Fare di più, grazie al lavoro agile.
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17.04.2017 - 07:000

«Non costruiamo software, ma prodotti»

Le procedure agili sono nate anni fa nel campo dell’informatica. Nel frattempo, intere aziende si allenano a utilizzarle. Beat Friedli è uno dei promotori di questo sviluppo presso PostFinance.

 

I giovani in cerca di lavoro hanno di che rallegrarsi: sempre più aziende puntano su procedure agili come Scrum e Kanban. Questo modo di lavorare, infatti, è rapido, stimola la creatività e genera più innovazioni. E poi il lavoro agile è molto più divertente, perché ogni singolo può fare di più.

 

Tra coloro che già da tempo si sono fatti conquistare dalla metodologia di lavoro agile c’è Beat Friedli. Friedli è responsabile della tecnologia software presso PostFinance e mette la sua esperienza al servizio dell’azienda in diversi ambiti.

 

Chi dà il suo contributo... e chi no

«In realtà il lavoro agile non è un metodo, ma una mentalità», spiega Friedli, coach e docente di procedure agili. «Fa fiorire quei collaboratori e quelle collaboratrici che vogliono contribuire con il loro impegno a raggiungere molti traguardi». Nei team piccoli, infatti, i collaboratori e le collaboratrici delle aree business e IT lavorano a stretto contatto. Ed è proprio questo il punto.

 

Con i nuovi strumenti di collaborazione, tutti i collaboratori del progetto vedono immediatamente i risultati ottenuti dal team e il contributo di ogni singolo individuo. Questo è allo stesso tempo uno stimolo e una sfida: le nuove idee vengono subito attuate e testate, tuttavia tutti vedono anche chi non ha fornito il proprio contributo.

 

I «nerd» sono out

«I nerd e chi non guarda mai al di là del proprio orticello sono out», afferma Beat Friedli. «Oggi gli informatici non devono solo conoscere il business, ma anche capire il cliente. Noi non costruiamo software, ma prodotti che servono al cliente per gestire le proprie finanze in semplicità». E questo è un concetto che devono interiorizzare anche gli sviluppatori di software e gli architetti IT.

 

Il time-to-market stringe

Beat Friedli sa che il pensiero agile deve affermarsi nell’intera azienda. Ecco perché il coach trasmette la mentalità agile anche agli specialisti di altre sezioni. Solo se i manager prodotti, gli informatici, i market manager e gli specialisti della comunicazione collaborano agilmente nel team i prodotti arrivano sul mercato il prima possibile, come si richiede nel settore finanziario, che vive una digitalizzazione vertiginosa.

 

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Ultimo aggiornamento: 2017-12-11 02:57:04 | 91.208.130.87