LUGANO
24.03.2011 - 14:180

L'erotismo secondo Man Ray al LAC

Il Museo d'Arte di Lugano propone una retrospettiva dedicata alla straordinaria figura di Man Ray, artista fra i più noti e influenti del secolo scorso

LUGANO - Man Ray, nome d’arte di Man Emmanuel Rudnitzky (Filadelfia, 27 agosto 1890 – Parigi, 18 novembre 1976) è il protagonista dal 26 marzo al 19 giugno 2011 al Museo d’Arte di Lugano di una retrospettiva dedicata alla figura di un artista fra i più visibili del secolo scorso. La mostra è imperniata su oltre duecento opere provenienti dalla Fondazione Marconi, depositaria di una delle più importanti collezioni di Man Ray a livello mondiale, e da altri prestatori privati e istituzionali tra cui la Kunsthaus di Zurigo. Man Ray, infatti, ebbe una mostra ‘leggendaria’ allo Studio Marconi di Milano nei primi anni Settanta.

Man Ray è fra gli artisti più fortunati del XX secolo, autore di immagini iconiche come Le violon d’Ingres, una figura femminile con due f di violino sulla schiena, e Cadeau, ferro da stiro con la piastra percorsa da una fila di chiodi, divenuta un’ icona del Novecento. Tra le opere, toviamo anche varie foto stampate negli anni Ottanta da negativi originali.

La straordinaria inventiva di un artista allo stesso tempo fotografo, pittore, creatore di oggetti e film sperimentali viene raccontata con i capitoli della sua opera, e le tappe delle sua vita ed è suddivisa in quattro sezioni principali: Gli anni della formazione (fino al 1921), che Man Ray trascorse fra New York e Ridgefield nel New Jersey, sede di una vivace colonia di artisti; Il periodo parigino (1921-1940), vissuto con i più grandi artisti del Novecento; Parigi e Hollywood (1940-1951), dedicata agli anni di guerra e dell’immediato dopoguerra; Parigi (1951-1976): gli anni che vedono la definitiva consacrazione dell’artista.

A rendere utile la mostra di Lugano è anche il racconto disponibile in audioguida: non un’introduzione critica alle opere, ma la storia della loro creazione da parte dell’autore. Man Ray scrisse infatti una brillante autobiografia in cui ricorda con tono scanzonato le occasioni in cui nacquero le sue opere più celebri e i motivi, o le figure – molto spesso femminili – che le ispirarono.

La vita di Man Ray fu scandita da una successione di incontri e amori con donne celebri e affascinanti: Kiki de Montparnasse, Lee Miller, Nusch Eluard, Juliet Browner solo per citare alcune fra le numerose modelle, muse e amanti dell’artista. Ad esse la mostra di Lugano dedica sezioni in cui le opere sono accompagnate dai racconti in cui Man Ray rievoca i primi incontri e la frequente evoluzione del rapporto di artista e modella da professionale ad amoroso, come attestato dalle numerose foto di udi muliebri.

Nell’ambito del percorso cronologico trovano spazio anche sezioni dedicate a temi che attraversano l’opera di Man Ray nel corso degli anni come, per esempio, la passione per gli scacchi, la relazione fra realtà e finzione, la maschera e la personalità velata, la sperimentazione fotografica e cinematografica, la filosofia del Marchese de Sade. Sono inoltre incluse in mostra opere di alcuni fra i più significativi artisti del XX secolo: Pablo Picasso, Marcel Duchamp, Jean Arp, Francis Picabia, Meret Oppenheim, a lungo ospite di Carona, e altri ancora, per offrire un’immagine trasversale dell’opera di Man Ray e per sottolineare il suo ruolo anticipatore rispetto alla ricerca artistica del Novecento.

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