Keystone
BERNA
04.12.2017 - 21:300

Preventivo, una trentina di divergenze tra le Camere

Il preventivo uscito dai dibattiti del Nazionale prevede spese superiori di 225 milioni rispetto al progetto governativo

BERNA - Permangono una trentina di divergenze - e talune non da poco - tra i due rami del Parlamento dopo la prima lettura del preventivo 2018 della Confederazione. Il Consiglio nazionale ha concluso stasera il suo dibattito maratona di tre giorni, dando prova di minor generosità rispetto agli Stati nei confronti della formazione e della ricerca, e risparmiando dai tagli l'agricoltura. Inoltre, la Camera del popolo ha deciso di attribuire interamente all'AVS la totalità dei soldi risparmiati dopo la bocciatura alle urne della Previdenza 2020. Domani toccherà alla Camera dei cantoni pronunciarsi sulle divergenze.

Il preventivo uscito dai dibattiti del Nazionale prevede spese superiori di 225 milioni rispetto al progetto governativo. Le uscite ammontano infatti a 71,44 miliardi di franchi, le entrate 71,32 miliardi. Nel voto finale la versione della Camera del popolo è stata accolta con 124 voti contro 66 (unicamente dell'UDC) e un astenuto.

Il budget 2018 è tuttavia conforme al freno all'indebitamento, con un margine di 21 milioni di franchi, ha sottolineato Daniel Brélaz (Verdi/VD) a nome della commissione. La versione uscita dai dibattiti degli Stati prevede dal canto suo un saldo positivo di 32,8 milioni.

Minor sostegno a formazione e ricerca

Contrariamente a quanto stabilito martedì scorso dal Consiglio degli Stati, il Nazionale oggi ha deciso - con 120 voti contro 65 e 9 astenuti - di non aumentare di 53 milioni il contributo al settore dei Politecnici federali (PF).

Oltre all'UDC anche i socialisti hanno respinto l'aumento del credito, poiché non sono d'accordo con l'aumento delle tasse di studio annunciate dai PF e attualmente in consultazione. La Camera del popolo ha invece accolto, al pari degli Stati, l'idea di aggiungere 16 milioni supplementari per gli istituti di ricerca di importanza nazionale. In questo caso, la decisione è stata presa di misura, con 100 voti favorevoli contro 94 e 1 astenuto.

Il Nazionale si è pure allineato al Consiglio degli Stati, accettando di aumentare i contributi di base per le università (+6 milioni) e per le Scuole universitarie professionali (+11,3 milioni).

Il plenum ha inoltre fatto un gesto nei confronti della formazione professionale superiore. Il liberale-radicale Hans-Rudolf Bigler (ZH) è riuscito a convincere la maggioranza (122 voti contro 69 e 1 astenuto) ad aumentare il credito di 25,6 milioni, insistendo sull'importanza cruciale di questo settore.

A differenza della Camera dei cantoni, quella del popolo si è però mostrata più severa nei confronti degli studenti stranieri, tagliando di 186'400 franchi il contributo per le borse di studio.

Consumatori risparmiati

La protezione dei consumatori è stata invece risparmiata dai tagli: la sinistra, e Marina Carobbio (PS/TI) in primis, è riuscita a contrastare una proposta della commissione preparatoria che voleva ridurre i contributi di 940'000 franchi. Concretamente, l'Ufficio federale del consumo avrebbe visto dimezzati i mezzi a sua disposizione.

Questa misura aveva suscitato le ire dell'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI), che temeva una forte diminuzione dei contributi (attualmente 147'000 franchi) destinati all'informazione dei consumatori (riviste, pubblicazioni, test, piattaforme digitali).

Il Consiglio nazionale ha fatto pure un gesto nei confronti delle organizzazioni culturali (+59'000 franchi), mentre ha soppresso l'aiuto culturale (300 mila franchi) alla città federale di Berna in quanto capoluogo federale. Anche Swisstopo, secondo la versione uscita dalla Camera del popolo, dovrebbe subire una sforbiciata di 2,77 milioni di franchi, l'Amministrazione federale delle contribuzioni un taglio di 3,1 milioni e il Controllo federale delle finanze di 814'000 franchi.

Infine, il Nazionale ha chiesto di un aumento del budget dell'Amministrazione federale delle dogane di 1,94 milioni per accrescere di 30 posti gli effettivi delle guardie di confine.

442 milioni all'AVS, agricoltura risparmiata

La settimana scorsa la Camera del popolo - con un'insolita alleanza tra UDC e PS - aveva pure deciso di attribuire interamente all'AVS la totalità dei soldi risparmiati dopo la bocciatura alle urne della Previdenza 2020. Il plenum si era anche pronunciato per un taglio di 41 milioni all'aiuto sociale per i richiedenti l'asilo e aveva risparmiato dai tagli (-100 milioni) l'aiuto allo sviluppo.

Senza sorprese, il Consiglio nazionale si era poi mostrato più sensibile del governo nei confronti dell'agricoltura, che era stata risparmiata dai tagli. Rispetto al progetto governativo e agli Stati, la Camera del popolo la scorsa settimana aveva accolto una proposta della sua commissione preparatoria volta a spendere 96 milioni di franchi in più in questo settore, di cui 84 milioni per i pagamenti diretti.

Contrariamente agli Stati, il Nazionale si era invece mostrato meno generoso con l'amministrazione federale. La Camera del popolo aveva infatti deciso di non destinare al personale federale 64 milioni supplementari a titolo di compensazione dei contributi del datore di lavoro per attenuare il calo della tasso di conversione della cassa pensioni PUBLICA.

Quale contropartita il plenum aveva però accettato di versare 32,8 milioni per adeguamenti salariali, in particolare per la compensazione al rincaro.

Domani - come detto - il dossier passa alla Camera dei cantoni per appianare le divergenze. In considerazione dei rapporti di forza diversi tra i due rami del Parlamento (agli Stati l'UDC dispone di molti meno rappresentanti, ndr.) è probabile che su parecchi punti i "senatori" si esprimeranno diversamente rispetto ai colleghi del Nazionale, obbligando questi ultimi a pronunciarsi di nuovo.
 
 

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