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CANTONE
25.10.2017 - 16:390

Scandalo "Argo 1": «Ingiusto che a pagare sia un lavoratore»

BELLINZONA - «Inaccettabile». È così che il PS definisce le sorti dell'ex-dipendente dell’agenzia di sicurezza Argo 1, sospeso dopo aver denunciato delle malversazioni a UNIA.

«Occorre fare piena luce anche sulle ragioni che hanno portato a elaborare un documento a suo riguardo e chiarire come sia stato possibile che questo documento riservato al vaglio del Governo sia stato trasmesso al Corriere del Ticino», sottolineano i socialisti.

Le irregolarità sulla sua busta paga segnalate, per il PS, sono «un problema reale e grave poiché oltre a non esistere e a non disporre del personale necessario quando le è stato affidato il delicato mandato nell’ambito dell’asilo, è stato appurato che ‘Argo 1’ ha anche pagato in contanti e senza dichiararle ben 8'000 ore di lavoro, per un importo di 190mila franchi».

I socialisti puntano infine il dito contro l’articolo del CdT che «ha mosso le critiche di UNIA, Syndicom, SSM e dall’Associazione Ticinese dei giornalisti, a cui ci siamo uniti, visto che sono stati trattati in prima pagina dei fatti relativi ai testimoni del caso ‘Argo 1’ che appaiono giustamente “marginali, se non irrilevanti, rispetto ai gravi problemi sollevati dalla vicenda”. Dei fatti volti a screditare degli ex-dipendenti
benché la procura abbia confermato che i testimoni nel caso ‘Argo 1’ siano attendibili».

«Desta preoccupazione anche il fatto che la decisione della sospensione dell’ex-dipendente di ‘Argo 1’ sia stata presa dal suo nuovo datore di lavoro in accordo col direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF)», si legge infine nella nota.

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-19 20:54:07 | 91.208.130.87