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BERNA
26.12.2017 - 16:510

Le iniziative popolari hanno di nuovo il vento in poppa

Nel 2017 a livello nazionale sono stati lanciati dieci testi, quattro in più rispetto al 2015 e al 2016

BERNA - Dopo due anni piuttosto magri, il diritto all'iniziativa popolare è tornato ad essere più sollecitato. Nel 2017 a livello nazionale sono stati lanciati dieci testi, quattro in più rispetto al 2015 e al 2016.

Nonostante l'aumento, si rimane lontani dall'ondata di iniziative registrate tra il 2009 e il 2014. In quegli anni ne sono state lanciate in media 13 all'anno. Il record di 23 risale al 2011. Da allora l'uso di tale diritto popolare è tornato ad un livello più moderato.

A due dalle prossime elezioni del Consiglio nazionale, i principali partiti si stanno trattenendo nel lancio di nuove iniziative. Solo l'UDC si è presentata, con il testo denominato "Limite alle frontiere", ma la raccolta delle firme partirà solo a gennaio.

Punto focale la sanità - PPD e PS a loro volta stanno prendendo in considerazione iniziative per limitare l'esplosione dei premi delle casse malattia. Nulla è però stato deciso. Che il tema è caldo lo dimostrano due iniziative lanciate in ottobre. La prima è denominata "Assicurazione malattia. Per la libertà organizzativa cantonale": un comitato di cui fa parte il consigliere di Stato Pierre-Yves Maillard (PS/VD) intende lasciare ai cantoni la libertà di creare o meno un'istituzione incaricata di compensare l'insieme dei costi sostenuti dall'assicurazione sanitaria obbligatoria. Praticamente gli stessi ambienti hanno indetto l'iniziativa "Per un Parlamento indipendente dalle casse malattia". La raccolta firme per entrambi i testi è iniziata in ottobre.

La sanità è anche al centro del testo dell'iniziativa "Per cure infermieristiche forti (Iniziativa sulle cure infermieristiche)", che intende valorizzare la professione infermieristica per combattere la mancanza di personale. Lanciata in gennaio è formalmente riuscita in novembre. Inoltre, in ottobre è stata lanciata anche quella per "Favorire la donazione di organi e salvare vite umane".

Protezione ambientale, nucleare, armamenti - Altri testi stanno attualmente circolando per le strade Svizzere allo scopo di raccogliere firme: vi è quello che intende tagliere le sovvenzioni agli agricoltori che ricorrono ai pesticidi o agli antibiotici, quello per l'uscita dal nucleare entro il 2029 e uno per vietare gli esperimenti sugli animali.

Il Gruppo per una svizzera senza esercito (GSsE) e i giovani Verdi intendono vietare alla Banca nazionale svizzera (BNS) e alle casse pensione il finanziamento dell'armamento. La Gioventù socialista dal canto suo vuole tassare i più ricchi con l'"iniziativa 99%".

Infine, nel dibattito sull'immigrazione si è intromesso lo scorso giugno anche il segretario dell'UDC lucernese Richard Koller che ha lanciato l'iniziativa "Priorità ai lavoratori indigeni".

In tutto, sono cinque le iniziative depositate - corredate di firme - quest'anno alla Cancelleria federale, due in meno rispetto al 2016. Tra queste figura quella del Comitato di Egerkingen per vietare il burqa a livello svizzero. Il Consiglio federale ha già proposto un controprogetto.

Vi sono inoltre l'iniziativa popolare di PS, Verdi, PBD, PEV, Partito pirata e di Transparency International Suisse "Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza)", quella per un congedo paternità di quattro settimane e quella contro l'isola Svizzera dei prezzi elevati.

Troppe poche firme - Alcuni comitati hanno fallito la raccolta firme. Si tratta ad esempio dell'iniziativa contro gli eccessi di Via sicura. Altre sono state ritirate, come quella sull'immigrazione di massa RASA per abrogare il risultato della votazione federale del 9 febbraio 2014, quella della riparazione a favore dei bambini che hanno subito collocamenti coatti e quella sulla sicurezza alimentare. Per le ultime due è stato elaborato un controprogetto dal parlamento.

Nel 2017, il popolo non ha votato su nessuna iniziativa popolare. In compenso, 14 testi sono attualmente all'esame di Consiglio federale e parlamento, uno in più rispetto al 2016. L'unico che è pronto per la votazione è "No Billag", su cui il popolo sarà chiamato a pronunciarsi il prossimo 4 marzo.

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