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L'OSPITE
07.12.2017 - 09:390

La Riforma fiscale e sociale alla prova del parlamento

Christian Vitta, consigliere di Stato PLR

A metà settembre, definendola una sorta di patto sociale, il governo ticinese ha presentato la Riforma cantonale fiscale e sociale, un pacchetto di misure che intervengono in modo mirato ed equilibrato nell’interesse di varie componenti della società: dai contribuenti, alle famiglie, al mondo del lavoro più in generale. Un pacchetto al cui interno vi sono sia misure fiscali necessarie per adattare il sistema tributario ticinese all’evoluzione in corso a livello federale e internazionale, che misure sociali volte soprattutto a rafforzare la politica di sostegno alla famiglia.
Tale orientamento fa anche seguito alla votazione dello scorso mese di febbraio, quando la popolazione ticinese si è espressa a favore della Riforma III dell’imposizione delle imprese, dimostrando di riconoscere le necessità di rivedere il quadro legislativo tributario cantonale, nonché di condividere l’impostazione cantonale che prevedeva una serie di misure di carattere fiscale e sociale.
Per giungere alla realizzazione del pacchetto proposto è dunque stata centrale la collaborazione attiva tra il Dipartimento delle finanze e dell’economia e il Dipartimento della sanità e della socialità, che hanno lavorato in modo sinergico al fine di presentare un insieme organico di modifiche legislative.
Le misure fiscali rappresentano una prima tappa di un percorso di rinnovamento del sistema tributario cantonale, a cui ne seguiranno altre nei prossimi anni: una seconda, contestuale al «Progetto fiscale 2017» della Confederazione, che prevede specifiche misure cantonali d’accompagnamento (tra cui la diminuzione dell’aliquota sull’utile delle imprese), e una terza riguardante la possibilità di valutare altre misure di natura fiscale.
Le principali esigenze a cui il governo ticinese intende rispondere con questa riforma sono chiare: da un lato si tratta di dotare il nostro Cantone di un quadro normativo fiscale più moderno e al passo con i tempi attuali; dall’altro si vuole migliorare la competitività fiscale del Ticino attraverso alcune proposte che consentono di avvicinare alla media svizzera l’onere fiscale cantonale in alcuni ambiti ritenuti prioritari e oggi particolarmente penalizzanti (ad esempio per quanto concerne l’imposizione sulla sostanza e sul capitale). In aggiunta, la riforma agisce nell’ambito delle start-up, con degli interventi specifici volti a favorire gli investimenti in queste tipologie di società riconosciute come innovative.
Settimana prossima il messaggio governativo, con i relativi disegni di legge, approderà sui banchi del parlamento. Le esigenze elencate in precedenza sono state riconosciute anche dalla Commissione tributaria, che ringrazio per essersi occupata, nei tempi auspicati, di analizzare con pragmatismo e senso di responsabilità il messaggio del Consiglio di Stato, mantenendo l’equilibrio dell’impostazione di base proposta dall’esecutivo. Ciò è stato possibile grazie a una larga convergenza politica che ha preso forma all’interno della stessa Commissione.
Il mio auspicio, ora, è che questa stessa convergenza possa maturare anche in parlamento. Se quest’ultimo, settimana prossima, approverà la Riforma cantonale fiscale e sociale, il Cantone potrà compiere un primo e importante passo verso il rinnovamento del proprio sistema fiscale. Si tratta di una premessa necessaria per garantire anche in futuro un adeguato substrato fiscale e, al contempo, la possibilità per l’ente pubblico di fare fronte ai propri compiti assicurando un buon livello di prestazioni pubbliche ai cittadini.

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Ultimo aggiornamento: 2017-12-12 09:16:53 | 91.208.130.87