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GAMES
15.03.2016 - 11:140

UFC 2: senza esclusione di colpi

EA Sports raddoppia con il suo simulatore di Mma e l'evoluzione è evidente.

 

Anche a questo giro con "UFC 2", Ea Sports se la gioca da sola, senza avversari all'orizzonte e più che per demerito altrui che per altro. Come già con l'hockey ("NHL") e con il footbal ("Madden"), ma non per il basket e il calcio, il colosso della simulazione sportiva ha l'opportunità d'oro di non dover temere la concorrenza nemmeno per quanto riguarda le arti marziali miste. Un vantaggio? Senz'altro. Una garanzia di successo? Non per forza.

Bignamino marziale - A chi non sapesse cosa sono le Mma (acronimo per "mixed martial arts") basti questa breve descrizione: si tratta di una disciplina sportiva decisamente estrema in cui due lottatrici o due lottatori si affrontano senza esclusione di colpi - pugni, calci e prese - all'interno di un ring ottagonale. Perché mixed? Perché lo stile di lotta, molto variegato da lottatore in lottatore, prende spunto da diverse arti marziali (karate, judo, wrestling, pugilato,boxe thailandese e chi più ne ha) alla ricerca della formula il più micidiale possibile. Indendiamoci subito: è roba che fa paura, basta fare un giro su Youtube per rendersene conto. C'è chi ha chiamato i lottatori di Mma «gladiatori moderni», sbagliandosi poi nemmeno troppo.

Prima pensare, poi picchiare - Come si fa un gioco di Mma? Non è semplice, non bastano i nomi delle/dei combattenti del brand americano Ufc a fare un prodotto di successo. Prima di Ea ci aveva provato (e bene) la poi fallita Thq: la ricetta perfetta richiede un buon mix fra strategia, dinamismo cinetico e violenza. Tranquilli, quest'ultima la troviamo (e a fiotti) anche in "Ufc 2". E il resto? C'è pure quello, almeno in parte.

Lotta a terra, lotta sporca - Calci, pugni e ginocchiate, fanno vincere (o perdere) gli incontri è un dato di fatto (chiedetelo all'ex-ex campionessa e supervip Rhonda Rousey) ma il cuore delle Mma è il gioco di prese e la lotta a terra. Questo è l'elemento fondamentale che può promuovere o affossare un game sulla suddetta disciplina. "UFC 2" in questo senso se la cava abbastanza dedicandogli un intero stick (il destro) e un sistema molto complesso che spesso rischia di sembrare farraginoso e irrealistico. Negli incontri reali piazzare un armlock (una presa a un braccio, ndr.) all'avversaria/o è questione di pochi secondi, nel titolo Ea invece è una lunga lotta a colpi di comandi e controcomandi. Da un certo punto di vista è un bene perché il giocatore ha tempo di reagire e scegliere la sua strategia, dall'altro rischia di apparire un po' ridicolo e poco "ritmato".

Piatto ricco ma tecnico - Parlando del comparto tecnico, invece, "Ufc 2 "è tutto carne e molto poco fumo: una montagna di modalità di gioco (tra le quale un essenziale tutorial dinamico) e un editor per creare la/il vostro/a gladiatrice/ore (fino a 5) da seguire fino alla conquista del titolo iridato. La resa grafica e il sonoro sono convincenti anche se, con le poche cose su schermo, si poteva forse osare anche un pochino di più. Promosso o bocciato, quindi? Considerando il primo "Ufc"  l'evoluzione è evidente. Resta un titolo molto tecnico e dedicato agli appassionati delle Mma (e un po' anche a quelli che apprezzano il wrestling). Se volete solo scazzottarvi senza troppi pensieri però, forse è meglio un "Mortal Kombat" o un "Tekken" qualsiasi.

VOTO: 7,5

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