ATTUALITÀ SETTIMANALE
20.02.2017 - 15:130

Nuovi paradigmi per una crescita sostenibile

Equity & Fund Analysis BSI

 

Alcune delle maggiori industrie elvetiche, reputate per la loro stabilità e immobilismo strategico, stanno cambiando pelle. Questa riflessione prende spunto da tre recenti presentazioni dei risultati annuali, tra le più attese e scrutiniate di questa stagione.

Nestlé si presentava per la prima volta con il nuovo CEO, che nel suo primo mese non ha potuto che constatare la vetustà del cosiddetto “Nestlé model” consistente in una previsione di crescita organica in CHF tra il 5% e il 6%, un’ambizione che da tempo non è più rispettata e che induce il mercato a commentare con delusione i vari risultati annuali e trimestrali che ormai avvicinano a fatica il 3%. La nuova forchetta di riferimento è quindi stata ridimensionata a 2%-4%, con un consensus attualmente situato nella parte alta e quindi con una maggiore probabilità di produrre un risultato gradito alla borsa. La ricetta che dovrà riportare Nestlé verso una crescita organica nuovamente attrattiva passa dall’ottimizzazione dei costi e una re-focalizzazione sulle attività primarie.

Credit Suisse è un’altra società di riferimento per l’SMI, dove il CEO ha però già portato a termine il suo primo esercizio completo al timone. Il percorso borsistico di Credit Suisse sotto la guida di Thiam è stato inizialmente irto di ostacoli, essendo necessario un lasso di tempo relativamente lungo per l’implementazione di alcuni punti essenziali della strategia di risanamento, primo fra tutto un importante programma di riduzione dei costi e degli effettivi. Nei mesi recenti, altri punti cruciali della nuova strategia sono stati presentati al pubblico, in particolare l’intenzione di creare, separare e quotare in borsa una nuova entità svizzera. Alla luce degli ultimi risultati, la nuova strategia ha incontrato i favori del pubblico rafforzando il titolo in borsa malgrado un nuovo consuntivo annuale deficitario, questa volta tributario di eventi puntuali, definiti come sacrifici inevitabili per il risanamento dell’istituto. Assorbite queste perdite, il capitale è ora ritenuto talmente solido da mettere in secondo piano la necessità di una rapida quotazione della nuova banca svizzera. Gli investitori hanno quindi finalmente concesso la necessaria fiducia alla nuova conduzione per ricostruire su solide basi il futuro, e l’andamento positivo del settore a livello mondiale lascia ben presagire per un’industria chiave dell’economia elvetica.

Zurich Insurance Group, infine, sotto la guida del nuovo timoniere Mario Greco da ormai quasi un anno, si è mossa secondo le stesse coordinate, ossia un importante taglio dei costi per migliorare i margini, ormai sotto pressione a livello internazionale, e con la ferma intenzione di rassicurare gli investitori con una generosa politica di distribuzione.  

Riconosciamo in questi tre esempi una nuova dialettica e un segnale di rinnovamento ai vertici per alcuni settori chiave dell’economia elvetica. Il denominatore comune è un incisivo intervento sui costi e l’accento sulla regolarità della crescita organica, concetti storicamente importanti che vengono quindi ribaditi anche dalla nuova generazione dirigenziale.

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