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SVIZZERA
29.11.2017 - 15:070

Preventivo 2018, minor generosità nei confronti del personale

 

BERNA - Il Consiglio nazionale ha iniziato oggi il dibattito maratona sul preventivo 2018 della Confederazione. Visto che sono state presentate oltre 80 proposte di minoranza, le discussioni continueranno anche domani e lunedì per una durata complessiva stimata in 12 ore. Rispetto alla Camera dei cantoni, nelle prime decisioni prese, quella del popolo si è mostrata meno generosa nei confronti dell'amministrazione federale.

Contrariamente a quanto deciso ieri dal Consiglio degli Stati, il Nazionale - con 107 voti contro 91 e 1 astenuto - non ha infatti voluto destinare al personale federale 64 milioni supplementari a titolo di compensazione dei contributi del datore di lavoro per attenuare il calo della tasso di conversione della cassa pensioni PUBLICA.

Quale contropartita, con 130 voti contro 69, il plenum ha però accettato di versare 32,8 milioni per adeguamenti salariali, in particolare per la compensazione al rincaro.

Sì a tagli a destra, no a sinistra - Nel dibattito generale, i gruppi hanno ribadito a più riprese le loro posizioni. La destra ha denunciato l'aumento costante delle spese, segnatamente nella formazione. L'UDC se l'è presa anche con l'aiuto allo sviluppo, di cui auspica una riduzione del credito rispetto al progetto governativo.

I democentristi hanno poi chiesto una serie di tagli trasversali per 339 milioni franchi nell'amministrazione federale. Il partito avrebbe voluto, in particolare, ridurre le spese per il personale di 152 milioni, ma anche diminuire i «fondi destinati a consulenze e prestazioni dei servizi esterni» nonché quelli «per beni e servizi e altri oneri».

Eccetto qualche parlamentare del PLR, gli altri partiti non hanno però seguito l'UDC, le cui proposte sono state nettamente bocciate. La sinistra ha messo in guardia il plenum dalle conseguenze nefaste che avrebbero avuto alcuni tagli budgetari, ad esempio per il personale della Confederazione. Se si cancellano taluni posti, si riducono parallelamente delle prestazioni, hanno ricordato vari oratori. «Si sovrastimano sistematicamente le spese e si sottostimano le entrate», ha deplorato Balthasar Glättli (Verdi/ZH).

Bocciata proposta PS di rinvio al CF - Intervenendo in aula, anche il ministro delle finanze Ueli Maurer ha definito "inefficaci" taluni tagli trasversali. Il consigliere federale ha detto che l'equilibrio finanziario è sì importante, ma ha anche sottolineato come la Confederazione debba rimanere un datore di lavoro attrattivo.

Dopo questo lungo dibattito di entrata in materia, la Camera del popolo ha respinto - con 134 voti contro 52 e 1 astenuto - una proposta socialista di rinviare il dossier al Consiglio federale. Il PS voleva, in particolare, che il governo rinunciasse a alcuni tagli e che prendesse in considerazione il rincaro effettivo e non soltanto delle stime.

I dibattiti odierni sono stati interrotti poco prima delle 12.00 per lasciare spazio ai festeggiamenti in onore del neo presidente della Camera Dominique de Buman (PPD/FR). Come detto, l'esame del budget proseguirà domani e dovrebbe concludersi lunedì.

Tagli ad aiuto allo sviluppo, no ad agricoltura - Oltre al personale federale, la maggioranza borghese del Camera del popolo vorrebbe imporre numerosi tagli, senza però toccare l'agricoltura. Nella commissione preparatoria, seppur di misura, è stata accolta la proposta di diminuire di 100 milioni il credito destinato all'aiuto allo sviluppo e di 41 milioni quello devoluto all'aiuto sociale dei richiedenti l'asilo.

Per quanto riguarda l'agricoltura, la commissione delle finanze del Nazionale si è mostrata più sensibile alle rivendicazioni del mondo agricolo. Ha proposto di spendere 96 milioni di franchi in più in questo ambito, di cui 84 milioni per i pagamenti diretti.

La commissione è stata invece meno generosa di quella degli Stati per quel che riguarda il settore della formazione e della ricerca. Per i Politecnici federali ha proposto ad esempio di aumentare i contributi di 37 milioni di franchi, contro i 53 milioni decisi ieri dai "senatori".

Soldi della Previdenza 2020 - Quest'anno, a causa della bocciatura alle urne della Previdenza 2020, le discussioni in Parlamento ruotano anche attorno ai 442 milioni di franchi risparmiati.

La competente commissione del Nazionale avrebbe voluto in un primo tempo attribuire tale somma all'AVS, ma l'omologa degli Stati vi si è opposta con successo. Ieri i "senatori" l'hanno seguita decidendo di destinare parte dei soldi - 295 milioni - al finanziamento del Fondo per l'infrastruttura ferroviaria e il rimanente (147 milioni) all'abbattimento del debito.

Nel frattempo, i consiglieri nazionali Thomas Aeschi (UDC/ZG) e Roger Nordmann (PS/VD) hanno depositato una proposta individuale identica volta a versare tutti i soldi all'AVS. Dal momento che si tratta dei capigruppo dei due principali partiti rappresentati alla Camera del popolo, l'idea ha ottime chance di essere approvata.

Non è escluso che per dirimere le divergenze su questo e altri punti sarà necessaria una conferenza di conciliazione: va ricordato che qualora non si riuscisse a trovare un accordo, passerà il preventivo più basso.

Cifre nere - Il progetto presentato nel giugno scorso dal Consiglio federale prevede per l'anno prossimo una chiusura con un saldo positivo di 103 milioni di franchi (71,322 miliardi di franchi di entrate e uscite per 71,219 miliardi).

Se passasse la versione decisa ieri dagli Stati, il saldo positivo sarebbe di 33 milioni (introiti più elevati di 150 mila franchi e spese di 70 milioni superiori), mentre se prevalesse quella del Nazionale l'attivo sarebbe di 464 milioni. In tal caso, il totale delle entrate sarebbe però abbassato a 70,947 miliardi.

Commenti
 
Danny50 1 mese fa su tio
Certo bisogna abbassare o mantenere gli stipendi, perché mancano i soldi.....
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