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BERNA
19.10.2017 - 17:240

PLR, Verdi e Verdi liberali possono sorridere. UDC, PS e PPD no

Pubblicati i risultati del barometro elettorale SRG SSR di metà legislatura, realizzato dall'istituto zurighese Sotomo,

BERNA - Se le elezioni federali si tenessero questo autunno a beneficiarne sarebbero Verdi, Verdi liberali e PLR, mentre perderebbero terreno rispetto ai risultati dell'ottobre 2015 PS, UDC, PPD e PBD. È quanto emerge dal barometro elettorale SRG SSR di metà legislatura, realizzato dall'istituto zurighese Sotomo e pubblicato oggi.

L'Unione democratica di centro (UDC) rimane di gran lunga il primo partito elvetico con il 28,7% delle intenzioni di voto, secondo il sondaggio, nonostante un calo di 0,7 punti percentuali. Il Partito socialista (PS) resta secondo con il 17,7%, ma risulta essere la formazione in maggiore regresso, con un calo di 1,1 punti. È ora tallonato da vicino dal Partito liberale radicale (PLR), che guadagna 0,7 punti e sale al 17.1%. Perde invece 0,7 punti il Partito popolare democratico (PPD), che scende al 10,9%.

Fra i partiti non di governo guadagnano un punto percentuale i Verdi, che salgono all'8,1%, mentre i Verdi liberali (PVL) salgono di 0,8 punti al 5,4%. In calo invece il Partito borghese democratico (PBD), che scende di 0,7 punti al 3,4%. Alla voce "Altri" il sondaggio registra un +0,6 punti all'8,6%.

"Sorprendente" stabilità - Il sondaggio è stato realizzato tra il 28 settembre e il 2 ottobre. Nel loro commento i realizzatori sottolineano la "sorprendente" esiguità delle variazioni rispetto ai risultati di due anni fa. La Svizzera, rilevano, è "un campione di stabilità" se paragonata ai paesi vicini, in cui si registrano notevoli variazioni nelle intenzioni di voto.

L'81% delle persone interrogate hanno indicato che voterebbero per lo stesso partito preferito alle ultime elezioni del Consiglio nazionale. La grande maggioranza degli elettori interpellati si sono dichiarati molto o piuttosto soddisfatti della scelta fatta nel 2015. Solo il 4% si sono detti "molto insoddisfatti" mentre un altro 11% ha espresso solo un leggero rincrescimento.

Evoluzione delle preoccupazioni - La maggior parte dei cambiamenti di partito emersa dal sondaggio è dovuta secondo i realizzatori al fatto che c'è stata una evoluzione delle preoccupazioni dal 2015 o che il partito scelto in precedenza non rappresenta più i valori che l'elettore vorrebbe rappresentati. Il PS perde essenzialmente voti a profitto dei Verdi e dei piccoli partiti di sinistra, innanzitutto perché questi "elettori volatili" considerano che le loro preoccupazioni siano cambiate.

Gli autori del sondaggio notano ancora che la nuova linea "borghese-sociale" del PPD ha fatto guadagnare tanti nuovi elettori quanti gliene ha fatto perdere. Questo partito - scrivono - "perde tuttavia un numero relativamente consistente di voti perché non affronta a sufficienza i problemi nuovi, che gli elettori interessati considerano decisivi".

I problemi più urgenti - Fra i problemi che preoccupano i cittadini, quello dell'immigrazione e dell'asilo arriva in testa (21%). Ha tuttavia perso importanza con la chiusura della rotta dei Balcani e la riduzione del numero di richiedenti asilo. I sondaggisti giudicano "davvero notevole" il fatto che nonostante questa evoluzione l'UDC sia riuscita a mantenere la sua quota elettorale a un livello abbastanza stabile.

Al secondo posto nella classifica delle preoccupazioni (20%) figura la politica sanitaria: "L'aumento (salato) dei premi di assicurazione malattia, annunciato poco prima della realizzazione di questa inchiesta, non ha mancato di avere ripercussioni considerevoli sui risultati". Seguono poi la sicurezza sociale (17%), ambiente energia e clima (13%), mentre il mercato del lavoro (disoccupazione, sicurezza dell'impiego, salari) figura al quinto posto con l'8%). La criminalità è solo ottava, con il 4% e l'integrazione europea nona, con il 2%.

Levrat e Rösti i presidenti più noti - Il barometro elettorale della SSR fa il punto anche sulla popolarità dei presidenti di partito. Quello del PS, Christian Levrat, che è anche quello in carica da più tempo, risulta essere il più noto agli elettori sondati: solo il 2% ha detto di non sapere chi sia e solo un altro 2% di non avere una opinione su di lui. Al secondo posto figura il presidente dell'UDC Albert Rösti, noto al 95% degli interpellati. Non molto distanti seguono Petra Gössi (PLR, nota al 93%) e Gerhard Pfister (PPD, 90%). Per contro, un quarto degli interpellati non conosceva Jürg Grossen, da agosto nuovo presidente dei Verdi liberali.

Il campione - Al sondaggio hanno preso parte in tutto 14'063 persone, per metà circa "reclutate" dall'istituto Sotomo e per metà "volontari" che hanno risposto al sondaggio visibile sui siti internet della SSR. Per la valutazione si è tenuto conto di 11'606 persone, dopo l'esclusione di questionari solo parzialmente compilati e doppioni. Il margine di errore è valutato a un +/- 2,2%.

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