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SVIZZERACalcinacci in Svizzera: rifiuti o importanti materie prime?

05.08.22 - 11:00
Un percorso educativo sull’economia circolare mostra come le case possono essere demolite conservando le materie prime
Amrit Medias/Jonas Scheu
Calcinacci in Svizzera: rifiuti o importanti materie prime?
Un percorso educativo sull’economia circolare mostra come le case possono essere demolite conservando le materie prime
Il percorso è composto da una gita istruttiva sia per gli specialisti che per le famiglie con bambini.

OBERGLATT - Se si parla di economia circolare, molti di noi pensano subito a vestiti di seconda mano, mobili usati e riciclaggio di bottiglie di PET e carta. Meno conosciuto è invece l’ambito in cui esiste il maggiore potenziale per lo sfruttamento circolare del materiale: l’edilizia.

Delle circa 77 milioni di tonnellate di rifiuti prodotte ogni anno in Svizzera, oltre l’80 per cento proviene dal settore edilizio. Secondo l’UFAM, 15 milioni di tonnellate provengono dalla demolizione degli edifici. Poiché il settore edilizio è anche uno dei maggiori produttori di emissioni di CO2, un’economia circolare avrebbe un effetto decisamente positivo sulla protezione del clima.

La Eberhard Unternehmungen, impresa di costruzione e riciclaggio, vuole ora dimostrare che l’economia circolare è già realtà nel settore edilizio: il 21 giugno, accanto all’enorme area occupata dall’impresa a Oberglatt, è stato inaugurato il «Kreislauflehrpfad», il percorso educativo sull’economia circolare.

Testare con mano - «Il percorso educativo è nato grazie a un esperimento dell’ETH», spiega Astrid Gloor, responsabile marketing e pubbliche relazioni presso la Eberhard che insieme ad altri due collaboratori ha disegnato il percorso educativo. L’ETH cercava un posto dove testare un robot sperimentale e fargli costruire autonomamente un muro lungo oltre sessanta metri con massi e calcinacci. Poiché la Eberhard Unternehmungen, a seguito di alcuni lavori di ampliamento, era nelle condizioni di poter creare uno spazio verde supplementare, ha potuto mettere a disposizione il terreno. «Da qui è nata l’idea di un percorso educativo sull’economia circolare», spiegta Gloor.

Il percorso è rivolto sia agli specialisti che alle famiglie con bambini. Il sentiero richiede circa un’ora di cammino ed è allestito in modo ludico: oltre ai muri di sassi come elemento centrale, offre ad esempio una macchina per lo smistamento dei calcinacci grazie alla quale grandi e piccini possono provare personalmente a smistare questi rifiuti di demolizione.

Le conoscenze in materia vengono ampliate grazie a un quiz visualizzabile sullo smartphone tramite un codice QR in ognuna delle dieci differenti postazioni. Il percorso mostra una prospettiva davvero interessante su come da un disordinato groviglio di pezzi di cemento, barre di acciaio, legno e metallo sia possibile ottenere nuovamente preziose materie prime.

Agli esperti mancano le conoscenze - È possibile anche vedere come questi materiali di scarto possono ad esempio essere riutilizzati per la produzione del cosiddetto cemento «Zirkulit» che si basa sulla tecnologia di immagazzinamento del CO2. Secondo l’impresa Eberhard, il Zirkulit lascia un’impronta di CO2 davvero minima.

«Molti hanno la sensazione che il riciclaggio dei materiali residui generi materiale da costruzione di qualità scadente», spiega Gloor. Una vera economia circolare significa tuttavia che le materie prime possono venir riutilizzate per creare materiale da costruzione di alta qualità. Il percorso educativo è quindi rivolto anche ad architetti, ingegneri e urbanisti.

«A molti esperti mancano le conoscenze su cosa sia effettivamente possibile realizzare al giorno d’oggi come ad esempio costruire nuovi edifici utilizzando quasi esclusivamente materiali riciclati», spiega Gloor. Questo significa riflettere sui materiali da utilizzare per la costruzione già in fase di pianificazione. In questo modo viene tuttavia realizzato un contributo importante a favore della protezione del clima. È in fin dei conti lo scopo del percorso educativo sull’economia circolare.

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