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Nick Jonas, 25 anni.
GERMANIA
29.12.2017 - 11:000

Nick si racconta, tra Jumanji e i Jonas Brothers

Dallo scioglimento dei Jonas Brothers, Nick si è focalizzato sulla sua carriera cinematografica. In questi giorni, infatti, abbiamo modo di vederlo al cinema in “Jumanji - Benvenuti nella Giungla"

BERLINO - Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l'attore e cantante 25enne.

Nick, nel film vieni baciato da Jack Black…

«Non era un bacio, ma un intervento di rianimazione bocca a bocca… Ed è stato geniale!».

Quante volte avete girato la scena?

«In un giorno l’abbiamo provata diverse volte. Poi, durante le riprese ha funzionato immediatamente. D’altra parte era indispensabile per la storia».

Hai recitato accanto ad alcuni dei più grandi comici del cinema. Hai avvertito una certa pressione, perché volevi essere altrettanto divertente?

«No, il mio personaggio non è proprio al centro delle gag. Ma quando ti ritrovi sul set con attori del calibro di Jack Black o Kevin Hart, devi osservare attentamente e imparare. Sanno esattamente ciò che fanno...».

Quali sono, secondo te, i tuoi punti di forza?

«Direi che sono generoso. Prima di tutto in termini di tempo. Inoltre, sono ambizioso e appassionato del mio lavoro».

Quali, invece, i tuoi punti deboli?

«Adoro la pizza, a cui però non dovrei avvicinarmi. Talvolta, inoltre, tendo ad essere un po’ insicuro...».

Sei diventato famoso da adolescente: anche tu eri quindi insicuro come tutti i ragazzi?

«Sì, certo, perché anche una popstar si confronta con i cambiamenti fisici della giovinezza. Anch’io, ad esempio, avevo i brufoli sulla fronte: diciamo che ho sperimentato tutto ciò che mette in imbarazzo gli adolescenti...».

Chiedi consigli ai tuoi fratelli per quanto riguarda il cinema?

«Non proprio. Parliamo molto di musica, ma non di cinema. Kevin e Joe, comunque, sono molto felici per come mi stanno andando le cose...».

Per Natale vi ritrovate davanti all’albero e cantate insieme?

«Non cantiamo molte canzoni natalizie. Anche se forse dovremmo. Quest’anno abbiamo festeggiato a casa di uno dei miei fratelli, intonando anche qualche canzone dei Jonas Brothers...».

Quindi, c’è ancora la speranza di rivedervi sul palco insieme?

«Non so, vedremo. Per ora suoniamo a casa nostra, nel New Jersey. Ma senza pubblico…».

Ti piacciono i giochi da tavolo?

«Sì, più dei videogiochi. Non sono mai stato un gamer. Ho sempre avuto il timore che mi ammaliassero fino al punto in cui mi sarebbe mancata la vita vera. Con i giochi da tavolo, invece, hai modo di scambiare quattro chiacchiere con gli altri, bevendo qualcosa insieme. E poi normalmente vinco!».

Sei molto competitivo?

«Ora non più. Ma per tanto tempo sono stato colui con cui nessuno voleva giocare. Perché ero un cattivo perdente.  Poi, però, ho imparato una cosa importante: come perdere con dignità».



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