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ARGOVIA
23.08.2017 - 17:360

Rischia undici anni il sadico sessuale. «Non chiedo scusa a nessuno»

L'uomo è accusato di avere drogato e stuprato sette donne: «Ho fatto quello che fanno migliaia di uomini ogni giorno. Ma invece di 100 franchi ne ho dato loro fino a 2500»

BRUGG (AG) - La pubblica accusa ha chiesto oggi una condanna a 11 anni di carcere per un 63enne del canton Argovia, accusato di aver somministrato tranquillanti a sette donne e di aver filmato gli abusi sessuali e le pratiche sadomaso commesse su di loro.

Davanti al Tribunale distrettuale di Brugg (AG) - che annuncerà la sentenza lunedì prossimo - la procuratrice pubblica ha chiesto di condannare l'uomo per ripetuta coazione sessuale, violenza carnale, lesioni semplici, tentate lesioni gravi e pornografia.

La difesa - Il difensore si è battuto per una riduzione della pena a 18 mesi per ripetute infrazioni alla legge sugli stupefacenti e altri reati minori. Dalle riprese video realizzate dallo stesso imputato non sarebbero riconoscibili scene in cui la vita delle donne era in pericolo. In alcuni casi sembrano anzi partecipare attivamente, ha detto l'avvocato.

I fatti giudicati dal tribunale di Brugg sono avvenuti fra il novembre 2010 e il dicembre 2013. Stando all'atto d'accusa, per sedare le sue vittime - quasi tutte donne di colore contattate su internet - l'uomo ha utilizzato "gocce dello stupratore" e in molti casi del Rohypnol, anche in dosi che «avrebbero potuto mettere in pericolo la vita» delle donne.

Dalla canapa al sadismo - Gli inquirenti si erano messi sulle sue tracce nell'ambito di indagini su una piantagione indoor gestita dall'accusato nel distretto di Brugg, dove a causa di un difetto all'impianto di irrigazione c'era stata una fuga d'acqua. Durante le perquisizioni nella sua abitazione, la polizia ha sequestrato una grande quantità di materiale video, compresi i filmati delle sevizie commesse sulle sette donne.

Il 63enne ha confessato di aver filmato gli atti sessuali con le donne, ma sostiene che queste erano consenzienti e conoscevano le sostanze che assumevano. L'accusato si trova in carcere dal giugno 2015, in condizioni di esecuzione anticipata della pena.

Nessuna scusa - «Ho deciso che non devo chiedere scusa a nessuno», ha dichiarato l'imputato nella presa di posizione fatta al termine del dibattimento. Il 63enne sostiene di avere fatto ciò che migliaia di uomini fanno ogni giorno in Svizzera.

Con la differenza che invece di pagare 100 franchi a una prostituta, «ho dato loro fino a 2500 franchi». «Conosco gli effetti del Rohypnol a memoria e so come farne uso», ha aggiunto l'imputato.

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Ultimo aggiornamento: 2018-01-17 11:59:24 | 91.208.130.86