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Innovazione & energia«Il sangue nuovo ravviva il settore»

17.05.22 - 11:00
Quest’anno, l’Energy Startup Day si terrà per la prima volta nel quadro dei «Powertage».
Foto: ZHAW
«Il sangue nuovo ravviva il settore»
Quest’anno, l’Energy Startup Day si terrà per la prima volta nel quadro dei «Powertage».
La ricercatrice e co-organizzatrice Christina Marchand spiega perché l’evento è così importante per le startup e in che modo possono beneficiarne anche le imprese già affermate.

Noi siamo il futuro: cosa porta una ricercatrice a organizzare un Energy Startup Day?
Christina Marchand: La ZHAW è una scuola universitaria di ricerca applicata e i nostri progetti sono molto vicini alla pratica. Nel quadro di un progetto di ricerca sulle startup nel settore dell’energia siamo giunti alla conclusione che queste faticano a trovare clienti sul mercato libero. Nel 2015 abbiamo quindi avuto l’idea di creare noi stessi una piattaforma per collegare le startup con i grandi fornitori di energia. L’Energy Startup Day ci serve al contempo da campo di ricerca.

A quale pubblico è rivolto lo Startup Day?
Fondamentalmente possono partecipare tutti coloro che ne hanno voglia: la presentazione delle 37 startup si terrà per la prima volta nel quadro dei «Powertage». L’obiettivo dell’Energy Startup Day è però soprattutto mettere in contatto i giovani imprenditori con gli attori affermati del settore. Oltre al settore dell’energia, oggi troviamo anche imprese del settore della mobilità e dell’edilizia.

Ci sono limitazioni per le startup?
No. Ammettiamo anche startup nelle fasi precedenti alla fondazione, quando ancora hanno solo un’idea e un sito web. Ogni startup riceve un poster su cui deve essere descritta l’idea di business. Teniamo molto bassa la soglia dell’evento per far sì che anche le startup più giovani possano partecipare.

Che significato ha l’evento per le grandi imprese?
I fornitori di energia affermati hanno gestito le infrastrutture prima di tutti gli altri e lo sviluppo non era orientato al mercato. Ora però occorre stabilizzare il mercato [dell’elettricità]. Grazie alle startup, le grandi imprese possono trovare nuovi impulsi: il sangue nuovo rivitalizza il settore. Questo processo è importante anche per tenersi stretti i propri collaboratori e trovarne di nuovi.

Le startup torneranno presto a casa con un contratto in tasca?
Di regola, durante lo Startup Day viene espresso un primo interesse. Si impara a conoscersi e si discute. Prima di arrivare a un contratto passano generalmente diversi mesi. Fondamentalmente però ogni anno si creano nuove collaborazioni. All’Energy Startup Day, la BKW ha ad esempio incontrato Eturnity e Smart-me, con le quali ora collabora. Spesso capita anche che le startup stesse si connettano tra loro e scambino informazioni e conoscenze.

Cosa rende l’Energy Startup Day particolarmente interessante?
Oltre ai colloqui di vendita, c’è molto tempo per conoscere e avvicinarsi alle startup presso i loro stand. Si tengono inoltre concorsi tra le startup, speed dating e offerte per gli investitori. In chiusura viene organizzato un aperitivo per discutere in tutto relax. Siamo uno dei pochi eventi ad offrire parecchio tempo per creare una rete di contatti.

Qual è il suo highlight personale da quando esiste l‘Energy Startup Day?
Vedo tanta soddisfazione e gratitudine. L’entusiasmo delle startup è palpabile. Con il passare del tempo siamo anche diventati più professionali.

E per quanto riguarda l’evento di quest’anno?
L’Energy Startup Day si terrà per la prima volta nel quadro di una grande manifestazione: l’evento «Powertage» con 700 imprese. Speriamo che in questo modo sia possibile raggiungere ancora più imprese e presentare loro tante nuove idee.

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