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29.08.2017 - 10:460

Fattori esogeni continuano a innervosire i mercati

EFG Asset Management

 

Settimana scorsa il Presidente Trump ha continuato a influenzare le borse. Martedì è stata la giornata migliore per i principali listini statunitensi grazie al diffondersi di indiscrezioni sulla riforma fiscale: la Casa Bianca e i Repubblicani che siedono al Congresso si sono impegnati a ridurre le aliquote societarie e rivoluzionare il fisco americano prima della fine dell'anno con una strategia completamente incardinata sul GOP: grazie a una particolare procedura parlamentare basterà una maggioranza semplice per approvare i disegni di legge al Senato.

I primi accenni di rialzo sono però rapidamente scomparsi dopo che Trump ha scosso i mercati mondiali parlando di una possibile serrata (shutdown) del governo federale. Il Presidente ha addossato ai due più potenti esponenti repubblicani al Congresso la responsabilità dell’imminente crisi sul tetto del debito pubblico, il quale deve essere innalzato in autunno per evitare il default. Due importanti sfide attendono i legislatori al rientro dalla pausa estiva, fissato per il 5 settembre: approvare la legge di bilancio per evitare la serrata del governo e rivedere al rialzo il limite del debito pubblico, attualmente fissato a 19.800 miliardi di dollari. Il Congressional Budget Office stima che il Tesoro statunitense finirà le risorse verso ottobre, mentre il responsabile del dicastero in questione, Steven Mnuchin, ha informato che il governo non sarà più in grado di pagare i propri conti a partire dal 29 settembre.

L'azionario europeo ha registrato un paio di sessioni negative in seguito agli attacchi terroristici a Barcellona, ma il sentiment è poi cambiato verso la fine della settimana: tutti gli indici eccetto quello spagnolo hanno chiuso in positivo. Nel Regno Unito il Ministro della Giustizia Dominic Raab, nel tentativo di imprimere un’accelerazione ai negoziati sulla Brexit, ha ammesso che i britannici saranno ancora soggetti in una certa misura alle normative comunitarie anche dopo l’uscita dall’UE. Nonostante Theresa May abbia dichiarato che la Gran Bretagna “riprenderà il controllo delle proprie leggi”, nel position paper pubblicato mercoledì dall'esecutivo sono delineati i piani per aggirare la “giurisdizione diretta” della Corte di Giustizia Europea. Nel documento si legge che Londra dovrebbe poter contribuire alla stesura delle norme UE perché queste continueranno a valere nei confronti delle società britanniche che intrattengono rapporti commerciali con i Paesi dell’Unione. Il governo britannico si appresta a recepire i regolamenti comunitari sulla protezione dei dati nel proprio ordinamento, il che gli consentirà di chiedere alla Commissione UE di giudicarlo “adeguato”. In tal modo le aziende britanniche potranno continuare a scambiare informazioni con le proprie controparti continentali come avviene oggi.

I mercati in Asia hanno risentito del Tifone Hato, che si è abbattuto sulla Cina meridionale danneggiando le sedi di diverse società e determinando, inoltre, una sospensione degli scambi a Hong Kong per qualche ora. La borsa si è poi ripresa e tutti i principali indici azionari hanno chiuso la settimana in rialzo.

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Ultimo aggiornamento: 2017-12-16 04:29:06 | 91.208.130.87