CASTEL SAN PIETRO
09.11.2017 - 18:270

«Noi il congedo paternità di 20 giorni lo vogliamo in ogni caso»

Alessia Ponti, 36enne sindaca-mamma, è determinata: «Non ci interessa come va il voto a livello federale. La misura la attueremo». Il suo potrebbe essere il primo Comune ticinese ad anticipare i tempi

CASTEL SAN PIETRO – «A noi non interessa come andrà il voto federale. Noi il congedo paternità di 20 giorni lo vogliamo introdurre ugualmente. E, se tutto va bene, lo faremo presto». Alessia Ponti, 36enne sindaca di Castel San Pietro, è più determinata che mai. Sulla sua agenda, si è segnata la data del 16 dicembre. In quell'occasione in consiglio comunale si deciderà se modificare il regolamento per i dipendenti in favore di un congedo di quattro settimane per i neo papà. «È giusto che anche l'uomo possa godere delle gioie di una nascita di un figlio. Non ha senso che dopo 3-4 giorni se ne torni già al lavoro».

Ampio consenso popolare – Lo scorso 4 luglio alla Cancelleria federale sono state consegnate oltre 107.000 firme per inserire nella legge elvetica un congedo paternità di 20 giorni. Un'iniziativa popolare portata avanti da Travail.Suisse, che ha ottenuto un ampio consenso. Il Parlamento più volte in passato aveva respinto ipotesi analoghe. Nel futuro prossimo, proprio in virtù di questa riuscitissima raccolta di firme, gli svizzeri saranno chiamati a esprimersi sul tema alle urne. 

Una questione di civiltà – Intanto, Castel San Pietro, con i suoi 2.200 abitanti e con la sua cinquantina di dipendenti comunali, potrebbe essere il primo Comune della Svizzera italiana ad anticipare i tempi. «Chiaramente io mi auguro che questa idea passi e che la misura venga generalizzata – dice Ponti –. Ma anche se non dovesse accadere, noi siamo intenzionati a portare avanti ugualmente il discorso. È una questione di civiltà. Ci sembra una misura corretta ed equa per fare fronte ai nuovi bisogni delle famiglie. E anche per valorizzare il ruolo del padre. La nascita di un figlio è uno dei momenti più belli della vita di una persona. È triste mettere l'economia al primo posto, quando si parla di famiglia. Sono convinta che la famiglia, e il tempo ad essa concesso, debbano essere al centro degli obiettivi della società». 

L'esperienza personale – Alessia Ponti è sposata ed è madre di due bimbi. Ha vissuto in prima persona quanto sia importante avere l'uomo accanto dopo il parto. «Mio marito aveva tre giorni di congedo. I rimanenti se li è dovuti prendere sotto forma di vacanze. Per me averlo in casa è stato utile. Fondamentale. Soprattutto in occasione della prima nascita. Quando tutto è così nuovo, la donna è un po' spaesata. Ha bisogno del sostegno del partner. Devo anche dire che noi siamo stati fortunati. Non abbiamo avuto alcuna difficoltà, in entrambe le occasioni. Ma a molte coppie non va altrettanto bene. Ci sono donne che hanno crisi post parto. In altri casi, il bimbo magari non sta bene. E il papà cosa deve pensare in quel momento? Ad andare a lavorare? Chi si dovrebbe occupare del bambino o della moglie che stanno male? Solo lo specialista? Il padre ha un ruolo centrale nella famiglia. È giusto riconoscerglielo».

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-20 12:39:16 | 91.208.130.87