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10.10.2016 - 15:460

Mercato Azionario Svizzera: titoli caldi con i tassi sotto zero

Equity & Fund Analysis BSI

 

La Banca Nazionale Svizzera non è esente dal conundrum delle maggiori banche centrali. I dati congiunturali per l’elaborazione delle previsioni e dunque le decisioni di politica monetaria Svizzera, non sono entusiasmanti, ciò non ostante, il CHF assume frequentemente il ruolo di moneta rifugio e come tale è costantemente sotto pressione verso un indesiderato rafforzamento.
Pur consapevoli che una politica di tassi sotto zero porti a lungo andare ad un raffreddamento del clima economico, la linea attualmente perseguita dalla BNS è l’unica adottabile per mantenere per quanto possibile una stabilità di compromesso per il tessuto economico interno elvetico.
Tradotto in dinamica borsistica, un CHF che si rafforza a causa di movimentazioni valutarie (e quindi non per merito di efficienza o produttività) penalizza chi ha un fatturato proporzionalmente più elevato in moneta estera, quindi le società dell’SMI che in aggregato fatturano in uguali proporzioni tra CHF, USD ed EUR. In termini relativi, un beneficio maggiore viene quindi conseguito dalle società più piccole dell’SPI.
Da qualche mese, questo equilibrio è rimesso in discussione dal paventato – ma finora rimasto solo nelle intenzioni – aumento dei tassi negli US, con conseguente spostamento sul USD dell’accento come moneta rifugio. Con l’aumento delle probabilità del materializzarsi di questo nuovo scenario, vi sono alcuni titoli dell’SMI che potrebbero trarne un vantaggio comparativo, tra cui segnaliamo i farmaceutici (Novartis e Roche, ma anche e soprattutto Actelion), e i finanziari. Tra questi, manteniamo una certa riserva a breve verso gli assicurativi, in attesa di conoscere con maggiori dettagli le conseguenze dell’uragano Matthew, mentre siamo più possibilisti con i bancari, che hanno scontato un 3T16 carico di negatività, multe e allarmi esogeni (Deutsche Bank e Wells Fargo in particolare), ma che potrebbero chiudere il 2016 con qualche notizia positiva. Pensiamo in particolare alla nascita dell’entità svizzera del Credit Suisse, che sarà portata in borsa nel 2017: una pietra miliare nella nuova strategia dell’istituto e un elemento cardine della tesi d’investimento. I due principali titoli bancari hanno terminato la settimana in cima all’SMI, recuperando la timida traiettoria ascendente iniziata dopo la poco gloriosa pubblicazione dei 2T16: sarà quindi importante la verifica della imminente pubblicazione del 3T16, a fine ottobre, per determinare se il rimbalzo estivo ha la consistenza per diventare una reale tendenza nel prossimo anno.
Visto il perdurare dei tassi sotto zero, un gelo che ha intaccato oltre che le emissioni pubbliche anche quelle del settore privato (Sonova), è intuibile come l’esito delle imminenti pubblicazioni trimestrali sarà scrutato minuziosamente, alla ricerca delle indicazioni necessarie a capire se il consuntivo annuale sarà foriero a primavera di buoni dividendi, un’informazione che alcune guidances sapranno già anticipare e che a maggior ragione sarà un catalizzatore della borsa svizzera nei prossimi mesi.

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