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29.03.2012 - 07:150

I grandi del poker al Casinò di Campione

Una giornata nell'enclave, dove in questi giorni fa tappa il poker europeo

CAMPIONE D’ITALIA - Era quasi un’iniziazione per i giovani ticinesi; trafugare una giacca di papà e con il nodo mal fatto alla cravatta, sentirsi diciottenni ai tavoli di Campione. Oggi, entrando nella grande sala del nono piano ci si accorge che il mondo è cambiato. Le cravatte di Hermès hanno lasciato il posto ai cuffioni dell’iPod. I signori di mezza età, con il loro “sistema” per la roulette, sono spodestati dai ragazzini del poker. 

È il day 1B del Pokerstars European Poker Tour, la massima espressione del poker europeo. Nella sala si viene scudisciati dal crepitare delle fiches sulle quali i giocatori sfogano la tensione. La media di età è bassissima, ai tavoli dei più forti si assiste alla rivincita dei secchioni. Nati quasi tutti online, dove si gioca velocemente e alla fine la spunta è più preparato. Incontriamo Liv, 27 anni, ha studiato da astrofisica, ma è professionista dal 2010 e ha usato la matematica per intascare oltre 2 milioni di dollari con il texas hold’em. All’Ept di Sanremo 2010, ha messo dietro tutti per 1 milione e 250mila euro. «Si, le mie basi matematiche aiutano. Riuscire a calcolare velocemente permette di essere sicuri di sè quando si prende una decisione difficile». Un’astrofisica che sceglie il poker non te l’aspetti, ma «con questa situazione economica, con un mondo del lavoro difficile, il poker può essere una delle alternative per chi è dotato e ha voglia di studiare molto».
 
Arriva poi il momento di parlare anche con Claudio "Swissy" Rinaldi, l’unico professionista  ticinese. Si è avvicinato al poker «come tutti attraverso la classica partitina tra amici». Diventando poi croupier all’Admiral di Mendrisio, prima di riuscire a sfondare in questo mondo. E il poker in Svizzera? «È abbastanza chiuso nei casinò. Non è ancora chiaro, ma spero che si apra politicamente la possibilità di giocarlo anche in circoli appositi». Ovviamente c’è il rischio della ludopatia. «Si, è una questione di buonsenso. Bisogna giocare entro i limiti che il tuo budget permette». E i tuoi prossimi impegni? «Giocherò meno. Quest’anno mi sono sposato e ho voglia di stare con la mia famiglia». Poi abbiamo saputo sei diventato presidente del Rancate Calcio. «Sì. È una realtà regionale che mi diverte e mi appassiona molto». 
 
Stiamo mandando in stampa il giornale e ci arriva un Sms «Avevo KK e ho trovato AA», una mano del genere in gergo è un “cooler”, una doccia fredda insomma, «sono sul divano di casa che gioco coi cani». E così commenta su Facebook: «Quando l'uomo elvetico con due Kappa incontra l'uomo italico con due Assi, beh, l'uomo elvetico è un uomo morto...» Peccato, in bocca al lupo per la prossima volta, Swissy. 
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