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27.03.2017 - 17:220

Borsa e motori: un excursus nelle small caps

Equity & Fund Analysis BSI

 

Si è appena conclusa la 87ma edizione del Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra, una opportunità per gli addetti del settore automobilistico mondiale per osservare, oltre alle immancabili novità, anche il rilevante contributo al settore offerto dall’industria svizzera, seppure limitato alla componentistica e alcune parti dei processi di produzione.

Nel suo discorso inaugurale, il Consigliere Federale Schneider-Amman ha sottolineato l’importanza del settore automobilistico per l’economia Svizzera, che fornisce ai costruttori di tutto il mondo prodotti contraddistinti da affidabilità, qualità e soluzioni ingegneristiche innovative, che sono anche i punti di forza generalmente riconosciuti alla piccola e media industria elvetica.

Le attuali tendenze del settore automobilistico, sempre più goloso di elettronica e di nuove tecnologie di riduzione di peso, sono in sintonia con le tradizionali specialità delle società elvetiche, che contribuiscono fattivamente all’incremento esponenziale dei contenuti di elettronica per auto prodotta, e in un futuro non molto lontano potrebbero svolgere un ruolo preponderante anche allo sviluppo dei veicoli ibridi ed elettrici la cui proporzione del parco veicoli circolanti è in costante aumento.

Tra i titoli svizzeri che maggiormente beneficiano del settore automobilistico evidenziamo Autoneum, l’unica società esclusivamente dedicata a questo settore, all’avanguardia nelle tecnologie di isolamento fonico, EMS-Chemie specializzata nella preparazione di leghe metalliche più leggere e resistenti, Feintool con delle componenti per il cambio e altre parti del motore che aumentano le prestazioni riducendo il peso del veicolo e Georg Fischer con parti di meccanica di alta precisione. A queste società si potrebbero aggiungere anche AMS, specializzata nei sensori a basso consumo energetico, che pur essendo quotata in Svizzera è domiciliata in Austria oppure TE Connectivity, con base fiscale a Sciaffusa ma quotata sul NASDAQ e con produzione in 95 centri dislocati all’estero.

In generale, queste società hanno realizzato un percorso borsistico molto positivo, e ciò che più conta, giustificato pressoché esclusivamente dagli utili senza dunque il sostegno di un rigonfiamento arbitrario della valutazione prospettica. Il salto di qualità è generalmente avvenuto a partire dal 2013, punto nel quale anche il rapporto relativo tra l’SPI e l’SMI ha iniziato a divaricarsi sensibilmente.

La dinamica favorevole alle piccole e medie imprese non può ovviamente essere ascritta unicamente a questo settore, tuttavia il ruolo trainante del para-automobilistico è evidenziato anche da un’analisi dall’opposto punto di vista. Alcune società hanno infatti deciso di disinvestire dal settore, come ad esempio Forbo o Sulzer: il loro rapporto con l’indice dal 2013 in poi è stato sfavorevole: vari altri motivi possono essere addotti per spiegare tale dinamica, ma anche nel volubile mondo della borsa non tutto è casuale.

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-19 20:52:09 | 91.208.130.86