ATTUALITÀ SETTIMANALE
27.02.2017 - 17:360

Dopo due anni di assenza torna l'inflazione

Equity & Fund Analysis BSI

 

Il più recente rilevamento mensile del CPI elvetico a fine gennaio ha finalmente tralasciato il segno negativo dopo oltre due anni di apnea e di rimedi draconiani, seppure inevitabili, come il regime di tassi d’interessi negativi perseguito dalla BNS.
Volendo analizzare un indicatore più agile con riferimento giornaliero, il decennale della Confederazione ha solamente sfiorato la soglia della positività verso la fine di gennaio ed è momentaneamente in oscillazione laterale, faticando però ad assumere una direzionalità risoluta sul breve periodo. Durante febbraio, anzi, ha solamente perso terreno e si trova a dover confermare la lateralità essendo ormai all’estremo inferiore della fascia d’oscillazione.

La lettura di questa dinamica è legata da una parte alla spinta positiva delle principali variabili congiunturali, che vedono il ciclo economico in rafforzamento e raccolgono lentamente i frutti delle politiche di sostegno di governo e banca centrale, ma subiscono il peso crescente delle incognite geopolitiche legate alle imminenti elezioni in paesi rilevanti per l’UE nonché la crescente incertezza legata alle tempistiche della Casa Bianca sulle principali riforme economiche e fiscali che il mercato ha scontato nelle proprie previsioni, forse troppo frettolosamente.
Considerato come questi due nodi principali non potranno sciogliersi se non tra qualche mese, l’immediato futuro per la dinamica dell’inflazione tende ad osservare attentamente le mosse della Fed, che dovrebbe dapprima modificare la retorica ed in seguito dare atto a ulteriori rialzi dei tassi. Da qui, a cascata, il delicato equilibrio del cambio CHF/USD, fondamentale per l’SMI e per lo sviluppo degli EPS che ha recentemente spinto l’indice oltre gli 8'500 punti.

Le mutate impressioni del mercato su questa variabile hanno marcato negativamente durante la scorsa settimana la performance borsistica del settore finanziario, indistintamente bancario e assicurativo, che dopo la tiepida accoglienza riservata ai consuntivi annuali hanno vissuto una settimana difficile. Grazie al buon momento di Novartis, Roche e Nestlé l’indice non si è significativamente scollato dalle zone alte dei massimi YOY, ma ulteriori esitazioni del USD potrebbero modificare questo scenario.
Ecco quindi cha la pubblicazione prevista per l’8.03 del prossimo rilevamento del dato sull’inflazione riveste particolare importanza per l’andamento della borsa svizzera, ricevendo altrettanta attenzione che gli ultimi risultati trimestrale e annuali ancora attesi.
Sarà fondamentale per capire se l’inflazione, dopo due lunghi anni di attesa, è finalmente tornata per rimanere, oppure se, come nel precedente biennio 2012-2014 di permanenza sottozero, farà brevemente capolino per poi ritornare in territorio negativo. Dopo 5 anni difficili, con pochi estemporanei sprazzi di ottimismo, il più recente rilevamento è stato il più alto dall’ottobre 2011: la borsa si augura una conferma e lo stabilirsi di un ciclo virtuoso.

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-23 10:25:32 | 91.208.130.86