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LUGANO
20.02.2017 - 07:000

«Non riuscivo a staccarmi più dal mio smartphone»

Storia di B.E., un adolescente di 14 anni che vive giorno e notte attaccato al suo cellulare.

 

B.E., quattordicenne, frequenta una scuola nel Luganese. Ha avuto accesso allo smartphone da circa due/tre anni. Lo smartphone gli era stato regalato dai genitori per avere una comunicazione privilegiata con la famiglia, in qualsiasi momento, e per una maggiore sicurezza sociale. I genitori pensavano, inoltre, di favorire l’integrazione col gruppo dei pari, vista la sua timidezza.

B.E. ha iniziato ad appassionarsi al suo smartphone, utilizzandolo inizialmente per gli sms, successivamente nella ricerca di siti per lui stimolanti e interessanti, quali musica, sport, intrattenimento. Gradualmente la ricerca si è focalizzata sui videogiochi, iniziando a scaricare molteplici applicazioni e infine è arrivato ai social media. L’utilizzo dello smartphone ha iniziato a sfuggirgli di mano, diventandone sempre di più dipendente, riducendo il profitto scolastico, l’interazione sociale e gli stimoli relazionali.

Negli ultimi anni lo smartphone è diventato indispensabile nella vita quotidiana - adolescenti e adulti - poiché permette l’accesso alle informazioni, alle comunicazioni, alla dimensione educativa e all’intrattenimento. In Svizzera circa il 98% degli adolescenti (12-19 anni) possiede uno smartphone. Uno studio internazionale coordinato da un gruppo di ricercatori Svizzeri, pubblicato nel 2016, ha messo in evidenza gli elementi significativi per predire un possibile sviluppo di una dipendenza da smartphone negli adolescenti. La dipendenza da smartphone viene definita una forma di assuefazione dalle nuove tecnologie, ovvero una dipendenza da un comportamento che coinvolge l’interazione uomo-macchina, e non più l’interazione uomo-sostanza chimica. Lo studio ha concluso che la durata e l’uso del tempo di utilizzo di un smartphone particolarmente durante la mattinata è un forte indicatore di un rischio di dipendenza. Addirittura sarebbe più influente questo indicatore, ovvero l’utilizzo dello smartphone già quando l’adolescente si sveglia, che il tempo che passa sullo smartphone nell’arco della giornata. 

Un altro elemento significativo di rischio èl’avvalersi indifferenziato dei social media.  L’utilizzo sproporzionato dello smartphone provoca lo sviluppo di uno stress psicosociale, con riduzione dell’attività fisica e lo sviluppo di stati depressivi e di un disturbo del sonno. Quando ciò succede, secondo lo studio, bisogna essere vigili nell’intervenire con indicazioni comportamentali: ad esempio ridurre il tempo di esposizione mattutino, ecc.

Laddove la dipendenza si sta instaurando o l’adolescente ne sta diventando consapevole si può intervenire attraverso una psicoterapia cognitivo-comportamentale che può aiutarlo a ritrovare nuovamente un suo equilibrio personale, familiare, sociale e scolastico.

Dr. med. Michele Mattia Presidente asi-adoc
Asi-adoc

Presidente Dr. Michele Mattia
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L’Asi-adoc è una associazione che si occupa di promuovere la conoscenza, la prevenzione e la cura dei disturbi ansiosi, dei disturbi depressivi e dei disturbi ossessivi compulsivi. L’associazione promuove i suoi scopi attraverso corsi e giornate pubbliche per la popolazione e seminari per gli specialisti.

 


 

 


 

 

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-21 07:13:19 | 91.208.130.87