RIVERA
23.06.2012 - 14:010

Arriva l'Acquaparco, ma gli albergatori dormono

A meno di un anno dall'inaugurazione, c'è ancora troppo poco entusiasmo imprenditoriale attorno alla struttura. Il promotore Rocco Cattaneo: "Per la zona del Tamaro turismo 12 mesi su 12, cambierà tutto"

RIVERA – Manca meno di un anno all’apertura dell’Acquaparco di Rivera, struttura che dovrebbe dare un impulso importante allo sviluppo economico della regione del Monte Ceneri. Eppure non tutti sembrano avere capito le potenzialità di questo progetto. Tra Cadenazzo e Mezzovico a livello di ristorazione e di alberghi si respira un’aria stantia. Pochi progetti, pochi investimenti da parte degli esercenti in vista del nuovo centro balneare che andrà a completare l’offerta estiva già garantita dalle attrazioni sul Monte Tamaro. “Effettivamente – conferma Rocco Cattaneo, promotore dell’Acquaparco, nonché direttore della Monte Tamaro SA – non stiamo assistendo a una mobilitazione generale…” 

Insomma, troppa staticità da parte di chi invece dovrebbe cogliere l’occasione?
"Mentre in località come Locarno o Lugano si sta investendo su nuove strutture alberghiere, ho l’impressione che a Rivera e dintorni non ci si renda ancora bene conto di cosa possa significare la nascita di questa nuova struttura".

E allora ce lo ricordi lei…
"Oltre a portare 80 nuovi posti di lavoro nella regione, genererà un indotto economico di non poco conto. Si è calcolato che per ogni singolo franco speso nell’Acquaparco se ne spenderà un altro sul territorio attorno. Attualmente il Monte Tamaro attira già tra le 100.000 e le 120.000 persone ogni anno. Limitandosi alla bella stagione però. Calcolate che Monte Tamaro e Acquaparco insieme saranno in grado di attirare globalmente circa 400.000 persone all’anno. Si potrà fare turismo 12 mesi su 12 e non più solo in primavera ed estate. La regione del Monte Tamaro diventerà una meta tra le più interessanti in Svizzera. Cambia tutto".  

Per giustificare i mancati investimenti qualcuno potrebbe dire che si tratta di attrazioni legate al turismo di giornata…
"La nascita di una nuova struttura potrebbe giustificare soggiorni più lunghi. E in ogni caso per noi è prioritario spingere anche pacchetti come le ‘due giorni’. Dal canto nostro stiamo già pensando a un possibile sviluppo alberghiero, nella zona della pista di ghiaccio ai piedi del Tamaro".

Restiamo al presente: parliamo del Monte Tamaro e della sua offerta. Ogni anno fate un piccolo miracolo. Cosa significa gestire una simile attrazione?
"Bisogna sapersi reinventare. Cerchiamo sempre di proporre qualcosa di nuovo. Questo è l’anno del 40esimo, abbiamo ampliato il percorso del Parco Avventura e a settembre è prevista una grande caccia al tesoro. La novità più grande però consiste nella traversata Locarno-Monte Tamaro. Si parte da Locarno con l’autopostale e si va fino a Neggia. Poi si procede a piedi fino al Tamaro. Infine, dopo avere trascorso alcune ore in montagna, si scende con la funivia e a Rivera c’è di nuovo l’autopostale che riporta tutti a Locarno. Fantastico".

Sul Ceneri intanto hanno chiuso i numerosi locali a luci rosse. È contento?
"In quella zona noi abbiamo già investito un milione di franchi per un’area camper. L’intera regione deve avere una vocazione turistica destinata alla famiglia. Fatta questa premessa, la chiusura dei postriboli mi fa ovviamente piacere".

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