Keystone
SVIZZERA
09.11.2017 - 11:150

«Su lingue e appalti pubblici aspettiamo il dibattito parlamentare»

È il parere del Consiglio federale che propone di bocciare una mozione del consigliere nazionale Jacques Bourgeois

BERNA - Riguardo alla revisione in corso della legge sugli acquisti pubblici è opportuno attendere il dibattito parlamentare prima di modificarla per garantire che i bandi di concorso della Confederazione non siano scritti solo in tedesco. È il parere del Consiglio federale che propone di bocciare una mozione del consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR).

Il parlamentare friburghese chiede di intervenire alla luce di una decisione del Tribunale amministrativo federale (TAF).

In seguito al ricorso dell'azienda romanda Bétontec Gram, il TAF ha giudicato discriminatoria la pratica delle FFS che esigeva che i candidati rispondessero in tedesco ai bandi di concorso. «Al di là della discriminazione, le PMI interessate devono sostenere ingenti costi amministrativi in traduzioni per partecipare ai bandi pubblici della Confederazione», sottolinea Bourgeois.

Il tema è oggetto da tempo di interventi parlamentari. Contro una discriminazione della Svizzera latina si sono espressi anche i consiglieri nazionali Dominique de Buman (PPD/FR), Fabio Regazzi (PPD/TI) e il loro ex collega Ignazio Cassis (PLR), neo consigliere federale.

Nella sua risposta, il governo ricorda di aver sottoposto al Parlamento il 15 febbraio 2017 una revisione della legge, raccomandando alle Camere di inserirvi il principio secondo cui si può tenere adeguatamente conto delle diverse situazioni linguistiche presenti in Svizzera.

Nel messaggio viene precisato che per prendere in considerazione il plurilinguismo negli acquisti pubblici il Consiglio federale prevede a livello di ordinanza quanto segue: per le prestazioni edili, il bando dovrà essere pubblicato almeno nella lingua ufficiale del luogo della costruzione, mentre per le forniture e le prestazioni di servizio almeno in due lingue ufficiali.

Il progetto è al vaglio dalla commissione competente della Camera prioritaria, ovvero la Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale (CET-N). Dopo la votazione finale del Parlamento il governo procederà alla revisione dell'ordinanza adeguandola di conseguenza.
 
 

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-18 03:49:37 | 91.208.130.86