LUGANO
22.06.2012 - 13:390

La protezione dei dati ostacola il lavoro della polizia?

LUGANO - Finirà oggi la due giorni di Assemblea dei delegati della Federazione Svizzera funzionari di polizia. Tra i vari argomenti in scaletta quello di ieri, sul valore della protezione dei dati. Protezione dei dati significa protezione dei criminali? E' stata questa la domanda che si sono posti i funzionari e sul quale ieri hanno dibatuto. Tra gli invitati alla conferenza il Procuratore Generale John Noseda: "Bisogna assolutamente fare due grossi distinguo tra privato e pubblico - si legge su 20 Minuti. Se parliamo del privato, non siamo coperti affatto. Se andiamo per esempio a fare spesa in un negozio e utilizziamo una carta di credito, il commerciante può sapere i nostri gusti, cosa comperiamo e il nostro indirizzo. Opppure mi è capitato personalmente di vedre, su alcuni organi di stampa, foto di verbali pubblicate su internet. Siamo profondamente scoperti", ha affermato Noseda.

"Le forze dell'ordine - riferendosi al pubblico - si scontrano con diversi ostacoli quando devono cercare informazioni su un sospetto. Entre via internet per prendere dati privati attualmente non è scontato, ma deve essere chiaramente giustificato da un'urgenza, una necessità. Le norme previste comunque spengono sul nascere tutte le preoccupazioni riguardanti le violazioni. Limitandoci a dare accesso ai soli agenti di polizia, garantendo un obbligo di rettifica e infie cancellando i dati una volta utilizzati. così la protezione sarebbe maggiormente garantito".

Il procuratore generale propone la soluzione "Il principio di proporzionalità. solo così possiamo trovare soluzioni corrette, valide nella realtà".

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