SVIZZERA
21.11.2016 - 06:080

Lavoratori in fuga: dal capo incapace

Siate sinceri: non si scappa dall'azienda, ma dall'inettitudine dei manager

LUGANO - C'è chi giura sia per lo stipendio. Chi per la qualifica; chi per raccogliere una sfida. Per stare più tempo con i figli, per esser più vicino a casa. Pochi lo confessano: ma spesso, o almeno più di quanto lo si ammetta, quando si lascia il posto di lavoro è per fuggire. Dall'azienda? Eh no. Da una persona specifica, e con un difetto ben preciso e condiviso: il capo. Incapace. 

C'è vita fuori di qui - Colui che non sa gestire i lavoratori come ci si aspetta, ne frusta doti e ambizioni, trascura i profili personali e le esigenze fuori dall'ufficio. In America è la ragione recondita dell'addio, scrive l'Huffington Post: al manager, che con la propria inettitudine finisce per svilire perfino i vantaggi di un contratto a tempo indeterminato, un'occupazione che altrimenti piace e una remunerazione magari non indifferente. Poco o nulla, davanti al vedersi puntualmente oberati di lavoro, rimproverati per l'errore ma non elogiati per il successo; usati come numeri per svolgere una commissione e mai pungolati intellettualmente; trascurati come individui che hanno vita al di fuori dell'ufficio, con esigenze importanti e differenti. E magari scavalcati da colleghi che non meritano di essere portati così in palmo di mano. 

Ma quanto mi costi - Con danni che poi vengono pagati dall'azienda: perché chi è bravo e intelligente, dicono le statistiche, alla fine cede. Se ne va, specie se ha fra i 25 e i 45 anni: in America come in Ticino. «È vero che spesso non si tratta solo di stipendio: un capo incapace di esercitare la sua leadership ha un impatto negativo sul collaboratore - conviene la psicologa Raffaella Delcò - Così com'è vero che esistono altri fattori incisivi. I conflitti tra i membri di un team possono giocare un ruolo importante. O lo stress che deriva dal dover essere sempre disponibili, la rapidità e i ritmi moderni del lavoro». Che logorano fino a che la fuga è l'unica maniera per non soccombere. L'alternativa, prima o poi, è la malattia. O "stress da lavoro": per costi stimati di 4,2 miliardi di franchi all'anno, in Svizzera. 

Gli errori da non fare - Tutti avvisati, dunque. Capo in primis, cui non resta che spulciare la lista degli errori da evitare: e correggersi in fretta, per gli altri e per se stesso. In testa alla classifica degli sbagli, qualcosa di tanto diffuso quanto difficile da riconoscere: sovraccaricare di lavoro sempre i soliti. A seguire, non saper riconoscere il buon operato svolto. Dimenticarsi che i collaboratori sono individui con esigenze extra-lavorative: scorretto pensare che non sono cosa che riguardi il manager, caldamente consigliato anzi a farsene carico. Quarto: ogni promessa è debito. Cinque: attenzione a non sopravvalutare i subalterni, crea solo tensioni sterili fra pari. Coltivare una passione sul posto di lavoro non è un peccato: aiuta al contrario il rendimento. Ciascuno ha le proprie doti: le abilità individuali possano portare frutto anche in azienda. Così come la creatività, che va stimolata. Assieme alle sfide intellettuali. 

 

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Commenti
 
Desiree2012 1 anno fa su tio
dicasi Mobbing.... sovraccarico di lavoro, fanno di tutto per farti cedere..... ma la legge, specialmente qui da noi non tutela affatto quei dipendenti che hanno subito mobbing, ecc., non esiste. Non esiste un ufficio predisposto con tanto di Avvocato che tuteli chi ha subito angherie sul poto di lavoro. E se per caso di lamenti e segnali la cosa all'ufficio del personale, o a qualcuno più in alto di colui che si accanisce contro di te, è finita!!!!!!! ti licenziano ...... Triste verità.......
Francesco Cecco Boselli 1 anno fa su fb
verissimo.
Sandra Rezzonico-Abderhalden 1 anno fa su fb
Spesso si scappa da colleghi tremendi e capi con la benda sugli occhi😂
Eli As Lpz 1 anno fa su fb
😂 - we know something about it!
neuropoli 1 anno fa su tio
"sovraccaricare di lavoro sempre i soliti. A seguire, non saper riconoscere il buon operato svolto." la prima mi è già capitata in quanto sfruttavano la mia velocità sul lavoro, mentre la seconda è una prassi che però se si verifica il contrario (anche solo una volta) allora sono pronti a bacchettarti!
Frank Bari 1 anno fa su fb
Correttore del cazzo Ma cosa ho scritto!!!! Scusate
Frank Bari 1 anno fa su fb
Purtroppo troppa incompetenza tea I dirigenti e do conseguenza che e in cerca do facile carriera, non so fa problema I a schiacciare I piu deboli
Petar Vasiljevic 1 anno fa su fb
Andrea Combi questa è la tua ragazza?😂
Gianluca Montalbano 1 anno fa su fb
Verissimo!! Io sto per cambiare azienda proprio per quel motivo!!! Di imprenditori incapaci ce ne sono veramente tanti soprattutto tra gli over 60!!! 😫😫
Nicole Delprete 1 anno fa su fb
Nei 14 anni di lavoro ho avuto sia un capo incompetente, narcisita, scaricabarile e quant'altro che una capa empatica, giusta, corretta, seria e professionale. Dico che spesso quando i mediocri prendono il potere quelli più paraculi riescono a intortare i gestionali sopra di loro facendo apparire gli altri come incompetenti.
Caterina Mastria 1 anno fa su fb
Mah non sono proprio d'accordo.. tanto in qualunque posto di lavoro si vada,ci sarà sempre quella persona che sminuisce il prossimo,il trucco sta nel non farai coinvolgere..alla fine chi si comporta così è proprio quella persona che teme più di tutti di restare a casa
Laura Bernasconi 1 anno fa su fb
Io non so da quanto lavori...io ho iniziato nel 1977 fino al 95... Quando é iniziata l era dei famosi manager, che sembrava fossero dei geni nel ristrutturare le aziende perché avevano studiato in America.......bene guarda adesso che fine hanno fatto le regie federali.........la parola memoria non é un sinonimo della parola intelligenza. Dove una volta una persona capace, con intelligenza, capacitá e corsi arrivava a posti dirigenziali, hanno messo ragazotti laureati che non sapevano una mazza del lavoro che dirigevano. In più ti trattavano come se loro fossero il massimo perché avevano "studiato".....certo che ora ormai é cosi dappertutto. Srmbra che se non hai voluto studiare sei un incapace. Ma come detto prima l'intelligenza non si misura da quanto hai memorizzato, ma da quello che hai capito di ció che hai studiato.
Caterina Mastria 1 anno fa su fb
Io parlo per la mia esperienza personale..non ho mai permesso a nessuno,vita privata e soprattutto a lavoro di trattarmi come una nullità.per me la laurea non è mai servita a niente se non a farsi belli agli occhi di chi dice EH MA HA STUDIATO ALLORA È CAPACE. Lavoro da quando avevo 12anni,gestivo locali fino a 6anni fa in Italia e ora qua lavoro per un azienda che mi ha dato la possibilità di crescere e che,nonostante le mille persone che hanno tentato di calpestarmi,io sono sempre la a lavorare a testa alta.i momenti no ci sono ovunque,ma se uno si lascia plagiare dal sistema,beh allora ci sarebbe da lavorare soprattutto su se stessi che su chi non ha esperienza sul campo
interceptors 1 anno fa su tio
Avevo proprio bisogno di leggere questo articolo per capirlo....
Leda Gini 1 anno fa su fb
Vero. Conosco diversi caso. Purtroppo quando il capo fa carriera non x meritocrazia , i risultati sono. Questi
Sandra Rezzonico-Abderhalden 1 anno fa su fb
Esatto e ci sono anche colleghe che fan carriera solo perché si fanno il vuoto intorno con la loro arroganza...e la cosa assurda e strana è che spesso tutti fingono di non vedere..
shooter01 1 anno fa su tio
Ecco che esce fuori l'inettitudine della classe dirigente.
Nadia Romano Prandi 1 anno fa su fb
L'unico capo corretto che ho avuto è andato in burnout a seguito della pressione del suo capo su di lui.
IG IG 1 anno fa su fb
beh si sa che i manager senza i lavoratori, non hanno alcun valore aggiunto; che oggi il mercato del lavoro sia pieno di esseri socialmente inutili in primis a loro stessi e poi per il mondo, sono cose note. Questa merda la ritrovi su larga scala negli impieghi pubblici, e la situazione è ben peggio dato che quelli riescono a sfamarsi a fine mese con denaro pubblico; cioè di tutti noi che lavoriamo sul serio e siamo obbligati a versare le tasse
Nicole Delprete 1 anno fa su fb
Lavoro nel pubblico, settore sanitario, negli ultimi 5-6 anni arrivano i neo-diplomati dalla SUPSI, hanno generalmente un'attitudine più staccata e razionale rispetto alla scuola "tradizionale" dove l'attitudine è umanistica. Possono essere una risorsa quando direzionati ad uno scopo di benessere ed efficienza comune. Però tutti i neo-diplomati a partire dagli ultimi 6-8 anni presentano una fragilità emotiva, in relazione allo stress, impressionante. Bravissimi nell'informatizzare i dati ecc ma sprovvisti di un bagaglio emozionale solido. Tutti molto competitivi infarciti di teoria con una lacuna nella pratica e nell'attitudine che va giornalmente "allevata". È un carico pesante per i senior gestire sopratutto quelli più egocentrici.
Antonella Sandalo 1 anno fa su fb
Vero, e sara' sempre peggio.😡
Mario Sungsung 1 anno fa su fb
Ha ha ha ha
francox 1 anno fa su tio
Un capo che spulcia gli errori da evitare! E Gesù bambino tra un mesetto.... I capi che ho avuto nella mia vita si sono preoccupati di giustificare il loro spesso ingiustificato posto di lavoro e di aumentarsi regolarmente lo stipendio. Più la ditta è ricca, più le cose vanno in questo modo.
Faby Dessy 1 anno fa su fb
Parole sante, a volte anche se incapace peró bisogna sopportare perché se no si finisce in assistenza
Fabio Ambrosini 1 anno fa su fb
Spesso incapaci e non all'altezza, spesso solo dei cani da guardia ambiziosi e ruffiani aziendali sguinzagliati per tenere la gente sotto pressione..peccato otterrebbero molto di piu' dai collaboratori..pochi sono bravi capi...cmq non e' facile neppure fare il capo, pressioni dall'alto..e' una catena senza fine..🙁
Marilena Toschi 1 anno fa su fb
Questo crea costi alle aziende ? Chi sceglie i capi? I dirigenti ! Quindi hanno poco da lamentarsi dei costi generati dai vari licenziamenti.
Laura Bernasconi 1 anno fa su fb
É da quando hanno cominciato ad importare il sistema dei capi laureati, senza nessuna esperienza del lavoro che dirigono, che in Svizzera é cominciato il decadimento della qualitá. Una persona lavora meglio quando il suo lavoro é rispettato e apprezzato.
IG IG 1 anno fa su fb
Hai perfettamente ragione; il problema dei laureati, erano i non laureati che per anni li hanno fatti sentire importanti; io ho partecipato ad un gruppo per una multinazionale, dove ci hanno richiesto di valutare il motivo per cui assumere dei laureati, al posto di diplomati con esperienza professionale maturata anche durante il percorso scolastico. La risposta è semplice; i laureati non sono intelligenti come molti credono; hanno solo una conoscenza più specifica della materia per cui hanno studiato per molti anni, spesso sono arroganti e viziati e il più delle volte prepotenti, ma soprattutto persone incapaci di prendere decisioni serie e non assolutamente all'altezza di vivere nel mondo. Insomma ottimi burattini aziendali, pronti a tutto per mostrare la loro arroganza. Oggi vengono facilmente assunti per esporre frutta e verdura nei supermercati.
Raffaella Norsa 1 anno fa su fb
IG IG 😂😂😂
Gregory Bianchi 1 anno fa su fb
IG IG come fare di tutta l'erba un fascio: capitolo 1
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Ultimo aggiornamento: 2017-12-12 07:37:13 | 91.208.130.86