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Innovazione & energiaCome gli svizzeri sostengono la svolta energetica all’estero

01.04.22 - 11:00
Nei Paesi poveri mancano spesso i fondi per preoccuparsi dei cambiamenti climatici.
Foto Koa
Innovazione & energia
01.04.22 - 11:00
Come gli svizzeri sostengono la svolta energetica all’estero
Nei Paesi poveri mancano spesso i fondi per preoccuparsi dei cambiamenti climatici.
La piattaforma Repic della Confederazione sostiene quindi progetti che rendono possibile l’accesso all’energia e una migliore gestione delle risorse. Presto verranno messi a disposizione maggiori fondi per i progetti il cui sviluppo aiuta l’economia locale.

Quando gli svizzeri utilizzano energia da fonti rinnovabili, acquistano elettrodomestici efficienti e fanno la raccolta differenziata dei rifiuti, a livello locale è sicuramente un contributo importante alla protezione del clima. Il problema del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici può tuttavia essere affrontato seriamente solo se tutti i Paesi del mondo remano nella stessa direzione.

I cosiddetti Paesi emergenti e in transizione* necessitano tuttavia di un sostegno per poter dare il loro contributo. Spesso mancano i mezzi per potersi permettere un piano per contrastare i cambiamenti climatici. I Paesi necessitano inoltre di stabilità e di un’economia quanto possibile funzionante.

Per rendere possibile una svolta energetica anche in questi Paesi, la Confederazione (e quindi i contribuenti) versa aiuti allo sviluppo. Una piattaforma ha un ruolo particolarmente importante in questo settore: Repic (Renewable Energy, Energy and Resource Efficiency Promotion in International Cooperation). Si tratta dell’unica piattaforma interdipartimentale nel settore della protezione del clima. Vi partecipano la Seco (Segreteria di Stato dell’economia), la DSC (Direzione dello sviluppo e della cooperazione), l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e l’Ufficio federale dell’energia (UFE). Repic è stata creata nel 2004.

Campo d’azione allargato

Le imprese svizzere con progetti innovativi nel settore della svolta energetica presentano a Repic le loro richieste di sovvenzionamento. Oltre a tanti progetti che prevedono l’installazione di impianti solari in villaggi senza accesso alla rete elettrica (cfr. anche l’articolo «Lo svizzero che porta la luce in Africa grazie all’energia solare»), vengono sostenuti anche progetti diversi, tra cui uno che promuove la creazione di un’organizzazione Minergie in Cile o uno che prevede la costruzione di impianti di biogas in India.

Mentre all’inizio l’accento veniva posto sull’accesso alle energie rinnovabili, negli ultimi tempi il campo d’azione è stato allargato: oltre ai progetti sull’energia, vengono ora sostenuti anche quelli nel quadro dell’efficienza energetica e dell’economia circolare.

Sandra Hermle dell’UFE menziona ad esempio Koa Switzerland: questa giovane impresa ha trovato un modo di utilizzare la polpa di cacao (finora un prodotto di scarto) sfruttando l’energia solare in Ghana. Per il suo prodotto (un succo), Koa ha trovato acquirenti nel settore della gastronomia gourmet e anche la popolazione locale approfitta della nuova produzione. «Un progetto visionario», spiega Hermle.
Solo in rari casi è necessario interrompere anzitempo i progetti.

Previsti maggiori fondi per i progetti

Attualmente vengono sostenuti in totale 45 progetti e sono complessivamente 22 le imprese svizzere che ricevono un incentivo finanziario. Dal 2018 sono stati assegnati dieci milioni di franchi e dal 1° aprile inizierà un nuovo periodo di finanziamento della durata di quattro anni. «Abbiamo sostenuto i progetti con un massimo di 150 000 franchi o il 50 per cento della somma totale», spiega Hermle.
Grazie al nuovo budget, i contributi potrebbero aumentare: i progetti che mirano ad una commercializzazione potrebbero ricevere, secondo Hermle, fino a mezzo milione di franchi.

Il compito di Repic va tuttavia ben oltre il semplice sostegno finanziario. Repic collega anche i differenti attori: agli eventi organizzati, le università incontrano le ONG, le imprese incontrano gli specialisti. «L’interconnessione è estremamente importante per il successo dell’aiuto allo sviluppo», spiega Hermle.

* I Paesi in transizione sono i Paesi che stanno compiendo il passaggio da economia centralizzata a economia di mercato.

 

Corruzione e controllo
Non appena vengono approvati i contributi allo sviluppo, esiste il rischio di corruzione. Per ridurre questo pericolo, le imprese partecipanti sono tenute a fornire un rapporto periodico. Annunciano ad esempio quanta CO2 è stata risparmiata, quanti posti di lavoro sono stati creati, quanti chilowattora sono stati prodotti. Un ruolo importante in questo ambito è rivestito dalla Seco e dalla DSC che sono ben informate sulla situazione nei singoli Paesi.

 

Ulteriori impegni della Confederazione
Efficienza energetica nella città: la Svizzera aiuta varie città svizzere ed estere a ottimizzare il proprio consumo di energia grazie al sistema svizzero «Città dell’energia». In queste «città dell’energia» il consumo di energia viene ottimizzato.

Progetto BEEP: il programma indo-svizzero promuove la costruzione efficiente dal punto di vista energetico e termico degli edifici in India per ridurre il loro consumo di energia. In India, il potenziale di risparmio è particolarmente elevato nel confronto mondiale e nei prossimi anni verrà edificato ancora molto.

Fondi e iniziative multilaterali: la Svizzera dà il proprio contributo ad esempio alla partnership «Energising Development», all’«Energy Sector Management Assistant Program» o al progetto «Scaling-up Renewable Energy Program».

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