiriamo anche alcuni prodotti e ricicliamo gli scarti interni per rimetterli in circolo al cento per cento», spiega.

Il principio «Cradle to cradle» dà alle imprese un chiaro obiettivo, dichiara. La sua tipografia ha ottenuto nel 2019 il primo certificato «Cradle to Cradle Certfied Gold». «Vogliamo conquistare quei clienti per i quali la sostenibilità è essenziale», conclude Vögeli.

Cradle to cradle

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