Keystone
KENYA
28.11.2017 - 20:460

Kenyatta ha giurato, tra gli scontri

Nonostante una festosa cerimonia, gli scontri tra i suoi oppositori e la polizia hanno fatto almeno tre morti

NAIROBI - Il presidente keniano Uhuru Kenyatta ha giurato per un secondo mandato quinquennale in una festosa e colorata cerimonia svoltasi in uno stadio di Nairobi stracolmo di circa 60 mila suoi sostenitori.

Scontri fra oppositori e polizia che hanno causato almeno tre morti, tra cui un bambino raggiunto su un balcone da un proiettile vagante, hanno ricordato però che la situazione in Kenya resta instabile almeno a livello di ordine pubblico.

Kenyatta, 56 anni, aveva vinto il mese scorso la ripetizione delle elezioni presidenziali boicottate dall'opposizione guidata da Raila Odinga secondo il quale la tornata non sarebbe stata corretta.

Arringando la folla da un suv, prima di doversi riparare nella vettura per spari della polizia, il 75enne leader ha ribadito che considera "illegittimo" il governo di Kenyatta.

Lo scontro nella più ricca economia dell'Africa orientale era iniziato quattro mesi fa, quando la Corte suprema annullò il risultato delle elezioni dell'8 agosto per irregolarità (non tali da essere considerati però brogli).

La vittoria di Kenyatta nella ripetizione del voto del mese scorso è stata offuscata dal boicottaggio voluto da Odinga e da una conseguente bassa affluenza di meno del 40%.

Il presidente ha giurato posando la mano su una Bibbia che era stata usata per il giuramento del padre, Jomo Kenyatta, nell'anno dell'indipendenza del Kenya dalla Gran Bretagna nel 1963.

Nel suo discorso di insediamento, Kenyatta ha promesso di costruire "ponti" ma Odinga pare fermo sulla via del movimentismo di piazza chiedendo nuove elezioni.

Diversi analisti ritengono che il paese dunque sia più diviso che mai, almeno dai tempi delle violenze etniche che tra il 2007 e il 2008 fecero più di mille morti (1.100-1.200 a seconda delle stime).

In un quadro complicato dall'esistenza di decine di gruppi etnici, i sostenitori di Odinga - arroccati soprattutto in baraccopoli e nell'ovest - lamentano di essere stati discriminati per decenni dai facoltosi Kenyatta.

Ci sono analisi però che notano come la "National Super Alliance" di Odinga, meglio conosciuta come Nasa, una coalizione formata dai principali partiti dell'opposizione socialdemocratica al presidente Kenyatta, stia finendo i fondi. D'altro canto Kenyatta, che ha realizzato un'impressionante crescita economica trainata da spesa pubblica e infrastrutture nonostante un quadro sfavorevole, sta accumulando debito senza risolvere ineguaglianze sociali.

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Ultimo aggiornamento: 2018-01-17 15:45:47 | 91.208.130.87