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12.11.2015 - 16:370

Acsi: "Ecco le lacune delle nuove Ordinanze alimentari"

L'Associazione delle consumatrici e dei consumatori della Svizzera italiana ha comunque salutato positivamente le nuove disposizioni

BELLINZONA - L'Associazione delle consumatrici e dei consumatori della Svizzera italiana ha analizzato le nuove Ordinanze alimentari riprese dall'Unione europea sottolinenando che questa novità hanno parecchi punti positivi, ma ancora qualche lacuna. "Benché lo scopo di base fosse soprattutto quello di favorire industria e commercio, la revisione delle Ordinanze alimentari ha fortunatamente ripreso dall’Unione europea parecchi punti positivi per i consumatori. L’ACSI punta però il dito contro alcune “lacune” rilevate nell’ambito dell’enorme pacchetto di 27 nuove ordinanze sugli alimentari, soprattutto per quel che riguarda le indicazioni sulla provenienza".

Ecco qualche esempio pratico proposto dall'ACSI, che secondo l'associazione è "sintomatico di ciò che queste nuove ordinanze possono significare nel quotidiano dei consumatori elvetici".

  • Indicazione di provenienza troppo opaca: il progetto prevede di autorizzare d’ufficio delle menzioni in grandi caratteri del tipo “UE” o “America del Sud”, che però nascondono ai consumatori il vero paese di produzione. Ciò aprirà la porta a indicazioni generiche del tipo “America del Nord e del Sud, Australia, Asia e Europa”, come già avviene sugli imballaggi del vino e che l’ACSI – con le altre organizzazioni dei consumatori dell’Alleanza – ha già denunciato.
  • Informazioni sull’origine della carne nelle lasagne pronte: le autorità competenti avevano promesso che i consumatori sarebbero stati informati sulla provenienza degli ingredienti più importanti negli alimenti, in particolare riguardo alla carne. Il progetto va in questo senso ma soltanto per gli ingredienti non trasformati che, di fatto, sono rarissimi. È il caso della carne nelle lasagne che è cucinata prima di essere aggiunta all’alimento. L’ACSI chiede di rendere questa informazione chiara e trasparente come vuole la stragrande maggioranza dei consumatori.
  • Informazioni nutrizionali comprensibili: è previsto di introdurre l’informazione nutrizionale su tutti gli alimenti affinché non sia più nascosto il tenore in zucchero, sale e grassi. L’ACSI chiede che queste cifre siano evidenziate con colori che permettano di valutare rapidamente se la quantità è o non è elevata. I nostri osservatori nutrizionali hanno dimostrato che tra prodotti simili vi possono essere grandi differenze.
  • No ai ciucci per bebè aromatizzati: è dimostrato scientificamente che gli aromi aggiunti negli alimenti per i più piccoli influenzano poi le loro scelte alimentari da grandi. Chiediamo, dunque, che non sia possibile condizionarli così presto con il trucco dei ciucci dolcificati o aromatizzati.
  • No alla carne disinfettata mediante la chimica o le irradiazioni: la produzione di carne deve rispettare stretti criteri di igiene su tutta la catena di produzione e di imballaggio. Il progetto prevede la possibilità di camuffare le pratiche scorrette con una disinfezione chimica o mediante l’irradiazione delle derrate. L’ACSI chiede di non ingannare i consumatori con questo genere di sotterfugi e di non svantaggiare in questo modo i produttori che lavorano correttamente.
  • No ai coloranti nel formaggio e nei preparati di carne: la colorazione artificiale degli alimenti inganna i consumatori sulla reale qualità degli ingredienti. Autorizzare i coloranti nelle salsicce è come spianare la strada agli imbrogli, i test dei colleghi europei l’hanno dimostrato. Lo stesso vale per i formaggi, la cui colorazione artificiale trae in inganno sulla qualità del latte utilizzato.
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