ATTUALITÀ SETTIMANALE
29.11.2016 - 10:190

L'incertezza delle certezze

Equity & Fund Analysis BSI

 

Non è stato necessario attendere il referendum in Italia per alimentare il mercato svizzero con nuovi spunti d’incertezza. Ogni nuova comunicazione dell’amministrazione Trump sulla composizione della futura compagine governativa racchiude messaggi e innuendo sulla linea politica che sarà perseguita dal nuovo presidente, con implicite ripercussioni sull’umore degli investitori e sui flussi di capitali, nel vortice di importanti rotazioni settoriali.
La nomina che avrà il maggiore impatto sulla borsa svizzera è quella relativa al consigliere sulla politica sanitaria, dove la tempistica dell’eventuale abbandono dell’Obamacare e l’entità dell’ormai probabile diga protezionistica, tracceranno una linea di grande rilevanza per Roche e Novartis, ossia sul 40% dell’SMI, titoli che nella scorsa settimana sono stati inviati all’esame di riparazione. Il farmaceutico era stato infatti il settore elvetico più performante immediatamente dopo l’elezione, avendo scongiurato lo spauracchio Clinton ma gli eventi della settimana hanno rimesso tutto il settore sulla precedente tendenza negativa.
La certezza di un settore difensivo e di ottimo rendimento (DY) è stata quindi disattesa proprio nella fase di mercato più delicata, con il resto del listino che ha effettuato una rotazione lasciando a margine proprio quello che ne avrebbe invece dovuto beneficiare.
Tra i vari motivi, ipotizziamo che un peso rilevante sia dato dal fatto che Roche avrebbe teoricamente potuto trarre profitto dalla bocciatura inflitta della FDA a Eli Lilly per un farmaco contro l’Alzheimer, avendo uno studio in fase avanzata per un trattamento della stessa diagnosi e ora ritrovatasi con un temibile concorrente in meno. Neppure l’avanzata del USD, nel quale il farmaceutico elvetico fattura per circa 1/3 della cifra d’affari, ha saputo sostanziare il rimbalzo. Il settore si è quindi difeso solamente venerdì sulla notizia di un interessamento di J&J su Actelion, un rimbalzo che temiamo possa essere effimero e che non lo toglie dalle acque limacciose di supporti tecnici importanti.
Un altro settore che ha dato buon sostegno all’SMI nell’ultimo trimestre è il finanziario, sospinto dalla certezza ora anche probabilistica di un aumento dei tassi da parte della Fed. Scontato l’aumento nei prezzi attuali, occorre ora visibilità su eventuali ulteriori rialzi negli US, benèfici per le banche elvetiche, e su un concreto riorientamento della politica monetaria. Anche qui, l’indizio principale giungerà da una decisione di Trump e dovrebbe permettere di approssimare se e con quale tempistica la Svizzera riuscirà ad uscire dal pernicioso regime dei tassi negativi.
Concludiamo con un’altra certezza ormai decaduta, il settore orologiero, in costante declino da oltre 5 anni. Dopo essersi ripreso in modo promettente dalla crisi finanziaria del 2008 non ha fatto altro che declinare, e la statistica delle vendite di orologi dello scorso mese è stata la peggiore da allora. Non sono purtroppo rimasti molti settori o titoli che in questo momento hanno la forza di tenere a galla l’SMI, che in settimana ha evitato di poco una escursione sotto i 7700 punti, ma che non è attualmente al riparo da brutte sorprese.

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