L'OSPITE
07.11.2017 - 18:420

Il dilemma delle lingue nel nostro Cantone

Giaele Maggetti, membro GLRT

Sono una giovane liceale neodiplomata. A settembre avrei voluto iniziare i miei studi universitari in economia e/o diritto, materie che mi hanno sempre appassionata. Sogno che ho dovuto però rimandare al prossimo anno.

Nell’ultimo anno di liceo ci è stata data la possibilità di visitare alcuni atenei dove alcuni studenti, per lo più ticinesi, ci hanno mostrato le strutture, nonchè dato alcuni importanti consigli su come inserirsi al meglio nel nuovo ambiente.

La mia scelta sin dall’inizio è stata quella di proseguire gli studi oltralpe e più precisamente a Lucerna, una cittadina accogliente che offre delle facilitazioni agli studenti italofoni, tra le più evidenti l’apertura della galleria di Alptransit che riduce la pesantezza di un lungo viaggio, magari in piedi, su treni affollati di studenti che rientrano in Ticino.

Scrivo queste note dalla Germania, più precisamente da Freiburg. Il mio sogno dovrà rimanere nel cassetto per un altro anno, periodo che ho deciso di dedicare allo studio del tedesco. Le competenze che possiedo nella lingua di Goethe mi hanno spinta a desistere dall’intraprendere immediatamente dopo la fine del Liceo gli studi accademici in questa lingua.

Questo tema mi porta a fare alcune considerazioni sul mio curriculum scolastico relativo all’apprendimento delle lingue, anche a seguito della domanda: “Ma perchè tu che vieni dalla Svizzera parli italiano?” postami da alcuni compagni di scuola di Freiburg dopo aver scoperto la mia nazionalità. Ho fatto loro presente che nel nostro Paese si parlano quattro lingue, e la loro conoscenza è stata e continua ad essere un elemento fondamentale per la coesione nazionale.

Detto questo mi sembra comunque importante rilevare che nel nostro Cantone esiste oggi un sistema scolastico che, per quanto riguarda lo studio delle lingue, non è rimasto al passo con i tempi. Pur riconoscendo che la conoscenza delle lingue nazionali è un obiettivo importante, del resto previsto dal concordato Harmos, la scuola non può continuare a ignorare che nel nostro Cantone la seconda lingua da insegnare è il tedesco e non il francese.

Questo idioma negli ultimi decenni si è imposto anche grazie all’arrivo di molti confederati che non scelgono più il nostro Cantone solo per le vacanze, ma pure come luogo di residenza. Se a questo aggiungiamo i molti visitatori tedeschi che scelgono come meta la nostra regione, possiamo dire che le occasioni per parlare il tedesco rispetto al francese hanno raggiunto una proporzione tale da obbligare tutti a fare una seria riflessione, non solo riguardo l’ambito prettamente scolastico, ma anche e soprattutto a quello professionale. Praticamente per ogni posto di lavoro; dal postino, all’estetista, al banchiere, al giardiniere, ecc. è richiesta la conoscenze del tedesco. Questa lingua è ormai diventata indispensabile per trovare un posto di lavoro nella nostra regione (locarnese in particolare. Mi sento di poter affermare che la sua conoscenza sarà sempre più importante anche in futuro.

Per quanto riguarda le lingue nazionali a livello cantonale,occorre perciò che si apra un franco dibattito, privo di preconcetti, che non consideri solo il mondo accademico, ma che tenga conto anche delle esigenze di quello lavorativo.

In merito alla mia esperienza e alle mie riflessioni, credo di poter affermare che l’insegnamento del tedesco sia da mettere in primo piano. Ciò equivale a dire che il tedesco debba divenire la prima lingua straniere ad essere insegnata nella scuola obbligatoria e dovrebbe accompagnare dalla terza in poi tutto il percorso scolastico dell’allievo.

Con questa affermazione, che può sembrare a prima vista un po’ rivoluzionaria, non vorrei sminuire l’importanza del francese che potrebbe essere introdotto nell’ottavo anno di scuola obbligatoria, quindi in quinta elementare, e mantenuto fino alla seconda media per consentire, a chi volesse continuare gli studi presso una facoltà romanda, di seguirlo come materia opzionale in terza e quarta media.

Per concludere, a voi giovani chiedo di essere lungimiranti e sostenere la mozione interpartitica di Alessandra Gianella e Fabio Käppeli che vuole anticipare lo studio del tedesco, formando allievi pronti a combattere, con i giusti strumenti, le sfide con cui saremo confrontati nel nostro futuro. Agli adulti chiedo la fiducia sostenendoci nel cammino che ci accompagnerà nel nostro futuro, in Ticino o in un’altra parte della Svizzera.

Link alla petizione: https://www.change.org/p/gran-consiglio-canton-ticino-anticipiamo-l-insegnamento-del-tedesco-nelle-scuole-ticinesi-8864c00d-9f10-4e4a-aac3-5e105711da13

 

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-18 00:12:19 | 91.208.130.86