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09.06.2015 - 19:120

Lavoro: "Bene così, ma non bisogna abbassare la guardia"

Il Consigliere di Stato Christian Vitta annuncia una serie di misure per combattere la disoccupazione che saranno presentate dopo l'estate

BELLINZONA - "Speriamo che vada avanti così". Il neo direttore del Dipartimento Finanze ed Economia, Christian Vitta, saluta con soddisfazione i dati di maggio riguardanti la disoccupazione in Ticino. Con un tasso del 3,5%, il nostro Cantone risulta tra i primi sette nella classifica tra quelli con il più basso tasso di senza lavoro. 
 
Le cifre fornite dalla Sezione del Lavoro sono incoraggianti. "Da fare invidia a numerosi paesi, tra cui la vicina Italia", ha aggiunto Vitta, che evidenzia "la diminuzione delle persone in cerca di impiego e l'aumento dei posti vacanti". Tutti i parametri di riferimento sono positivi e non possono far altro che ben sperare (vedi articolo).
 
In Ticino, tuttavia, la lotta alla disoccupazione resta una delle priorità per il Consiglio di Stato. "Questi dati incoraggianti non ci devono fare abbassare la guardia", ha precisato Vitta, raffreddando gli entusiasmi. Il Consigliere di Stato intende intensificare l'impegno per migliorare e ampliare gli strumenti a disposizione per combattere la disoccupazione. Dopo l'estate, infatti, il DFE presenterà "una serie di misure aggiuntive volte a migliorare la capacità di incontro tra domanda ed offerta". Si vuole quindi migliorare, con la collaborazione degli altri dipartimenti cantonali, "il passaggio di informazione tra le aziende che hanno disponibilità di posti liberi e chi è alla ricerca di un posto di lavoro". 
 
Questi dati incoraggianti si confrontano con una realtà per molti difficile, di un mondo del lavoro sempre più complesso, che cambia velocemente e che vede, in Svizzera, una forte dipendenza dall'estero di personale qualificato. Proprio oggi il Consiglio nazionale ha approvato una mozione di Brigitte Häberli-Koller (PPD/TG) che chiede di far fronte all'eventuale penuria di manodopera qualificata promuovendo la forza lavoro residente, in particolare alle donne e alle persone anziane. A tal proposito Christian Vitta ha aggiunto "che il mondo del lavoro che si trasforma e l'aumento della speranza di vita sta cambiando gli equilibri e le dinamiche della società". "E' importante - ha proseguito Vitta - che le donne possano trovare nuove possibilità lavorative e di carriera e valorizzare l'esperienza dei lavoratori più anziani. Tutto questo deve rientrare in un contesto in cui il mondo dell'economia e della formazione siano coordinate. In questo senso uno Stato che riesce ad indirizzare bene la formazione dei propri abitanti riuscirà meglio a rispondere alle richieste provenienti dal mondo del lavoro e a dipendere meno dalla ricerca di personale dall'estero".
 
E, infine, come rispondere a tutti coloro che finiscono nel tunnel buio dell'assistenza sociale? "Stiamo facendo un grande sforzo per riuscire ad integrare le persone che arrivano alla fine dell'indennità disoccupazione e si trovano in situazioni più difficili e delicate. Il disagio sociale in una società, tuttavia, non è sempre legato unicamente al lavoro, ma dipende da tutta una serie di combinazione di fattori che portano una persona a ritrovarsi in questa situazione".

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