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GINEVRA
10.11.2017 - 15:280

Caso Ramadan, vittime e sostenitori formano due comitati

L'islamologo svizzero è stato accusato di molestie sessuali da diverse sue ex allieve

GINEVRA - Comitati di sostegno sono in fase di allestimento in Svizzera in seguito alle accuse di abusi sessuali contro l'islamologo svizzero Tariq Ramadan: mentre un gruppo vuole difendere le ex allieve che a Ginevra sarebbero state vittime del loro professore, un collettivo appoggia il teologo.

«L'obiettivo è di dire a queste donne di non lasciarsi impressionare, che non sono sole», indica Anne Marie von Arx-Vernon, in seguito a un articolo della Tribune de Genève. La deputata PPD ha istituito con l'ex granconsigliera verde Fabienne Bugnon un comitato di sostegno, al quale hanno aderito finora un centinaio di persone.

Il comitato vuole mettersi a disposizione delle ex allieve che hanno testimoniato in modo anonimo sulla stampa contro Ramadan. La sua creazione è stata decisa in seguito alle dichiarazioni di Marc Bonnant, uno degli avvocati designati da Ramadan per difenderlo, che ha annunciato pubblicamente di voler «stanare le quattro accusatrici dalle dichiarazioni calunniose e diffamatorie».

«Non ne possiamo più di questo tipo di dichiarazioni», dice la Von Arx-Vernon, che si impegna da più di vent'anni a favore delle donne maltrattate. «Queste donne si ritroveranno nella situazione di doversi giustificare e saranno presentate come persone che vogliono distruggere un uomo».

In seguito alle denunce per violenza carnale rivolte a Ramadan in Francia, la Tribune de Genève ha pubblicato sabato scorso un lungo articolo dedicato a quattro ex allieve dello studioso, quando il professore insegnava francese e filosofia a Ginevra fra il 1984 e il 2004. Tre di esse hanno indicato di aver ceduto alla «dominazione psicologica» del loro docente, con il quale hanno intrattenuto relazioni sessuali a 15 anni una e a 18 anni le altre due.

Per la Lega dei musulmani della Svizzera, quella condotta contro Tariq Ramadan è una «campagna calunniosa». In un comunicato, l'organizzazione invita a costituire «un collettivo di donne e di uomini liberi per sostenere il professore confrontato al linciaggio mediatico». Questo linciaggio - rileva - è contrario sia alla presunzione di innocenza che ai principi fondamentali della deontologia giornalistica.

A favore del teologo si schiera anche Nadia Karmous, presidente dell'Associazione culturale delle donne musulmane in Svizzera. «Tariq Ramadan è una persona affidabile e premurosa», dichiara la donna - che ha collaborato con il 55enne - oggi ai giornali L'Impartial e L'Express.

Peraltro avvocata delle donne musulmane e direttrice del Museo delle civilizzazioni dell'Islam, la Karmous ritiene che le quattro ex allieve abbiano trasformato «la loro lettura dei fatti»: la complicità che avevano provato all'epoca nei riguardi di Ramadan è oggi interpretata come una molestia.

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