Foto: Clean Cooking Alliance
I microcrediti sono parte dell’«Impact Financings» (investimenti sostenibili) e permettono alle persone che vivono nei Paesi più poveri di gestire meglio i propri spazi abitativi.
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03.09.2021 - 10:000

Come i microcrediti aiutano l’Africa a proteggere l’ambiente

Il potere dei piccoli passi: nei Paesi in via di sviluppo, i microcrediti permettono non solo di acquistare bestiame e materiale scolastico ma anche di promuovere la protezione ambientale, ad esempio con fondi per l’installazione di cucine pulite.

La lotta contro i cambiamenti climatici costa. Uno studio effettuato recentemente da alcune banche ha dimostrato che, per la Svizzera, raggiungere gli obiettivi di emissioni zero entro il 2050 sarà meno costoso di quanto previsto ma le spese ammontano comunque a miliardi di franchi.

Mentre questi costi sono pur sempre sostenibili per i Paesi industrializzati, ai Paesi in via di sviluppo mancano i fondi. Per migliorare la situazione del pianeta, anche in questi Paesi le emissioni di CO2 vanno tuttavia ridotte in modo massiccio. Una delle cause maggiori di emissioni di CO2 sono infatti macchinari e tecnologie superate o utilizzate in modi ormai non più al passo con i tempi.

Ad esempio, a livello mondiale circa tre miliardi di persone cucinano su fuochi aperti alimentati con legna, carbone o escrementi. Con ovvie conseguenze: le foreste vengono disboscate eccessivamente e i fuochi accesi con il carbone impestano l’aria e sono una minaccia per la salute (cfr. infobox). Un quarto di tutte le emissioni dirette di CO2 a livello mondiale è causato dai fuochi aperti utilizzati per cucinare.

I fondi sono concessi solo se viene presentata una buona pianificazione del budget

Ma come possono permettersi una nuova cucina le persone con una disponibilità economica ridotta? Una possibile soluzione è offerta dai microcrediti («Impact Financing», investimenti etici). In molti Paesi in via di sviluppo, i microcrediti sono la più importante possibilità di sopravvivenza: i piccoli contadini e le loro famiglie ottengono piccoli crediti dagli istituti finanziari locali dietro presentazione di un piano di investimento. Il credito viene quindi utilizzato ad esempio per acquistare una mucca o un nuovo forno.

«Le piccole imprese ripagano il prestito con gli interessi ma il tasso è ridotto e ragionevole», spiega Roger Müller di Enabling Qapital. L’impresa con sede a Zurigo funge da anello di congiunzione tra gli investitori occidentali e le banche con sede nei Paesi in via di sviluppo che concedono i microcrediti.

Anche i privati possono investire i loro soldi in questo modo ma i maggiori investitori sono assicurazioni, casse pensioni e banche. «Collaboriamo con circa 400 comprovati istituti di microcredito e banche in Paesi in via di sviluppo», spiega Müller.

Rendite affidabili

I flussi di capitale sono impressionanti: Enabling Qapital distribuisce in media 3,2 milioni di dollari ai 66 istituti di microfinanza con cui collabora. In media, un microcredito ammonta a 1300 dollari americani. «Spesso sono le donne a gestire il credito», spiega Müller. Sono loro a preoccuparsi maggiormente del benessere della famiglia.

Il credito da solo non serve tuttavia ad aumentare la consapevolezza ambientale. Servono ulteriori impulsi. Una delle soluzioni è investire sui fabbricanti di prodotti sostenibili sul posto che hanno naturalmente interesse a vendere le proprie merci.

Se una famiglia di contadini ha bisogno di un microcredito, la banca locale può inoltre aggiungere un incentivo supplementare e concedere ad esempio il prestito a tasso più basso se viene investito per l’acquisto di un pannello solare o di una cucina più pulita.

Non sono solo i più poveri a beneficiare di questo modello di investimento. Secondo Müller, gli investitori stessi possono godere di una rendita fino al 5 per cento senza grossi rischi. «Il 99,5 per cento di tutti i beneficiari del credito ripagano il prestito in modo affidabile», spiega Müller e conclude: «Anche la Svizzera ha iniziato la sua crescita grazie ai microcrediti».

 

Clean Cooking Alliance (CCA)
A livello mondiale, circa tre milioni di persone cucinano su fuochi aperti e ogni anno circa 550 000 persone muoiono per problemi respiratori. Anche l’impatto sull’ambiente è altrettanto pesante. Ecco perché nel 2010 l’ONU ha fondato la Clean Cooking Alliance. L’obiettivo del programma è promuovere la diffusione di metodi più puliti per cucinare come forni chiusi, stufe a biogas o cucine solari. A questo scopo vengono anche formate molte donne come istruttrici. Il successo del programma si basa molto sul sistema di microcrediti.

Foto: Clean Cooking Alliance
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