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Codemaster
GAMES
13.04.2016 - 12:000

Dirt Rally, che fisica!

Il titolo Codemaster sbarca sulle console. Meno arcade, più realismo. Uguale tanto tanto gioco. Un solo difetto, ma quasi imperdonabile.

 

Gli appassionati di rally lo sanno, per creare un gioco che funzioni servono doti da alchimista: il gamer chiede tantissimo realismo, ma pretende che il programmatore si fermi un istante prima di rendere la simulazione impraticabile. Ecco, in casa Codemaster pare ci siano riusciti. Dirt Rally, pro-pronipote del colossale Colin McRae Rally, si discosta dai capitoli più recenti della serie per un maggiore realismo e decisamente meno sciatteria arcade.

Curva di apprendimento - Il realismo incide sempre sulla difficoltà di gioco. Anche qui, bisogna però dire che la curva di apprendimento è piuttosto ripida. La simulazione non perdona e serve molta sensibilità soprattutto con l’acceleratore. Non è un gioco da aperto o chiuso, la padronanza si raggiunge solo dosando. Nella modalità carriera si procede in base all’auto che ci si può permettere con i soldi inizialmente in cassa, questo costringe (ma forse è una fortuna) a iniziare con vetture ben più che desuete e poco guidabili. Ma, dopo qualche ora, ci si potrà permettere di meglio.

La fisica, wow - Niente da dire alla grafica, alla giocabilità, alle modalità. Ma se prendete in mano Dirt Rally, ciò che spicca sono i minuziosissimi dettagli a livello di simulazione della fisica. Ogni auto si comporta in modo diverso, anche marcatamente, e fin qui ci mancherebbe altro. Ma non abbiamo incontrato altri giochi che ti invogliano a bucare di proposito uno pneumatico per notarne gli influssi sulla guidabilità. Ma, ancora di più, appena avrete forato, vi troverete in mano un’auto, con il passare dei chilometri, il battistrada si sbrindellerà e man mano noterete il peggioramento della situazione. Abbastanza incredibile. Lo stesso principio vale per la superficie su cui si guida. In particolare, nel rally di Montecarlo, sono sensibili i mutamenti all’interno delle singole prove quando, in base alla quota, la carreggiata è più o meno ghiacciata.

Quanto durerà? - Ok, il gioco rende. Ma per quanto tempo potrete godervelo? La modalità carriera vi offre tre tipologie: il rally classico, imperdibile; le corse in salita, non indispensabile; il rallycross, spassoso. La progressione della carriera dipende dalle vetture che vi faranno attraversare a tavoletta tutte le epoche storiche del rally. Dalla Renault Alpine e la Mini Morris, passerete per gli incontrollabili gruppi B. Aggredirete terra e asfalto sulla Deltona, per approdare alle Wrc più recenti. Ce n’è da giocare, ma se non bastasse quello, online vi sono sfide giornaliere, settimanali e mensili.

Perché? Dico io, perché? - La vera domanda è: ma tutti i coder sono single e senza amici? Il multiplayer online ormai tocca veramente punte di divertimento estreme. Ma cosa deve fare qualcuno che ha voglia di passare una serata a giocare con gli amici o la morosa? Non si sa. Il difetto più colossale di questo gioco è l’assenza della modalità a schermo diviso. Giocare a Rallycross facendo a sportellate sul divano sarebbe da sballo, ma non si sa per quale motivo ce lo negano. Il mondo è cambiato, bambolo.

VOTO 8 (9,5 quando introdurranno lo split screen, lo farete vero?)

 

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