CANTONE
13.09.2017 - 10:300

Il calvario di Natalia Ferrara: «La malattia è ancora qui, ma io pure»

Lo sfogo della parlamentare affidato ai social che si conclude con un ringraziamento: «La vostra cura mi mantiene in forma il cuore»

LUGANO - Il calvario della parlamentare ticinese Natalia Ferrara, colpita un anno fa dalla dengue, durante un viaggio in Sri Lanka, diventa social con uno sfogo.  «365 giorni dopo. Quando si dice metterci la faccia... questa sono io nell'ultimo anno. Nei giorni migliori», scrive in un lungo post su Facebook. Un post dove, appunto, ci mette la faccia, allegando 5 foto che la ritraggono durante i suoi impegni politici. Che porta avanti nonostante l'evidente fatica. 
    
«Eppure - spiega -, quando con la faccia tonda come un pallone, per il troppo cortisone, quando scavata come il letto di un fiume per l'inesorabile stanchezza, quando ancora coi capelli cortissimi, perché piuttosto che perderli a mazzi, quando ... E questi sono, appunto, i giorni buoni. Le immagini di quelli brutti le riservo ai familiari stretti, almeno loro mi vedono sempre bella uguale, e poi questo vuole essere un ringraziamento non un piagnisteo». 
    
Uno sfogo, quello della deputata PLR, ma anche una dimostrazione di forza: «Sono passati 12 mesi ma ho ben presenti colori, odori e dolori del primo ricovero. E poi del secondo. E quelli delle infinite visite, medicine, terapie, controlli. I ricordi sono vivi perché sono quelli di 1 anno fa ma anche di ieri, in attesa di quelli di domani». 
        
Perché il male che l'ha colpita, seppur tenuto sotto controllo dalle terapie, non è ancora stato debellato: «La malattia è ancora qui, ma io pure. La febbre non mi scalda quanto la passione (non solo politica), le infezioni non mi infiammano quanto l'amore. Per la vita, o almeno per la non morte, insomma. Sento dolore, spesso, ma sono felice, sempre. Anche quando sono triste, perché so che quelle lacrime si asciugheranno mentre l'amore di pochi e l'affetto e la vicinanza di moltissimi no». 
            
Quello di Natalia Ferrara vuole essere, insomma, anche un ringraziamento pubblico per chi le è stato vicino: «Ancora c'è chi mi porta in dono marmellate, letture, piccole attenzioni (farmi da autista, portarmi le borse, accompagnarmi ai controlli). E la famiglia, quella che troppo spesso finisce in mezzo alle bagarre politiche pur non centrando nulla, è sempre qui. Ecco, questo volevo dire alle tante persone che mi sono vicine in qualche modo. Grazie. La malattia, a volte, mi stravolge la faccia, ma la vostra cura mi mantiene in forma il cuore».

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