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RUSSIA
30.12.2017 - 19:090

Navalni escluso dalla corsa al Cremlino

La Corte Suprema russa ha bocciato il ricorso del blogger contro la Commissione Elettorale Centrale

MOSCA - Epopea Navalni, (pen)ultimo capitolo. La Corte Suprema russa ha bocciato il ricorso presentato dal blogger-oppositore contro la Commissione Elettorale Centrale, che di fatto lo ha escluso dalla corsa al Cremlino in calendario il 18 marzo 2018.

Secondo i giudici, infatti, la decisione della Commissione è «legittima» poiché Navalni non ha i requisiti per diventare presidente della Russia. Ovvero la fedina penale pulita.

Il braccio di ferro tra le autorità russe e il crociato contro la corruzione va avanti ormai da mesi e Navalni continua a lottare con vigore dentro e fuori i tribunali: i suoi guai con la giustizia, dice, sono tutti fabbricati ad arte proprio per farlo fuori (politicamente parlando).

L'ultimo 'niet' non giunge dunque come un fulmine a ciel sereno. «Questi giudici - ha commentato Navalni su Twitter - andrebbero giudicati loro stessi. Ora avanti con lo 'sciopero delle urne', non riconosciamo elezioni prive di competizione».

Questo sciopero delle urne è la sua ultima trovata per contrastare Vladimir Putin nella marcia verso l'ennesima incoronazione: sarebbe il quarto mandato da presidente. Navalni, in pratica, propone l'astensione di massa per far crollare l'affluenza - ormai sempre più bassa a ogni tornata elettorale - e delegittimare agli occhi del mondo (e delle élite russe) il consenso putiniano.

Il Cremlino ha fissato a quota 70% l'obiettivo da raggiungere, in termini di affluenza, alle presidenziali e Navalni ha già promesso che organizzerà dei presidi di «controllo democratico» per scongiurare - o denunciare - manovre sospette. In più il blogger ha indetto per il 28 gennaio una grande manifestazione nazionale di protesta a sostegno del suo 'sciopero delle urne'. Come dire, iniziamo a contarci.

Il test potrebbe rivelarsi molto significativo. Navalni, infatti, è ormai l'unico esponente dell'opposizione in grado di mobilitare le masse - prevalentemente di giovani - e lo ha dimostrato più volte nel corso del 2017, sebbene l'unica veramente degna di nota, dal punto di vista numerico, sia stata quella del marzo scorso, quando nel centro di Mosca (e di San Pietroburgo) si riversarono a sorpresa migliaia di persone. E fioccarono gli arresti. Navalni da allora non si è più fermato e pur collezionando una teoria di fermi amministrativi per violazione delle stringenti norme sul diritto di manifestazione ha portato a termine un'intensa campagna elettorale nelle principali città russe: Navalni, insomma, non è più solo un fenomeno dell'intellighenzia moscovita.

Il Cremlino sta studiando la situazione. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, negli scorsi giorni ha confermato di essere a conoscenza del 'piano-Navalni' e ha detto che «gli organi competenti effettueranno controlli per capire se tali affermazioni non infrangano le leggi». Il legale di Navalni ha intanto promesso che ricorrerà in appello, «anche alla Corte Europea dei Diritti Umani».

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