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BERNA
14.09.2017 - 09:330

Recuperato il corpo del pilota del PC-7

Le operazioni erano state ritardate a causa delle condizioni climatiche. È il quarto incidente mortale in un anno per le Forze Aeree. La politica: «Un problema di sicurezza?»

BERNA - Il corpo del pilota militare, rimasto ucciso martedì mattina nello schianto del suo PC-7 sul Schreckhorn - la montagna sopra Grindelwald -, è stato recuperato nella serata di ieri. In precedenza le difficili condizioni ambientali - con la presenza di nebbia e neve - avevano impedito di agire immediatamente. Il recupero del cadavere è stato comunicato questa mattina dall’esercito. La portavoce delle forza armate Delphine Allemand ha pure precisato che non verranno rilasciate ulteriori informazioni su questa vicenda.

Il monomotore d'addestramento era partito martedì alle 8.30 dall'aerodromo di Payerne (VD) alla volta di Locarno, dove era atteso per le 09.30. L'apparecchio non è mai arrivato: i rottami sono stati localizzati nel pomeriggio dello stesso giorno in alta montagna. La giustizia militare si sta occupando della vicenda.

Un problema di sicurezza? - Concluso il recupero, la questione rimane però aperta: le Forze Aeree Svizzere hanno un problema di sicurezza? È la politica a porsi la domanda, a fronte dei 4 incidenti mortali che hanno segnato l’aeronautica militare in poco più di un anno. Una catena di eventi, considerati gli altri 5 incidenti - a volte con esito fatale - avvenuti dopo il 2011, che ha spinto diverse voci di partito a chiedere all’aviazione di rivedere il proprio concetto di “air force”.

La frequenza degli incidenti «non sarebbe una coincidenza» secondo la Consigliera nazionale Priska Seiler Graf, che invita l’esercito ad andare a fondo della questione al più presto. «I piloti dovrebbero accumulare più ore di volo», un fattore chiave per ridurre il numero di incidenti secondo la deputata socialista, che sottolinea inoltre l’importanza della forma fisica così da evitare che i piloti «si stanchino eccessivamente» durante il volo. Posizione in parte condivisa anche dal Consigliere nazionale UDC Adrian Amstuzt che sostiene come «i piloti abbiano poche opportunità per sviluppare intuizione ed automatismo», denunciando inoltre l’eccesso di burocrazia che “strangola” l’attività delle forze aeree.

«Per essere in grado di reagire alle situazioni di emergenza occorre esperienza, e questa non si acquisisce in ufficio» ha affermato Walter Müller, deputato liberale radicale al Consiglio nazionale, sottolineando la necessità «urgente» da parte dell’esercito di «esaminare le disposizioni di sicurezza delle Forze Aeree a tutti i livelli».

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