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ZURIGO
08.11.2017 - 10:220

«Nascondere la nazionalità dei criminali? Rischioso»

Critiche sulla nuova politica di informazione della polizia comunale zurighese: «Così si rafforzano modelli di pensiero razzisti»

ZURIGO - La nuova strategia di informazione della polizia comunale zurighese, che nei suoi comunicati non cita più la nazionalità di presunti autori di reati, rischia di avere un effetto boomerang: ne è convinto il noto criminologo e professore di diritto penale Martin Killias.

«A mio parere è da considerare molto problematico che in linea di principio la nazionalità non venga resa nota», afferma Killias in dichiarazioni riportate oggi dal Blick.

Secondo Richard Wolff, municipale della formazione di sinistra "Lista alternativa" e responsabile del dicastero sicurezza della città sulla Limmat, menzionare il passaporto "è discriminante, perché suggerisce che l'atto sia spiegabile con la nazionalità dell'autore", ha affermato ieri in conferenza stampa.

Ma Killias - studioso attivo per decenni in varie università svizzere e che è anche stato per due volte, nel 2001 e 2015, candidato socialista al Consiglio Nazionale - non è per niente d'accordo. «Secondo la stessa logica ci si potrebbe teoricamente chiedere: perché si cita il sesso di chi perpetra il reato? O l'età? Anche queste indicazioni mettono in cattiva luce un intero gruppo».

Wolff - un geografo 60enne in municipio dal 2013 - sostiene che la menzione della nazionalità di un indagato nasconde le cause reali degli atti criminali, come la povertà, il consumo di droga o il basso livello di istruzione. Ma secondo Killias questa argomentazione non tiene, perché tali informazioni non possono essere incluse in un comunicato di polizia, già solo per ragioni di protezione dei dati. «Se la polizia dovesse fornire indicazioni sul livello di istruzione o sul ceto sociale degli autori di reati le persone con formazione scolastica elementare o in condizioni di povertà verrebbero messe alla berlina».

Modelli di pensiero razzisti - La nuova politica della polizia zurighese rischia inoltre di rafforzare modelli di pensiero razzisti. «In tal modo sì che si aumenta la diffidenza della popolazione. Ad esempio se in un comunicato stampa della polizia si affermerà che un 'uomo' è stato sorpreso a spacciare droga sulla Langstrasse, molte persone semplicemente aggiungeranno la parte mancante». L'effetto può essere quindi controproducente, sostiene il 69enne.

Secondo Killias la polizia deve poter decidere sulla base della situazione concreta quali informazioni rendere pubbliche. Questo non vuol dire che occorra assolutamente rendere nota la nazionalità di tutti gli indagati: «sono a favore di una comunicazione sensata», conclude lo specialista.

Stando al Blick le forze dell'ordine della città di Zurigo sono il primo corpo di polizia in Svizzera che rinuncia a indicare la nazionalità degli indagati nei suoi comunicati. Tutti gli altri lo fanno: nei cantoni di San Gallo e di Soletta le autorità sono addirittura obbligate a farlo.

Commenti
 
limortaccituoi 1 settimana fa su tio
Ma il punto non è questo. Se ci si ferma a che nazionalità ha il criminale i "polli" crederanno che gli stranieri sono biologicamente criminali (e i commenti qui sotto lo confermano). Il punto è capire perché gli stranieri delinquono di più. Perché ce lo hanno nel DNA, oppure perché solitamente gli stranieri sono coloro che sono più svantaggiati socialmente ed economicamente?
pulp 1 settimana fa su tio
@limortaccituoi E' ragionevole pensare che la criminalità sia più presente nelle categorie sociali svantaggiate socialmente ed economicamente. Però questo lo direi in particolare per certi reati... I furti, le rapine, le risse. Diverso invece a mio avviso il discorso per gli stupri - e non ne faccio una questione "biologica" come tu sostieni, ma culturale. Eh si...perchè attendersi il rispetto delle donne, da persone che culturalmente le considerano meno del cane e alla pari di un servo di lontana memoria, é davvero un segno di assoluta miopia. Va quindi bene dare sostegno ai veri rifugiati politici, va invece meno bene accettare tutti gli immigrati economici, in particolare quando denotano sistematicamente di non adattarsi agli usi e costumi della nostra cultura. E visto che di solito viene rimproverato a chi scrive come me, di portare esempi, basta guardare alla Svezia - I rapporti della polizia sugli stupri sono implacabili.
limortaccituoi 1 settimana fa su tio
@pulp Ragionevole anche il tuo pensiero. Detto questo, il maggior numero di stupri o abusi sessuali non avvengono per strada, ma in casa, al lavoro...ma questi non vengono denunciati. Riguardo l'adattamento a usi e costumi purtroppo è utopico pensare che avvenga da oggi a domani. Ma questo avverrà. L'esempio sono gli italiani a zurigo, i portoghesi di losanna o gli ex jugoslavi che oggi sono cittadini modello.
pulp 1 settimana fa su tio
@limortaccituoi Il sottobosco degli stupri é probabilmente come dici tu, nascosto - magari fra le mura domestiche o comunque non denunciato. Ti citavo il caso della Svezia, in quanto l'aumento degli stupri (casi denunciati) é impressionante e l'origine degli stupratori non lascia dubbi su quale sia il motivo di questo enorme aumento. Detto questo, sono un po' più dubbioso sulla fattività dell'integrazione .... negli esempi che hai citato, pur trattandosi di "stranieri" (gli italiani, portoghesi ecc.) stiamo parlando in gran parte di gente che ha una cultura Cristiana e molto simile alla nostra. Nel caso dei migrant economici del nord-africa, la situazione a mio avviso é un po' diversa.... e dubito che in pochi anni si normalizzi tutto. Altra differenza sono le modalità di arrive nel nostro territorio (ma più in generale in Europa) Gli italiani o portoghesi sono venuti per LAVORARE.... non come richiedenti l'asilo.
limortaccituoi 1 settimana fa su tio
@pulp Credo che i richiedenti l'asilo, attraversando il deserto, il mare e l'europa a piedi, abbiano dimostrato coi fatti con quanta volontà hanno deciso di abbandonare il loro paese. E non penso che chi faccia questo percorso lo faccia in previsione di una vacanza premio...
pulp 1 settimana fa su tio
@limortaccituoi Qui secondo me ti sbagli, perchè se il loro obiettivo é quello di costruirsi una vita "normale", fatta di lavoro, famiglia ecc. ecc., la prima cosa da evitare é proprio quella di andare in contrasto con le leggi del paese ospitante con il rischio di finire in prigione o di essere rimandati a casa. Inoltre a questo proposito, la cosa migliore sarebbe proprio il contingentamento di questi sbarchi e di questa immigrazione. Così facendo si potrebbe garantire (ad un numero ovviamente ridotto rispetto all'attuale) delle condizioni "di partenza" che possano davvero permettere la vita "normale" di cui parlavo sopra. L'arrivo selvaggio crea anarchia, disagi sociali e con questo criminalità e altri problemi.
Tato50 1 settimana fa su tio
Una sinistroide, strano, riesce a mettere la museruola a centinaia di persone che lavorano in ques'ambito. Poi esce la notizia che gli stranieri a Zurigo sono 27'000 e il 57% di chi ha commesso un reato fa parte di questa cifra. Chissà il Blik quante segnalazioni anonime riceverà sulla nazionalità di uno che delinque (magari dietro ricompensa). Ci stiamo sempre più allontanando dalla democrazia e alla mercè di pochi "eletti". Alla faccia di chi, sotto dittatura, vuol prendere come modello la Svizzera che piano piano si avvicina sempre di più a quei paesi. Adesso manca solo, come avviene in America, che i permessi indeterminati vengano vinti alla lotteria (come quello in possesso del tipo che circolava sulla ciclopista a New York) ;_((((
shooter01 1 settimana fa su tio
Figurati considerando chi è che ha distribuito passaporti cone se fossero salamini è chiaro che vuole nascondere sotto il tappeto il risultato di tanta scriteriatezza. Poi, in questo modo risulta più facile parlare di "svizzeri violenti" quando hanno bisogno di argomenti per penalizzare i possessori di armi
tazmaniac 1 settimana fa su tio
Ovvio, così possono permettere ai soliti beceri di continuare imperterriti a dare del razzista e del nazista a destra e a manca. Non la nascondessero (guarda un po' che strano), si vedrebbe che chi è tacciato di razzismo e nazismo ha ragione il 90 per cento delle volte.
tazmaniac 1 settimana fa su tio
Ovvio che venga fatto. Se la nascondi, permetti ai soliti beceri di dare del fascista e del nazista a destra e a manca. Se non la nascondi, scopri che (guarda un po' che strano), chi viene tacciato di fascismo e razzismo, il 90% delle volte ha ragione... mah.
tazmaniac 1 settimana fa su tio
@tazmaniac del resto, lo fanno già sistematicamente, quando scrivono un residente, uno svizzero, quando poi salta immancabilmente fuori che svizzero vero proprio non è. Inutile negare l'evidenza. Che ci siano anche svizzeri è innegabile, come innegabile è però che le percentuali sono nettamente a "favore" degli stranieri. Chi nega questo, mente sapendo di mentire, ma non è niente di nuovo, abbiamo visto benissimo come una frangia politica contribuisca ad incrementare le entrate illegali...
limortaccituoi 1 settimana fa su tio
@tazmaniac A chi vuoi darla a bere? Lo sanno tutti che sei un razzista (più o meno consapevolmente)
tazmaniac 1 settimana fa su tio
@limortaccituoi io parlo da straniero residente, integrato, grato e obbiettivo, cosa che per te è quelli come te è esercizio difficile se non impossibile, quindi evita di fare le solite figure da pezzente. comprendo che sia difficile, per te, ma almeno provaci, solo così si può migliorare. ;o)
Monello 1 settimana fa su tio
Danny la beffa sta nel fatto che le autorità da noi votate accettino Simili proposte ....da eliminare subito !
GI 1 settimana fa su tio
come se la nazionalità fosse "una razza".....ma par piesé !
Mat78 1 settimana fa su tio
Non commenti nulla Spiaggiato? ;-)
Danny50 1 settimana fa su tio
Abbiamo veramente toccato il fondo. Paura che si capisca anche da parte dei paracarri che ci siamo fatti invadere da una quantità stratosferica di criminali, delinquenti e feccia varia che vogliamo siano considerati come svizzeri ?
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