Foto Benno Hunziker
Jaël (Rahel Krebs).
SVIZZERA
12.10.2017 - 06:010

“Orkestra”, la nuova dimensione di Jaël

A due anni dal suo primo disco da solista, “Shuffle The Cards” (Phonag, 2015), Jaël - vocalist dei Lunik dal 1998 al 2013 - il 27 ottobre darà alle stampe “Orkestra” (Phonag)

BERNA - Un album di ottima fattura, che raccoglie le registrazioni del concerto tenuto il 6 giugno scorso da Jaël e l'orchestra lituana Klaipėdos Kamerinis nell'ambito del Klangantrisch, festival crossover di Riggisberg (BE).

Quindici tracce recuperate - e rielaborate per voce, piano e orchestra - che coprono l'intera attività - quasi ventennale - della cantante bernese: da “Shuffle The Cards” e “In Love Again” del suo esordio da solista, ai brani dei Lunik, come “Little Bit”, “Through Your Eyes” e “Candle” (l'hidden track di “Preparing To Leave”, 2006), passando per le numerose collaborazioni che ha collezionato negli anni, con il gruppo canadese Delerium, in primis, ma anche con Mich Gerber, Pal Angelskar, Dj Tatana e gli Schiller.

Jaël, perché la scelta di rielaborare i brani per voce, piano e orchestra?

«Il progetto ha incominciato a prendere forma quando gli “addetti ai lavori” del Klangantrisch mi hanno chiesto di prendere parte alla manifestazione. Come sai, si tratta di un festival crossover e il loro obiettivo era quello di dare vita a un incontro tra pop e musica classica. Un progetto fantastico, su cui ho voluto focalizzarmi immediatamente, forte anche dell'esperienza orchestrale fatta qualche anno fa con i Lunik (“Encore”, Sony, 2013)...».

Come hai lavorato alla setlist? Difficile, immagino, selezionare i brani prevedendo una riealborazione orchestrale...

«Pensando a “Encore” non volevo ripetermi. Perciò, ho deciso di rielaborare e portare sul palco anche brani di matrice electro che non avevo mai interpretato dal vivo».

Quanto figura in “Orkestra” è il concerto integrale?

«In pratica sì. In tutto i pezzi erano sedici, ma nell'album ho preferito non inserire il bis, un altro brano dei Lunik».

Perché?

«Avevo l’impressione che per un album sedici brani fossero troppi…».

Perché nella setlist non figura “Easy Life”, la canzone contenuta in “Shuffle The Cards” che hai messo a punto con James Walsh degli Starsailor?
 
«Perché credo sia una canzone capace di vivere perfettamente nella sua veste up-tempo originale... Devo dire che un tentativo di rielaborazione c'è stato, in acustico, ma non è saltato fuori nulla di interessante…».

So che a fine anno diventerai mamma per la prima volta: quale sarà il primo brano che farai ascoltare al tuo bambino?

«(ride) Non saprei, devo ancora pensarci…».

So che stai lavorando al tuo secondo album in studio… A che punto sei? 

«Sto selezionando il materiale da una ventina di demo registrate negli ultimi mesi... Tornerò in sala di incisione dopo la nascita del bimbo…».

Quando prevedi la pubblicazione?

«A inizio 2019…».

In quel periodo avremo modo di assistere anche a un tuo concerto da queste parti?

«Spero proprio di sì…».

Info: jaelmusic.ch

 

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