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BERNA
02.11.2017 - 11:210

Strategia energetica 2050, la legge in vigore da gennaio

L'energia atomica sarà sostituita da alternative più verdi. Economie domestiche ed imprese dovranno ridurre i consumi del 43%

BERNA - La revisione totale della legge sull'energia, approvata dal popolo lo scorso 21 maggio, entrerà in vigore il prossimo primo gennaio. Lo ha stabilito ieri il Consiglio federale. L'esecutivo ha anche adottato le relative ordinanze, nuove o riviste, e deciso che diventeranno operative contemporaneamente alla Strategia energetica 2050.

La decisione del governo è stata presentata stamani alla stampa dal direttore dell'Ufficio federale dell'energia Benoît Revaz e dal suo vice Daniel Büchel.

La Strategia energetica 2050 mira a una svolta verde. Nessuna nuova centrale nucleare dovrà essere costruita e l'energia atomica dovrà essere progressivamente sostituita da quella prodotta con vento, sole, acqua o rifiuti. Economie domestiche e imprese dovranno partecipare allo sforzo riducendo il consumo energetico del 43% rispetto all'anno 2000.

Al termine della procedura di consultazione l'UFE ha redatto la versione finale delle ordinanze - tre nuove e sei riviste - che sono state approvate dal Governo. Quest'ultimo ha stabilito ieri che tutto il pacchetto entrerà in vigore all'inizio del prossimo anno. Unica eccezione è la revisione della legge sull'imposta federale diretta - riguardante l'introduzione della deducibilità fiscale dei costi di demolizione di un edificio vetusto per sostituirlo con uno nuovo - che sarà operativa dal primo gennaio 2020: il Dipartimento federale delle finanze sta ancora procedendo a una consultazione in materia.

Tra le principali novità in materia di energia - ha indicato Revaz - figura la progressiva uscita dal nucleare: nessuna nuova autorizzazione di massima sarà concessa per la realizzazione di nuove centrali e vi sarà un divieto generalizzato di ritrattamento di barre di combustibile esauste.

Per quanto riguarda il finanziamento, è stato deciso l'aumento dell'importo massimo del supplemento rete dagli attuali 1,5 a 2,3 centesimi al chilowattora già fin dal 2018. Tali fondi serviranno a finanziare ad esempio il sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricità, i contributi d'investimento, i premi di mercato per le grandi centrali idroelettriche, le gare pubbliche per l'efficienza elettrica.

In base alle nuove disposizioni, gli impianti idroelettrici e quelli eolici nuovi saranno considerati di interesse nazionale a partire da una produzione media di 20 GWh/anno. Quelli idroelettrici esistenti lo saranno se attraverso l'ampliamento o il rinnovo raggiungono una produzione di almeno 10 GWh/anno. Le centrali ad accumulazione con pompaggio lo saranno se presentano una potenza installata di almeno 100 MW.

La nuova legislazione prevede anche che le imprese che consumano molta energia possano farsi rimborsare il supplemento rete, in parte o per intero. L'importo da rimborsare deve essere almeno pari a 20 mila franchi l'anno e l'azienda deve impegnarsi con la Confederazione ad aumentare la propria efficienza energetica.

Una grossa fetta delle novità riguarda la promozione delle energie rinnovabili, ha precisato il direttore dell'UFE. Il sistema di promozione che dal 2009 consente ai gestori di impianti solari, eolici, geotermici o a biomassa di usufruire di una rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica, finanziata mediante il supplemento rete, sarà limitato nel tempo.

Gli impianti nuovi possono essere inseriti in tale sistema solo sino alla fine del 2022, mentre quelli rinnovati o ampliati non possono più esservi ammessi. Inoltre la durata della rimunerazione viene ridotta da 20 a 15 anni. Contemporaneamente, per confermare tale riduzione, verrà introdotto un lieve aumento dei tassi di rimunerazione per gli impianti eolici e idroelettrici. Complessivamente - stando alle stime presentate -, per un impianto, la nuova rimunerazione corrisponde circa all'80-90% della precedente.

Le nuove norme prevedono inoltre che solo gli impianti fotovoltaici più grandi, con una potenza di almeno 100 kW, siano ammessi nel sistema della rimunerazione per l'immissione di elettricità. I più piccoli, con una potenza di almeno 2 kW, potranno beneficiare solo di una rimunerazione unica.

Per la costruzione o per il rinnovamento di impianti di incenerimento dei rifiuti e quelli di depurazione delle acque potrà ora essere chiesto solamente un contributo d'investimento, invece della rimunerazione per l'immissione di elettricità. Per le centrali elettriche a legna di importanza regionale potrà essere chiesto un contributo d'investimento oppure, in alternativa, la rimunerazione per l'immissione di elettricità.

Revaz ha menzionato anche il premio di mercato destinato ai gestori di grandi impianti idroelettrici per l'elettricità che devono vendere al di sotto dei costi di produzione. Tale premio ammonta al massimo a 1 ct./kWh. Questa misura è limitata a cinque anni, cioè fino alla fine del 2022.

Le ordinanze riguardano anche il consumo proprio di elettricità autoprodotta, la garanzia di origine della corrente e fissano gli obiettivi in materia di emissioni di CO2 per le nuove vetture. Entro la fine del 2020 queste dovranno diminuire fino a un valore medio di 95 g di CO2/km.

L'UFE ha elaborato una serie di schede informative destinate ai promotori dei vari progetti e ai gestori degli impianti: tutto il materiale è disponibile sul sito dell'Ufficio federale.

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