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L'OSPITE
13.12.2017 - 22:550

Lorenzo Quadri: ieri con gli indiani, oggi coi cowboy

Gioventù Comunista

C'era una volta un movimento politico che intendeva battersi contro l'invasione straniera, e che sventolava a tale fine il caso degli indiani d'America: se non reagiremo «finiremo anche noi in una riserva». Questo movimento si proponeva anche di restituire il potere ai popoli, strappandolo dalle mani delle prepotenti élite. In realtà questo movimento coltivava ben altro scopo, ovvero farsi esso stesso élite, prendendo così il posto dei prepotenti di prima.

Sarà per questo motivo che ora anche le riserve in cui chiudere gli “indiani” non dispiacciono più di quel tanto ai leghisti. Lorenzo Quadri ha infatti inoltrato al Consiglio Federale la proposta di ritirare l'adesione della Svizzera dall'UNESCO. Il motivo? L'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura sarebbe «troppo filo-palestinese e anti-israeliana», e arrecherebbe torti al regime di Tel Aviv [talmente vessato da essere l'unico paese al mondo a cui è concesso di violare sistematicamente decine di risoluzioni ONU nella più totale impunità!]

I palestinesi, invece, che in una riserva ci vivono davvero, non sono degni della solidarietà di Lorenzo Quadri. In Via Monte Boglia sono ormai passati dalla parte dei cowboy, ben personificati dall'ultra-sionista Trump, delle tanto odiate élite – che in Medio Oriente sostengono l'asse Israele-Arabia Saudita [a proposito di estremisti islamici e di squisiti democratici!] – e più in generale degli invasori e dei coloni che cianciavano di combattere.

1 mese fa Quadri: «Unesco filo palestinese ed anti israeliana, andiamocene»
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