LUGANO
11.05.2012 - 16:540

Lui fa ritardo e la sposa piange nell'autobus della TPL

Le reazioni dei passeggeri e poi arriva lo sposo. Storie messe in scena dal PVP, per avvicinare al trasporto pubblico

LUGANO - Una promessa sposa entra nel bus senza biglietto, disperata, dopo che il suo futuro marito non si è presentato in Chiesa. “Trenta minuti di ritardo e non è arrivato”, grida. I lamenti e le parole di sconforto coinvolgono i passeggeri del bus che provano a consolarla, incoraggiandola. Lei scende e lui, lo sposo sale nel bus, alla ricerca della sua “bella”, spiegando ai passeggeri che il suo ritardo è stato causato da diversi contrattempi. Storia realmente accaduta? No, una messa in scena ideata dal team di comunicazione del Piano di Viabilità del Polo Luganese.
“Il PVP che entrerà in vigore il prossimo 26 luglio ha come scopo quello di assorbire il crescente traffico, attraverso il trasporto pubblico. L’idea per avvicinare il cittadino al trasporto pubblico è stata quella di non fare una classica campagna, di tipo ecologico o una campagna-vantaggi ma di puntare all’aspetto umano dei servizi pubblici. Lo scopo era quello di renderlo più familiare, caldo e ammorbidire la resistenza della gente, ricordare che quando si parla di trasporto pubblico non si parla solo di strade e di treni ma soprattutto di persone che si spostano”. A parlare è Eleonora Borgoin, responsabile dell’Ufficio di comunicazione della città di Lugano. Dopo una prima campagna avviata ad ottobre, la nuova campagna di comunicazione puntava a provocare reazioni della gente. Questo attraverso la messa in scena di quattro storie direttamente nei bus e all’insaputa dei passeggeri. Quatto performance interpretate da attori professionisti, ripetute per 15 giorni nei bus della TPL a Lugano.

“Lo scopo è stato duplice, da un lato stimolare il passaparola, far succedere qualcosa che poi sarebbe stato raccontato dalle persone testimoni e ignari delle performance. Tanto è vero che ad alcuni di noi è capitato che qualcuno raccontasse quello che era successo sul bus. Almeno all’inizio. Con il tempo l’intento è  diventato comprensibile perché le abbiamo ripetute più volte in due settimane con gli stessi attori. L’altro scopo era stimolare un comportamento “virale”, indurre le persone a riprendere le performance con i propri telefonini e caricarle su internet. Anche noi le abbiamo filmate con gli smartphone”.

Le storie - Quattro le storie ripetute sui bus. Una coppia in piena crisi che lascia i palloncini sul bus e lascia sbigottite le persone. Una donna in carriera, tutta presa da una telefonata e offese alla propria donna delle pulizie, che provoca l’antipatia dei passeggeri e una reazione simpatica per chi taglia le rose che la donna porta in una mano. Una sposa affranta senza biglietto. Un signore depresso che entrato nel bus incontra un amico, e alla depressione reagisce cantando, facendo commuovere tutti.  
“Le performance rileva pure che nella nostra quotidianità non c’è tutta l’indifferenza che si crede- continua Eleonora Borgoin. Per noi  è stata una scoperta. Quando si vogliono organizzare cose del genere qui a Lugano, la prima domanda è chissà come reagisce la gente, perché sappiamo che la mentalità svizzera ha una concezione del privato molto trincerata. La gente invece ha reagito”. Reazioni positive o negative e ovviamente opinabili, che tuttavia creano discussione su quello che ci accade intorno e che Eleonora racconta.

Le performance e le reazioni - Con la storia della sposa, le persone che hanno reagito sono state soprattutto donne. Hanno preso a cuore a cuore la sposa. La performance non è riuscita come l’avevamo immaginata. La gente è rimasta troppo coinvolta. Uno degli attori, che tra gli altri aveva un compito un po’ antipatico, è stato quasi buttato fuori dal bus. Più diventava antipatico, più le donne diventavano solidali. Nel caso invece della coppia che litigava, la gente non è intervenuta, anche perché non era facile, ma l’ingombro dei palloncini e l’invadenza del litigio ha portato le persone a credere che la coppia fosse reale. Anche l’autista ha raccontato la storia ad un nostro collaboratore, come se fosse stata vera. Per quanto riguarda la donna “antipatica” con i fiori, la scena è stata fatta per favorire il coinvolgimento di persone che avrebbero dovuto solidarizzare con il ragazzo che rubava i fiori e provare invece antipatia per la donna. Infine, la persona depressa che ha iniziato a cantare ha avuto un grosso impatto sull’autobus. Nel momento in cui l’attore ha parlato della sua profonda depressione, nel bus c’è stato silenzio, portando qualcosa di molto intimo in una sfera pubblica. La reazione è stata un timido raccoglimento e un sorriso al sentire la canzone”.
 
I filmati saranno divulgati solo sul web . I progetti sono stati realizzati dal team di comunicazione PVP (Ufficio Informazione e Comunicazione Città di Lugano, agenzia comunicAzione di Rancate e lo studio CCRZ di Balerna) in collaborazione con lo studio di produzione inmagine di Meride per gli spot e, per le performance, con la Markus Zohner Theater Compagnie di Lugano. La parte video delle performance è stata curata da Margherita Cascio.
 

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