SVIZZERA / SPAGNA
06.11.2017 - 18:010

Rapì e sgozzò il suo bambino malato: svizzera condannata a 11 anni in Spagna

Il piccolo, affetto da idrocefalia, aveva 10 mesi quando la madre era fuggita portandolo con sé

ELCHE - La sua fuga era durata poco meno di un mese. K.K.*, di Bülach, aveva rapito il figlio di 10 mesi dalla clinica zurighese in cui il piccolo era in cura per l’idrocefalia ed era scappata alla volta della Spagna portandolo con sé. Tutto sembrava finito quando l’allora 40enne era stata fermata dalla Guardia Civil in un centro commerciale di Torrevieja. Approfittando di un momento da sola con il piccolo, però, la donna l’aveva ucciso e aveva tentato a sua volta di togliersi la vita. Ora un tribunale spagnolo l’ha condannata a 11 anni di reclusione.

La sentenza è arrivata a poche ore dall’inizio del processo che si teneva lunedì a Elche, nei pressi di Alicante. Come riporta La Vanguardia, K.K. ha ammesso i fatti e accettato la condanna. Inizialmente, il pubblico ministero chiedeva per lei 17 anni di carcere per assassinio aggravato dal legame di parentela. Il disturbo della personalità che le è stato riconosciuto ha contribuito a mitigare la pena.

Era la vigilia di Natale del 2013 quando la donna ha rapito Dylan dalla struttura di Zurigo in cui era ricoverato. Convinta che la sua idrocefalia fosse causata da un trattamento medico che le era stato prescritto quando era già incinta, K.K. voleva strappare il piccolo ai medici per affidarsi alla medicina alternativa, ha spiegato. Le autorità di tutela dei minori del Canton Zurigo le avevano già tolto la potestà per quanto riguarda le scelte riguardanti i trattamenti sanitari.

Dopo la sua fuga in auto era stato spiccato un mandato di cattura internazionale e la donna era stata infine arrestata in un centro commerciale di Torrevieja, a sud di Alicante, il 22 gennaio successivo. Qui, nell’ospedale in cui il suo bambino era stato ricoverato, K.K. era riuscita a rimanere da sola con lui con il pretesto di fargli il bagnetto e, dopo averlo spogliato, l’aveva sgozzato, uccidendolo. Aveva tentato di fare lo stesso con sé stessa, ma era riuscita solamente a ferirsi in maniera grave.

Non vedeva «altra via d’uscita», ha spiegato durante il processo lo psichiatra che l’ha visitata. La donna temeva infatti che i medici spagnoli volessero «fare esperimenti» sul suo bambino. Riguardo a quanto avvenuto in quella stanza d’ospedale ha detto però di non avere ricordi precisi.

Secondo l’avvocato di K.K., la donna potrebbe scontare parte della pena in Svizzera.  

*Nome noto alla redazione.

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-18 03:52:42 | 91.208.130.87